La biacca, o bianco di piombo

La biacca, o bianco di piombo

La biacca, o bianco di piombo, fu uno dei pigmenti più impiegati nel corso della storia antica. Le sue caratteristiche cromatiche e la relativa semplicità del metodo di produzione la resero un colorante molto popolare per la fabbricazione di cosmetici o di colori per utilizzi artistici.

Pigmento e cosmetici

La biacca è composta in buona parte da un sale di piombo (carbonato basico di piombo II) bianco e inodore, che in natura si trova in un minerale chiamato cerussite (da cui deriva il nome “cerussa”). Estrarre il carbonato basico di piombo dalla cerussite non è un procedimento semplice quanto estrarre il metallo “puro” dai minerali che lo contengono, metodo conosciuto da almeno 3.500 anni e documentato in alcuni papiri egizi.

Il piombo riscosse un enorme successo nel mondo antico per via della sua facilità di lavorazione: è tenero, denso, duttile e malleabile, può essere lavorato a temperature relativamente basse rispetto ad altri metalli (fonde a 327 °C) e si trova spesso in minerali che contengono rame e argento, due metalli particolarmente importanti nell’antichità.

La cerussa fu utilizzata per secoli come pigmento bianco (di fatto, uno dei due pigmenti bianchi – insieme al carbonato di calcio – realmente coprenti disponibili nell’antichità), sia per la pittura che per la produzione di cosmetici come la cerussa di Venezia, uno sbiancante per la pelle molto in voga nel XVI – XVII secolo.

Elisabetta I d’Inghilterra fu una delle più assidue utilizzatrici della cerussa veneziana, che applicava sul volto ad ogni occasione pubblica. La contessa Maria Coventry, morta all’età di 27 anni nel 1760, fu anch’essa un’amante della cerussa, pigmento che probabilmente fu la causa principale della sua morte: per coprire l’acne, usava in modo massiccio pomate al bianco di piombo senza sapere che, in realtà, erano proprio quei cosmetici a causare gli sfoghi cutanei sul viso; Maria Coventry morì per avvelenamento da piombo causato dall’uso costante di biacca.

Come si produceva la biacca

Il bianco di piombo si ottiene tramite un processo di corrosione del piombo causato da un acido; in passato si utilizzava l’acido acetico. Il procedimento di corrosione fu descritto per la prima volta da Teofrasto di Ereso nel III secolo a.C. e prevedeva l’utilizzo di contenitori di terracotta riempiti con l’aceto più potente a disposizione, recipienti in cui venivano inserite scaglie o spirali di piombo per esporle alla corrosione per circa 10 giorni.

Successivamente, i contenitori venivano aperti, il piombo estratto e il carbonato di piombo (cristalli bianchi formatisi sul metallo) asportato e conservato; il piombo rimanente veniva riutilizzato per produrre altra cerussa.

Il sale di piombo subiva quindi una tritatura molto fine e una lunga bollitura in acqua. Al termine della bollitura, la mistura di acqua e carbonato di piombo veniva lasciata a decantare per far precipitare i sali sul fondo del contenitore e lasciar evaporare l’acqua, ottenendo così polvere di biacca.

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Ciò che viene definito “metodo olandese” si basa sullo stesso procedimento descritto da Teofrasto e usato da Greci, Egizi e Romani, ma utilizza l’anidride carbonica per catalizzare la corrosione e incrementare la produzione di biacca.

Per produrre grandi quantità di biacca si utilizzavano contenitori d’aceto e piombo posizionati a strati che si estendevano verticalmente: ogni livello di recipienti veniva ricoperto da uno strato di letame e corteccia da concia che fornivano anidride carbonica ai processi corrosivi del piombo grazie alla decomposizione naturale della materia organica.

Dopo aver raschiato i recipienti per rimuovere i sali di piombo, i cristalli venivano tritati con apposite macine contenenti olio di semi di lino. In questo modo, non era necessario far bollire ed essiccare la polvere di biacca, ma si otteneva una crema oleosa facile da trasportare e già pronta per l’utilizzo come cosmetico.

Grande richiesta e grandi rischi per la salute

Pigmenti bianchi come la biacca non erano comuni nel mondo antico. Il bianco di piombo era considerato il miglior pigmento in circolazione, specialmente per la decolorazione della pelle e per l’impiego nella pittura a olio, dato che il carbonato di calcio, chiamato “bianco San Giovanni“, era meno coprente.

I cosmetici a base di cerussa, spesso un semplice mix di bianco di piombo, acqua e aceto, divennero i pigmenti per la pelle più ricercati e desiderati dalle donne dei secoli passati. L’utilizzo della biacca risale addirittura all’antico Egitto, dove veniva impiegata come fondotinta; nel teatro antico la biacca era uno dei trucchi di scena più comuni.

Margot Robbie nei panni della regina Elisabetta I, assidua utilizzatrice di cerussa
Margot Robbie nei panni della regina Elisabetta I, assidua utilizzatrice di cerussa

Nel corso del XVIII secolo divenne pratica comune utilizzare vernici a base di bianco di piombo per rivestire le chiglie delle navi della Royal Navy britannica, per impermeabilizzare il legname della struttura e limitare le infestazioni da parassiti.

Anche se, nel mondo antico, il legame tra piombo e avvelenamento era cosa abbastanza nota, durante il Medioevo la letteratura medica dimenticò quasi completamente il problema. Ad esempio, l’acetato di piombo veniva comunemente impiegato come dolcificante per vino e sidro, con conseguenze terribili per la salute.

A partire dal XV secolo l’avvelenamento da piombo divenne una vera e propria piaga; nel XVI secolo Paracelso riporto alla luce la problematica dell’avvelenamento da piombo (che lui definiva “malattia del minatore”), ma trascorsero altri secoli prima di vedere seri interventi per limitare l’uso di questo metallo.

Fonti per “La biacca, o bianco di piombo”

White lead
Lead paint
Venetian ceruse
Lead Poisoning in a Historical Perspective

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