Cahokia, regno delle agricoltrici

Cahokia, regno delle agricoltrici

Gli archeologi incontrano ancora molte difficoltà nel ricostruire la rapida ascesa e caduta di Cahokia, la misteriosa cultura nordamericana che costruì tumuli lungo il Mississippi circa 1.000 anni fa.

Una delle ipotesi più gettonate è che la civiltà di Cahokia fosse basata su una società gerarchica (come spiegato in questo post), altamente centralizzata e del tutto dipendente dalla coltivazione del mais; in questo scenario, le élite dominanti esigevano regolarmente tributi dai contadini che lavoravano la terra.

Per quanto non ci siano molti dubbi sul fatto che l’agricoltura fosse la linfa di Cahokia, un nuovo libro di una paleoetnobiologa della Washington University di St. Louis dipinge un quadro differente di questa cultura nordamericana.

Il libro offre anche una road map per la riscoperta e la possibile coltivazione di una serie di fonti di cibo selvatico altamente nutritivo, tra cui un cugino nordamericano della quinoa, un tempo parte fondamentale della dieta dei nativi.

“La vera storia di Cahokia va oltre il mais e le decisioni prese da un piccolo gruppo di élite”, sostiene Gayle Fritz, professoressa emerita di antropologia e autrice di “Feeding Cahokia: Early Agriculture in the North American Homeland“.

Ku-ne-che, palla di noci pecan tritate e pestate, usata dai Cherokee per la produzione di zuppe
Ku-ne-che, palla di noci pecan tritate e pestate, usata dai Cherokee per la produzione di zuppe

“È chiaro che la stragrande maggioranza dei contadini di Cahokia fossero donne ed è probabile che la loro conoscenza critica delle colture domestiche e delle piante commestibili selvatiche avesse fatto guadagnare loro posizioni di potere e rispetto ad ogni livello della società”.

L’ascesa e la caduta di Cahokia

Classificato come patrimonio mondiale dell’UNESCO, il complesso Cahokia Mounds fu una volta la città più grande e popolata del Nord America prima dell’esplorazione europea.

Raggiungendo il suo apice tra il 1050 e il 1200 d.C., la città e la regione immediatamente circostante vantavano una popolazione di decine di migliaia di individui ed esercitavano una forte influenza su altri insediamenti indigeni disseminati in un’ampia area del Midwest americano.

Intorno al XIV secolo, per ragioni ancora inspiegabili, la civiltà di Cahokia cominciò a disgregarsi. Nel 1300 d.C. la popolazione che viveva a Cahokia era diretta verso il collasso; all’inizio del 1500, quando gli esploratori europei visitarono per la prima volta il Nord America, la grande città di Cahokia era ormai stata abbandonata da tempo.

Alcuni archeologi suggeriscono che la fine di Cahokia sia stata causata a periodi di forti alluvioni o siccità, o da un potente terremoto, e dall’impatto che queste calamità naturali ebbero su un sistema agricolo sempre più dipendente dal mais.

I dubbi sulla fine di Cahokia

Fritz ha messo in discussione gli indizi a sostegno di un collasso dovuto a disastri naturali, così come l’idea che eventi climatici gravi avrebbero potuto paralizzare la capacità della città di generare le sufficienti risorse alimentari necessarie a sostenersi.

La sua ricerca mostra che la rete di produzione alimentare della città era estremamente ben diversificata, stabile, sofisticata e situata in alcuni dei terreni agricoli più fertili del mondo.

Anche se alcuni disastri naturali potrebbero aver scatenato disordini sociali o religiosi destabilizzanti, secondo Fritz le donne che controllavano la produzione agricola di Cahokia erano più che capaci di resistere a gravi disturbi climatici.

Fritz ha documentato l’impiego di quello che potrebbe essere stato il primo raccolto domestico d’America, una specie di zucca che probabilmente giunse dall’Africa sfruttando le correnti dell’Atlantico.

Il chenopodium produce piccoli semi simili alla quinoa ed è stato coltivato in Nord America per migliaia di anni.
Il chenopodium produce piccoli semi simili alla quinoa ed è stato coltivato in Nord America per migliaia di anni.

Fritz ha anche analizzato l’origine di altre colture primitive come la zucca, il girasole e il chenopodium, addomesticati sul suolo nordamericano e coltivati da generazioni di agricoltori prima, durante e dopo l’ascesa di Cahokia.

La ricercatrice spiega anche come i primi americani avessero imparato a sfruttare al massimo i raccolti di noci selvatiche, come le ghiande e le noci pecan, fornendo agli alberi più produttivi un vantaggio ambientale tramite incendi controllati regolari del sottobosco, con lo scopo di creare aree che gli esploratori europei descrissero in seguito come “frutteti di noci”.

Le donne di Cahokia dominavano la produzione agricola

Secondo Fritz, Cahokia basava la sua economia su un sistema agricolo dominato da donne; un indizio è rappresentato da piccole statue di argilla dissotterrate a Cahokia e in altri siti lungo Mississippi.

Le statuette, che altri ricercatori hanno descritto come dee del grano, spesso raffigurano una donna anziana inginocchiata con le braccia tese. Le statue sono impreziosite da serpenti intrecciati, steli, rampicanti e fiori che alcuni studiosi hanno identificato come simboli del mais e della fertilità.

Fritz sostiene che molte delle incisioni rappresentano in modo accurato semi di girasole e zucchine, non pannocchie di mais. La sua ipotesi si basa sul lavoro di Carol Diaz-Granados, ricercatrice associata presso l’Università di Washington, e di altri studiosi che hanno analizzato l’arte rupestre dei nativi americani.

Statuetta Keller, una delle molte trovate lungo il Mississippi
Statuetta Keller, una delle raffigurazioni della “vecchia che non muore mai” trovate lungo il Mississippi

In base a queste ricerche, le statuette di Cahokia rappresenterebbero un personaggio noto come “la vecchia donna che non muore mai” o “nonna”, una figura centrale nel sistema di credenze delle tribù di lingua di Siouan moderne, come i Mandan e gli Hidatsa.

Le donne di queste tribù facevano parte di gruppi chiamati “Goose Societies” e giocavano un ruolo predominante nell’agricoltura tribale e nella vita spirituale: le donne più giovani scalavano la gerarchia sociale grazie al lavoro nei campi.

“Molto prima che il mais, i fagioli e la zucca diventassero cibi fondamentali nella dieta dei nordamericani, è probabile che le agricoltrici si appellassero a figure simili alla Madre Terra per farsi guidare nella coltivazione e nella raccolta di semi nativi, come i girasoli e il chenopodium. Questo scenario alternativo colloca le donne come attrici principali nella cultura di Cahokia invece che individui sotto il controllo di una casta sacerdotale”.

Women shaped cuisine, culture of ancient Cahokia

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