Vita Antica

vita antica, vita primitiva

VitAntica.net nasce con l’intenzione di indagare sul vasto e spesso frainteso mondo della “vita a contatto con la natura” condotta dai nostri antenati dell’età preindustriale e dalle popolazioni tribali moderne, con racconti di culture e popoli più o meno antichi, tecniche di sussistenza e sopravvivenza, suggerimenti pratici e consigli utili su come introdurre un pizzico d’antico nella vita moderna.

Gli antichi cacciatori-raccoglitori e i popoli antichi, per forza di cose più a contatto con la natura rispetto all’uomo moderno, vivevano in un mondo popolato da materiali primitivi, conoscenze empiriche e superstizioni frutto di un’osservazione o un’interpretazione talvolta errata della natura; nonostante questo, riuscivano spesso a trascorrere una vita sana, felice e piena di soddisfazioni. Non si limitavano a sopravvivere, ma prosperavano ottenendo tutto il necessario dall’ambiente naturale che li circondava, anche se spesso e volentieri quello stesso ambiente risultava così ostile da uccidere.

Termini come “antico” o “primitivo” sono spesso utilizzati per indicare una nozione o una pratica risalenti a periodi in cui metalli come il ferro o l’acciaio erano ancora ben lontani dall’essere materiali di prima scelta, se non erano addirittura sconosciuti. Questo non deve tuttavia trarre in inganno: primitivo non significa “poco complesso” o privo di genio, ma semplicemente ad un utilizzo di materiali ormai dimenticati o scarsamente utilizzati nel mondo moderno, e conoscenze non strutturate dal punto di vista accademico ma basate sull’esperienza e su innumerevoli tentativi e fallimenti.

I nostri antenati vissuti prima della manipolazione dei metalli o della produzione su larga scala erano abili manipolatori di materiali come legno, pietra e osso; creavano colle da resina di pino, latte o resti animali, adesivi capaci di una buona presa e di essere facilmente rinnovati col passare del tempo; realizzavano vasellame e recipienti con la perizia di un artigiano moderno; utilizzavano risorse alimentari ormai dimenticate da millenni, ottenendo una dieta a volte più varia se paragonata a quella dell’uomo moderno. Dopo la pietra e l’osso fu il tempo del rame, del bronzo e del ferro. La metallurgia rivoluzionò il mondo antico e fu l’inizio di una serie di invenzioni che ancora oggi sono di uso comune.

Alcuni dati di fatto sulla vita primitiva o da cacciatore-raccoglitore, comunemente accettati dalla comunità scientifica:

  • Più ci si avvicina all’equatore più si trova disponibilità di materia vegetale commestibile. Per questo motivo, i cacciatori-raccoglitori che vivono vicino all’equatore basano la propria dieta principalmente sulla raccolta; più ci si sposta a Nord, più la dieta tende ad includere carne e pesce.
  • I cacciatori-raccoglitori trascorrevano in media 6,5 ore in raccolta, caccia o pesca. Le società agricole e industriali lavorano trascorrono mediamente 8,8 ore al lavoro. Le comunità semi-primitive della Nuova Guinea, ad esempio, impiegano circa 20 minuti per abbattere una palma di sago (Metroxylon sagu), dal cui midollo si possono estrarre fino a 350 kg di carboidrati commestibili. Una volta lavato e schiacciato per estrarre l’amido dalle fibre, si tratta di attendere circa una giornata affinché l’amido si possa depositare e l’acqua evapori, un procedimento “passivo” che consuma poche calorie per ottenere una resa elevata.
  • La vita totalmente nomadica è più frequente in ambienti in cui le stagioni tendono ad essere più lunghe (e di solito più estreme). Che siano nomadici o semi-nomadici, i cacciatori raccoglitori usano rifugi non permanenti o naturali.
  • Più una società dipende dalla raccolta più tenderà ad essere matriarcale; se la caccia o la pesca sono predominanti, tenderà ad essere patriarcale. Le comunità patriarcali non sono più coinvolte in scontri violenti con altre comunità rispetto alle società matriarcali. Le donne spesso cacciano insieme agli uomini o procurano altrettanto cibo (se non di più) tramite la raccolta, svolgendo un ruolo fondamentale per la sopravvivenza dell’intera comunità.
  • Per quanto patriarcali o matriarcali, le società di cacciatori-raccoglitori tendono ad essere parzialmente egualitarie e ad apprezzare più l’esperienza sul campo piuttosto che la proprietà posseduta. Di solito non esiste un vero capo, ma piuttosto una gamma di esperti in vari campi (caccia, pesca, raccolta) che prendono l’iniziativa e che vengono seguiti dagli individui meno esperti.
  • L’aspettativa di vita media era tra i 21 e i 37 anni. Circa il 60% dei cacciatori raccoglitori raggiungeva l’età di 15 anni; raggiunta questa età, il 64% dei fortunati riusciva a raggiungere o a superare i 45 anni.
    Il 70% delle morti era causata da malattie di qualunque natura, il 10% da malattie degenerative e il 20% da atti violenti da parte di animali o altri esseri umani.