Picatrix e magia medievale

Picatrix e magia medievale

Per coloro che non hanno mai manifestato interesse per l’occultismo medievale, il nome Picatrix potrebbe dire ben poco o nulla; ma questo testo astrologico di 400 pagine rappresentò un vero e proprio caposaldo della magia medievale e rinascimentale, un compendio di nozioni astrologiche, alchemiche e magiche diffuse in Medio Oriente.

Chi scrisse il Picatrix?

Il Picatrix è una collezione di credenze magiche del Medio Oriente, una sorta di manuale di magia astrologica. Scritto in arabo tra il 1047 e il 1051, alla metà del XIII secolo fu tradotto in spagnolo per volere di Alfonso X di Castiglia, appassionato di astrologia e di occultismo. La versione latina fu realizzata successivamente alla traduzione in spagnolo a partire dalla fine del XV secolo.

Lo storico arabo Ibn Khaldun attribuì la paternità del Picatrix a Maslama al-Magriti (probabilmente Abu Maslama Muhammad ibn Ibrahim ibn Abd al-da‘im al- Marjti, un celebre matematico e alchimista arabo), vissuto tra il X e l’ XI secolo; non esiste tuttavia alcun accenno all’opera nelle biografie di al-Majriti e la data di realizzazione del manoscritto non è coerente con quella del decesso dell’alchimista, morto tra l’anno 1004 e il 1008.

Secondo le analisi degli storici, il Picatrix è una raccolta di nozioni prelevate da oltre 200 differenti testi di magia e astrologia che circolavano durante il X-XI secolo, come il De Imaginibus di Thabit Ibn Qurra e altri documenti di origine ellenica e mediorientale.

Il titolo originale in arabo, Ghâyat al-Hakîm (“L’obiettivo del Saggio”), fu successivamente tradotto in Picatrix per ragioni non ancora chiarite. E’ possibile che si tratti di una traslitterazione scorretta del termine “Buqratis“, che appare cinque volte nel secondo libro del documento e che inizialmente fu interpretato dagli storici come un riferimento a Ippocrate.

Chi scrisse il Picatrix?

L’ipotesi di un nesso con il padre della medicina fu successivamente scartata per via della presenza di riferimento al medico greco con il nome Ypocras, anche se alcuni ricercatori, come lo studioso di filosofia araba Henri Corbin, continuano a propendere per l’ipotesi del legame con Ippocrate.

Ciò che sappiamo per certo, tuttavia, è che intorno al XIV secolo il Picatrix, nella sua versione in spagnolo e in latino, riscosse un enorme successo in tutta Europa e finì sugli scaffali di molte librerie del tempo. La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze custodisce una copia del testo latino effettuata nel 1536.

Il contenuto del Picatrix

Anche se alcuni studiosi medievali consideravano il Picatrix una raccolta di superstizioni prive di alcun valore reale, altri ritenevano il libro un’opera pericolosa. Il Picatrix contiene infatti incantesimi che spaziano dal controllo degli agenti atmosferici all’evocazione di creature soprannaturali, e una serie di informazioni magico-astrologiche utili per chiunque avesse desiderato diventare un praticante di occultismo.

Il Picatrix è diviso in 4 libri, suddivisi a loro volta in capitoli. Nel Primo Libro viene descritto a grandi linee il “firmamento” e l’effetto generale che ha sulla sfera soprannaturale, fornendo descrizioni di cosa sia realmente la magia e del suo impatto sulla vita reale.

Il Secondo Libro si concentra sull’effetto dettagliato delle dinamiche celesti sul mondo materiale, di come i pianeti, la Luna e le stelle possano essere usate per attività magico-divinatorie con accenni al mondo induista e delle sue influenze sul contenuto dell’opera.

Quattro immagini di Saturno in una pagina del Picatrix custodito alla Biblioteka-Jagiellonska
Quattro immagini di Saturno in una pagina del Picatrix custodito alla Biblioteka-Jagiellonska

Nel Terzo Libro si scende ulteriormente nel dettaglio dei pianeti e delle loro sfere d’influenza, di come possano interagire con animali, piante e minerali per ottenere effetti benefici o, al contrario, causare sofferenza e distruzione.

Il Quarto Libro è incentrato sull’evocazione di creature soprannaturali. Spiega come evocare spiriti e demoni usando diverse pratiche rituali allo scopo di ottenere conoscenza o piegarli al proprio volere.

Il Picatrix si propone essenzialmente come una guida verso l’esaudimento dei propri desideri utilizzando la magia astrologica e il mondo soprannaturale. Usando una serie di giustificazioni filosofiche, l’autore del testo propone l’idea che tutte le pratiche magiche contenute nel libro non siano in contrasto con la sfera religiosa, ma siano al contrario approvate dalle entità divine, se non addirittura coadiuvate da esse.

Gli incantesimi del Picatrix
Incantesimo di distruzione

Il Picatrix riporta un incantesimo in grado di creare una landa desolata a patto di eseguire il rituale nei modi e nei tempi più corretti. L’incantesimo prevede l’uso di una sottile lastra di piombo (un oggetto comune nelle pratiche magiche ellenica) da posizionare nell’area da inaridire e da decorare con simboli magici usando il fluido cerebrale di un maiale; fino a quando la lastra rimarrà in posizione, nessun essere vivente oserà addentrarsi in quella landa desertica.

L’anello del potere

Il Picatrix è principalmente un testo di magia astrologica e fa spesso riferimento ai pianeti del Sistema Solare. Per sfruttare al meglio il potere soprannaturale fornito dai pianeti e dagli astri, il Picatrix consiglia di creare anelli utilizzando materiali di diversa natura: ad esempio, per evocare il potere di Saturno è necessario fabbricare un anello di piombo e turchesi e incidervi un uomo che cavalca un drago mentre brandisce una falce.

Secondo l’autore, se si indossa l’anello le forze oscure saranno ben disposte verso l’utilizzatore, e si potrà controllare esseri umani, scorpioni, serpenti e topi, oltre a poter conoscere i segreti più profondi dell’animo umano e delle forze astrali. Il tutto a patto di non entrare in posti scuri e di non consumare carne speziata con aneto.

Immagine di Venere in una pagina del Picatrix
Immagine di Venere in una pagina del Picatrix
Veleni ed elisir

Il Picatrix contiene diverse ricette di veleni ed elisir; alcune prevedono l’uso di ingredienti particolari, rari o semplicemente disgustosi: sudore di maiale, cervello d’asino, grasso di scimmia o urina di gatto nero.

Una delle ricette più complesse prevede l’uso di un rospo:

“Fissare ogni zampa con un chiodo. Colpire il rospo con un bastone. Pian piano, si gonfierà e si arrabbierà, espellendo un triplo veleno a tre colori. Collocare un recipiente sotto l’animale e prelevare il veleno. Alla fine liberarsi del rospo. Lettere, cibo e alte cose diventano mortali se unti con questo veleno. Se si lascia il veleno a fermentare in un vaso di piombo diventerà ancora più potente. Se si distillerà il veleno fermentato, penetrerà maggiormente nei tessuti.”

Il potere di Marte

Il Picatrix suggerisce che ogni pianeta può essere utilizzato per causare dolore o morte in base alla necessità. Saturno, ad esempio, può essere usato contro agricoltori e padri, mentre il Sole è efficace contro medici e filosofi; la Luna, invece, causa sofferenza nei regnanti e negli esattori delle tasse.

Marte sembra essere un pianeta “multiuso” adatto a causare dolore a chiunque. Secondo l’autore del Picatrix, il pianeta Marte è all’origine delle guerre, della deposizione di nobiluomini e sovrani, dei cattivi pensieri degli uomini malvagi.

Specchio magico

Lo specchio magico è uno strumento divinatorio rimasto in voga per molti secoli. Il Picatrix sostiene che uno specchio magico debba essere realizzato in oro o in argento seguendo un procedimento molto complesso, che prevede ingredienti come capelli di donna, seta, rami di pruno, incenso, sangue e sperma.

Attorno allo specchio occorre incidere i nomi di sette stelle, sette angeli e sette venti. Se il procedimento viene seguito alla lettera, lo specchio magico sprigionerà tutto il suo potere:

“Se si gette lo sguardo nello specchio e lo si custodisce al meglio, sappi che attraverso di esso unirai uomini, venti, spiriti, demoni, i viventi e i morti. Tutto ti obbedirà ed eseguirà il tuo comando…Avrai potere sui venti, sugli esseri umani e sui demoni, e farai ciò che vuoi. Quando sarai lavato e pulito, chiamali; verranno da te con obbedienza. Lavati su un catino o qualunque contenitore pulito pieno d’acqua. Osserverai il compimento di ciò che brami.”

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Il trattato sul Picatrix e i suoi rapporti con la magia
The Picatrix

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