Il successo dell’ ananas dopo il viaggio di Colombo

storia dell' ananas

L’ananas (Ananas comosus) è una pianta originaria delle regioni tra Brasile e Paraguay che fece il suo primo ingresso in Europa nel 1496 con il ritorno di Colombo dal suo secondo viaggio. Il frutto era ben noto ai nativi sudamericani, dal Brasile al Messico, dove veniva coltivato da Maya e Aztechi. Anche se la storia della domesticazione dell’ananas è sostanzialmente sconosciuta, fu una delle prime piante americane ad affermarsi nel Vecchio Continente e probabilmente quella che inizialmente riscosse più successo tra la nobiltà europea.

Colombo si imbatté nell’ananas per la prima volta quando attraccò sull’isola di Guadalupa. Gli indigeni di lingua Tupi chiamavano questo frutto nanas (“frutto eccellente”), come successivamente raccontò l’esploratore André Thevet nel 1555 durante le sue esplorazioni brasiliane.
Dopo averla assaggiata, apprezzata e aver trovato un nome adatto al frutto (piña de Indes, “pigna degli Indiani”), Colombo decise di riportare alcuni esemplari di questo frutto in Spagna nel 1496, al ritorno dal suo secondo viaggio verso le Americhe, assieme a campioni di tabacco e zucche.

Il viaggio di ritorno non fu di breve durata e quasi tutti gli esemplari di frutta e verdura che Colombo tentò di riportare in Europa andarono distrutti. Tutti tranne l’ananas che raggiunse la tavola di re Ferdinando II di Aragona, l’unica a non essere marcita diventando un ammasso appiccicoso di zuccheri fermentati.




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Per Pietro Martire d’Anghiera, il primo incontro del sovrano spagnolo con l’ananas fu un evento da ricordare: “L’invincibile Re Ferdinando riferisce di aver mangiato un altro frutto portato dalle Americhe. Ricorda una pigna nella forma e nel colore, è ricoperto da scaglie ed è più sodo di un melone. Il suo sapore supera quello di tutto il resto della frutta”. Anche Gonzalo Fernández de Oviedo y Valdes, inviato a Panama dalla corte di Spagna, rimase stupido dal gusto e dalla forma dell’ananas: “E’ il più bello tra i frutti che ho visto. Non credo esista al mondo un altro frutto di tale squisitezza e apparenza”.

Poco dopo il suo arrivo in Europa, l’ ananas conquistò velocemente il gusto dei più ricchi. Anche se al tempo l’industria dello zucchero iniziava a fiorire grazie alle prime piantagioni di canna da zucchero (specialmente quelle portoghesi), gli alimenti dolci rimanevano fuori dalla portata della gente comune, che si riforniva di zuccheri dalla frutta europea la cui crescita è subordinata al clima stagionale.

L’ ananas assunse in poco tempo il titolo di “re della frutta”, diventando sia un alimento pregiato sia il simbolo del diritto divino dei regnanti europei; le difficoltà di conservazione durante il lungo viaggio attraverso l’Atlantico e l’offerta estremamente limitata in Europa non fecero altro che aggiungere ulteriore prestigio a questo frutto così raro e prelibato.

Dunmore Pineapple, considerato "l'edificio più bizzarro di Scozia", si trova nel Dunmore Park e la sua costruzione iniziò nel 1761. La struttura centrale con il tetto a forma di ananas fu utilizzata anche per la coltivazione di questo frutto.
Dunmore Pineapple, considerato “l’edificio più bizzarro di Scozia”, si trova nel Dunmore Park e la sua costruzione iniziò nel 1761. La struttura centrale con il tetto a forma di ananas fu utilizzata anche per la coltivazione di questo frutto.

Le stesse caratteristiche che rendevano l’ananas un frutto così desiderato e pregiato resero di fatto impossibile la sua coltivazione in Europa per quasi due secoli. L’ananas è una pianta erbacea perenne e ha bisogno di un clima stabile, umido e caldo per tutto l’anno; un frutto giunto a fine maturazione può facilmente danneggiarsi, se viene conservato a temperatura ambiente può restare commestibile per solo 3-4 giorni, e ogni pianta è in grado di produrre un singolo frutto ogni 18 mesi circa.

Per garantire una riserva più o meno costante di ananas per la nobiltà europea, i Portoghesi introdussero il frutto in India intorno alla metà del XVI secolo, ma fu solo oltre un secolo dopo che si iniziò a coltivarlo nelle serre del Vecchio Continente.
Verso la metà del XVII secolo fu realizzata in Olanda la prima serra di concezione moderna: fin da subito si iniziarono a condurre esperimenti sugli ananas provenienti dal Suriname, colonia olandese dal 1667 sotto il nome di “Guyana olandese”. Pieter de la Court fu il primo in Europa a far crescere ananas in serra, procedimento che nel secolo successivo si diffuse su buona parte del Vecchio Continente rendendo possibile coltivare questo frutto anche sulle isole inglesi.

Escogitare un sistema per far crescere ananas in Europa non fu affatto semplice: per avere un buon raccolto erano necessarie serre costruite su misura, cure costanti e attente per evitare l’attacco dei parassiti e un’ enorme quantità di carbone per mantenere un clima delle serre stabile e caldo per tutto l’anno; infine, in natura l’ ananas viene impollinato principalmente dai colibrì, caratteristica che costrinse i botanici europei dei secoli passati ad effettuare meticolosi e faticosi impollinazioni artificiali. Secondo le stime di alcuni storici, ogni singola pianta di ananas richiedeva un investimento equivalente a circa 8.000 dollari moderni, una cifra enorme per il XVII secolo.

Carlo II si è fatto ritrarre in compagnia di un' ananas nel 1677 (Photo: Royal Collection Trust/Her Majesty Queen Elizabeth II)
Carlo II si è fatto ritrarre in compagnia di un’ ananas nel 1675-1677 (Photo: Royal Collection Trust/Her Majesty Queen Elizabeth II)

In alcuni periodi, come sotto il regno di Carlo II d’Inghilterra, mangiare ananas era considerato uno spreco: il frutto veniva impiegato esclusivamente come costosissimo oggetto ornamentale e riutilizzato nelle occasioni mondane fino alla sua putrefazione quasi totale. Intorno alla metà del 1700 iniziarono addirittura a fare la loro apparizione negozi che affittavano ananas a chiunque avesse intenzione di ostentare la sua ricchezza (e disponesse dei fondi necessari da noleggiarne uno).

Il grado di status-symbol dell’ananas durante il regno di Carlo II raggiunse il culmine durante l’ accesa trattativa con la Francia per il possesso delle isole di Saint Kitts e Nevis, un piccolo arcipelago nelle Antille: nel 1668, in occasione del banchetto ufficiale con l’ambasciatore francese, Carlo ordinò il recupero di un’ ananas dall’isola Barbados (anch’essa nelle Antille) per poterla posizionare in cima ad una montagna di frutta europea ed esotica che sarebbe stata servita al termine della cena; lo scopo del sovrano era quello di comunicare molto chiaramente che l’Inghilterra si riteneva la legittima proprietaria delle Antille facendo notare al suo commensale francese che “noi riusciamo ad avere degli ananas, voi no“.

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