Cacciatori di miele allucinogeno (documentario)

Cacciatori di miele allucinogeno

Le graianotossine sono un gruppo di tossine prodotte da rododendri e azalee, piante diffuse in Europa, Asia e America che hanno acquisito nella storia la fama di piante meravigliose ma dal nettare potenzialmente molto tossico. Il miele prodotto da api che raccolgono nettare da queste piante, infatti, è noto fin dall’antichità per essere tossico anche se consumato in piccole quantità.

A citare il miele tossico di rododendro sono Senofonte, Aristotele, Strabone e Plinio il Vecchio: proprio quest’ultimo racconta un episodio, citato più tardi anche da Strabone, che vede l’impiego del miele di rododendro in battaglia. Nel 69 a.C. le truppe romane di Pompeo si trovavano a combattere in Turchia e furono le tra le prime vittime storiche di un’arma biologica: la milizia nemica disseminò il percorso di marcia dei Romani di alveari selezionati appositamente per la loro vicinanza alle piante di rododendro locali; le truppe di Roma, sfruttando ogni occasione per ingerire calorie preziose, fecero incetta del miele avvelenato mostrando in seguito i sintomi tipici dell’avvelenamento e perdendo la battaglia contro il nemico.

I sintomi di avvelenamento da miele di rododendro sono salivazione, sudorazione abbondante, confusione, debolezza e vomito (come vedrete nel documentario), mentre una dose eccessiva può provocare allucinazioni che possono durare anche per 24 ore.

Al giorno d’oggi gli apicoltori conoscono bene quali piante sono adatte al prelievo di nettare da parte delle loro api e quali invece possono rappresentare un rischio per la produzione di miele. In Nepal, tuttavia, la tribù Gurung che vive isolata tra le montagne del Paese è probabilmente l’unica sopravvissuta fino ad oggi ad aver trovato un impiego medicinale per il miele tossico di rododendro.

Conosciuto come “miele pazzo”, questo tipo di miele viene prodotto dalla specie di ape selvatica più grande del mondo (Apis dorsata laboriosa, fino a 3 centimetri di lunghezza) che tende a nidificare sulla cima di una collina che gli abitanti del villaggio scalano ogni anno per raccogliere qualche chilogrammo di prezioso miele allucinogeno.

La raccolta di questo miele non è priva di rischi: l’arrampicata e la raccolta avvengono utilizzando corde di radici e scale di bambù (oltre all’immancabile machete) e il rischio di una caduta rovinosa da una dozzina di metri d’altezza è sempre dietro l’angolo.

Perché tutta questa fatica e un rischio così grande per raccogliere miele tossico? Per i Gurung, l’assunzione quotidiana di una dose minima di miele di rododendro causa un leggero e piacevole senso di inebriamento e rafforzerebbe il sistema immunitario.

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