Timeline dell’astronomia antica, dalla preistoria al 1700

Storia dell'astronomia

L’ astronomia è la più antica delle scienze naturali: i nostri antenati del Neolitico avevano già sviluppato una conoscenza astronomica sofisticata, anche se spesso era interpretata attraverso le credenze religiose del tempo.

Alcuni bastoni d’osso africani risalenti ad oltre 30.000 anni fa mostrano simboli legati alle fasi lunari; i calendari lunari e solari erano molto comuni nella preistoria umana, ma molti di essi furono realizzati utilizzando materiali facilmente deperibili (come il legno) e si sono deteriorati o totalmente disgregati nel corso dei millenni.

L’origine dell’astronomia

La terra d’origine dell’astronomia occidentale sembra sia stata la Mesopotamia: i primi furono i Sumeri, seguiti poi dai Babilonesi e dai loro cataloghi stellari vecchi di oltre 3.000 anni e derivati da quelli di compilazione sumera. I Sumeri contavano in base sessagesimale (60) e sembra che la moderna suddivisione della volta celeste in 360 gradi iniziò proprio con loro.

In Mesopotamia, l’astronomia era una pratica riservata a sacerdoti-matematici e fu quindi inevitabile l’interpretazione delle meccaniche celesti con occhio rivolto verso il paranormale: stelle, pianeti, Sole e Luna erano considerate divinità nella teologia astrale di Sumeri e Babilonesi.

Anche se motivato da ragioni più filosofiche e rituali che prettamente scientifiche, lo studio dei moti di stelle e pianeti contribuì alla nascita delle prime forme di calcolo: alcune tavolette astronomiche babilonesi mostrano i calcoli matematici necessari a prevedere le ore di luce solare nell’arco dell’anno.

I Babilonesi furono i primi definire come “periodico” il moto di Venere registrando per 21 anni consecutivi la sua apparizione sulla volta celeste; furono anche i primi a rendersi conto dell’esistenza di un ciclo di 18 anni per le eclissi lunari; furono infine i primi a predire il movimento dei pianeti e ad associarlo ad eventi significativi registrati nei loro annali, dando origine all’astrologia planetaria.

Diagramma Celeste nella tomba dell'architetto egizio Senenmut
Diagramma Celeste nella tomba dell’architetto egizio Senenmut

Come i Babilonesi, anche gli Egizi erano letteralmente ossessionati dalle stelle ed è naturale che la  osservazione del cielo incidesse su questioni religiose o quotidiane, come l’allineamento dei templi e le date dei festival religiosi. Le tre Grandi Piramidi sono allineate con la stella polare di qualche millennio fa, Thuban, e il moto di Sirio era determinante per capire quando sarebbe arrivata la prossima inondazione del Nilo.

L’astronomia greca

Le conoscenze astronomiche babilonesi furono ereditate ed elaborate dai Greci, che trattavano l’astronomia come una branca della matematica.

Nell’Iliade e nell’Odissea, Omero fa riferimento ad alcuni degli oggetti celesti più caratteristici dell’emisfero settentrionale: Boote, Orione, le Pleiadi, Sirio e l’Orsa Maggiore. Qualche secolo dopo Omero iniziarono a nascere le prime idee di terra sferica: Anassimandro descrisse una Terra sospesa al centro del cosmo e circa un secolo dopo i Pitagorici formularono un modello basato su 10 pianeti (Sole compreso) che ruotavano attorno ad un fuoco centrale.

Intorno al 330 a.C. Aristotele era così certo che il pianeta fosse un globo sferico da effettuare la prima stima della circonferenza terrestre, seguito nel 240 a.C. da Eratostene, che si avvicinò molto al valore reale della raggio della Terra basandosi sulla dimensione delle ombre proiettate dal Sole nelle città di Alessandria e Assuan.

Fu nel IV secolo a.C. che nacque in Grecia il primo modello astronomico tridimensionale che spiegava il moto apparente dei pianeti: era basato su sfere omocentriche, con al centro la Terra, su cui erano “appiccicati” pianeti e stelle.

Aristarco di Samo propose il primo sistema eliocentrico, anche se esistono solo testimonianze archeologiche incomplete o indirette sul suo lavoro. Gli Antichi Greci (in particolare Ipparco) furono i primi a catalogare le stelle utilizzando un sistema simile a quello moderno basato sulle magnitudini apparenti degli astri.

Dall’astronomia indiana all’astronomia moderna

Anche la storia dell’astronomia indiana è antichissima: nel V-VI secolo d.C. che venne elaborato un modello planetario che prevedeva che la Terra ruotasse attorno ad un asse e che i pianeti eseguissero delle orbite attorno al Sole.

L’astrologia indiana del tempo aveva raggiunto livelli di sofisticatezza tali da riuscire a prevedere le congiunzioni astrali e a predire eventi astronomici solo utilizzando la matematica e la conoscenza dei moti celesti dei corpi conosciuti.

Dopo Tolomeo, l’evoluzione dell’astronomia antica subì un’apparente battuta d’arresto; il primo vero impulso verso l’astronomia moderna furono le ricerche di Copernico e l’elaborazione modello eliocentrico, già proposto in passato da numerosi astronomi di tutto il mondo.

L’invenzione della lente e del telescopio (leggi questo articolo sulla nascita del telescopio), infine, aprirono l’universo all’osservazione di fenomeni stellari e planetari mai registrati in precedenza perché del tutto invisibili all’occhio umano.

Qui sotto una sintetica timeline dell’ astronomia, dalla preistoria al 1700 (la versione completa la trovate qui).

  • 30.000 a.C.: Incisioni su osso che tengono traccia delle fasi lunari
  • 4.000 a.C.: Le ziggurat mesopotamiche fungevano da osservatori astronomici
  • 2.500 a.C.: Creazione di Stonehenge, che ha richiesto diversi secoli per essere conclusa nella sua forma moderna.
  • 2.000 a.C.: Costruzione del tempio di Amon-Ra a Karkan, orientato verso la posizione del Sole durante il tramonto del solstizio d’estate
  • 2.000 a.C.: A Ur viene osservata e descritta un’ eclisse lunare, descrizione sopravvissuta fino ad oggi
  • 1.300 a.C.: In Cina inizia una lunga serie di osservazioni delle eclissi, registrando oltre 900 eclissi solari e 600 lunari nell’arco dei 2600 anni successivi
  • 750 a.C.: Gli astronomi Maya scoprono un ciclo lunare che dura 18,6 anni; da questo ciclo creeranno il primo almanacco del movimento solare, lunare e planetario
  • 700 a.C.: I Babilonesi sono in gradi di prevedere le eclissi lunari utilizzando i loro registri astronomici
  • 700 a.C.: Il poeta greco Esiodo fornisce consigli astronomici di utilità pratica per la navigazione o l’agricoltura
  • 585 a.C.: Talete prevede un’ eclisse solare durante una battaglia tra i Lidi e i Medi, interrompendola
  • 580 a.C.: Anassimandro crea il primo modello di Terra, Sole, Luna e stelle, sostenendo che la Terra galleggia nel vuoto
  • 550 a.C.: Pitagora e i suoi studenti elaborano un modello del sistema solare basato su percorsi circolari dei corpi celesti
  • 467 a.C.: Anassagora formula la prima spiegazione scientificamente corretta di un’eclisse e descrive il Sole come una massa infuocata più grande del Peloponneso
  • 350 a.C.: Aristotele sostiene che i corpi celesti siano sfere, Terra compresa
  • 280 a.C.: Aristarco di Samo calcola le dimensioni del sistema solare, concludendo che la Terra è molto più piccola delle distanze tra i corpi celesti e sostenendo un modello eliocentrico
  • 250 a.C.: Eratostene calcola la circonferenza della terra osservando l’altezza del sole e avvicinandosi moltissimo al valore esatto del meridiano terrestre (con un margine di errore pari a circa il 3%)
  • 134 a.C.: Ipparco scopre la precessione dell’asse terrestre e inizia il primo catalogo stellare per magnitudine apparente
  • 4 a.C.: L’astronomo cinese Shi Shen cataloga 809 stelle in 122 costellazioni e osserva per la prima volta le macchie solari
  • 140 d.C.: Tolomeo perfeziona il modello geocentrico del sistema solare, riuscendo a calcolare accuratamente la posizione dei pianeti anche se basato su presupposti sbagliati.
  • 400 d.C.: Il Surya Siddharta indiano spiega che l’anno siderale è lungo 365,2563627 giorni, circa 1,4 secondi in più rispetto al valore moderno
  • 499 d.C.: L’astronomo indiano Aryabhata è il primo a formulare l’idea di gravità e a spiegare perchè gli oggetti non cadano durante la rotazione della Terra. E’ anche il primo a proporre orbite ellittiche e che la Luna e i pianeti riflettano la luce solare
  • 628 d.C.: L’astronomo indiano Brahmagupta accenna brevemente al concetto di gravità
  • 830 d.C.: L’opera astronomica Zij al-Sindh di al-Khwarizimi contiene tabelle sul movimento del Sole, della Luna e dei 5 pianeti conosciuti
  • 928 a.C.:Risale a questo periodo il più antico astrolabio sopravvissuto fino ad oggi, costruito dall’astronomo Mohammad al-Fazari
  • 1031: Abu Said Sinjari suggerisce che la Terra orbiti attorno al Sole
  • 1054: Gli astronomi cinesi e arabi osservano l’esplosione di una supernova visibile anche durante il giorno. Il risultato dell’esplosione diventò nel corso di un millennio ciò che oggi è chiamata Nebulosa Granchio
  • 1066: Viene registrato il passaggio della cometa di Halley
  • 1150: L’astronomo Bhāskara II calcola latitudine e longitudine dei pianeti, le eclissi solari e lunari e le congiunzioni dei pianeti
  • 1300: Giovanni Buridano sviluppa una versione grezza del principio d’inerzia
  • 1350: Nicola d’Oresme crea una sua versione della relatività galileiana
  • 1420: Osservatorio astronomico di Ulugh Beg: contribuì a stilare un catalogo di oltre 1.000 stelle
  • 1543: Copernico pubblica “De Rivolutionibus orbium coelestium“, una descrizione del suo modello eliocentrico del sistema solare pubblicata due mesi dopo la sua morte
  • 1572: Tycho Brahe osserva una supernova nella costellazione di Cassiopea
  • 1580: Brahe diventa celebre per le sue osservazioni ad occhio nudo, probabilmente le più accurate della storia. Si servì anche di strumenti costruiti su misura
  • 1600: Galileo inizia i suoi esperimenti con la caduta dei corpi, giungendo alla conclusione che se non c’è alcuna forza a contrastare il loro movimento cadrebbero all’infinito
  • 1600: William Gilbert propone l’idea che la Terra sia un gigantesco magnete
  • 1604: Keplero osserva una supernova ad occhio nudo, dettagliandone accuratamente lo sviluppo
  • 1608: Hans Lippershey tenta di brevettare il primo telescopio rifrattore
  • 1609: Galileo usa il telescopio per le sue osservazioni astronomiche, uno dei primi in Europa ad guardare con occhio privilegiato il Sole, la Luna e i vari pianeti del Sistema Solare. Nello stesso anno, Galileo scopre che la luna ha crateri, valli, montagne e pianure come la Terra
  • 1610: Keplero scopre le leggi che regolano il moto dei pianeti. Nello stesso anno Galileo pubblica Sidereus Nuncius, descrivendo le sue osservazioni effettuate con il telescopio
  • 1610: Galileo osserva le fasi di Venere e scopre i 4 satelliti più grandi di Giove, chiamati oggi “galileiani”
  • 1630: Cartesio definisce il movimento inerziale
  • 1654: L’arcivescovo James Ussher calcola l’età della Terra basandosi sulla Bibbia e giungendo alla conclusione che sia nata il 23 ottobre 4004 a.C., a mezzogiorno.
  • 1656: Christiaan Huygens scopre gli anelli di Saturno
  • 1663: L’astronomo scozzese James Gregory descrive un telescopio riflettore “gregoriano” che usa specchi parabolici, ma non è in grado di costruirne uno
  • 1665: Giovanni Cassini scopre la Grande Macchia su Giove
  • 1666: Cassini osserva le calotte polari marziane
  • 1667: Isaac Newton formula la legge di gravitazione
  • 1668: Newton costruisce il primo telescopio riflettore
  • 1675: L’astronomo danese Ole Romer calcola la velocità della luce
  • 1678: Huygens sostiene che la luce è composta da onde, in contrasto con la teoria particellare di Newton
  • 1682: Edmund Halley osserva la cometa che porterà il suo nome in futuro, e nel 1705 calcolerà il suo ritorno nel 1758
  • 1687: Newton pubblica “Philosophiae Naturalis Principia Mathematica“, la raccolta di tutte le sue scoperte sulla gravità e il moto dei pianeti

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