Località e clima estremi della Terra

Località e clima estremi della Terra

Quando pensiamo che la Terra sia il pianeta ideale per lo sviluppo della vita spesso dimentichiamo quanto possano essere inospitali alcune regioni del nostro pianeta: venti incessanti e velocissimi, temperature estreme sopra e sotto lo zero, precipitazioni abbondantissime o del tutto assenti, altezze che mozzano letteralmente il fiato e località così remote da essere difficilmente raggiungibili con qualunque mezzo di trasporto conosciuto.

Nonostante gli estremi climatici e ostacoli naturali apparentemente insormontabili, l’uomo è spesso riuscito a ricavarsi una nicchia di sopravvivenza nei luoghi più difficili, adattandosi a condizioni avverse spesso per necessità, altre volte per puro interesse scientifico.

La foresta più a nord

La foresta di Lukunsky è la distesa di alberi più a nord del pianeta. Si trova in Russia lungo il fiume Lukuns, ed è una foresta che torna alla vita dopo l’inverno per soli 100 giorni, per poi ritornare ad essere un bosco ghiacciato da Settembre a Giugno.

Il terreno è composto da permafrost profondo fino a 200 metri, le temperature scendono spesso sotto i -40 °C, e il vento raggiunge una velocità di 50 metri al secondo per buona parte dell’anno.

Il bosco di Lukunsky ospita 268 specie di piante, 78 di uccelli e 16 specie di mammiferi, perfettamente adattati al clima della regione.

Il ghiaccio più profondo

Per un record del genere, il primo posto del pianeta che viene alla mente è l’ Antartide. La fossa subglaciale di Bentley è il punto più profondo della Terra non coperto da acqua: è infatti completamente sommersa dal ghiaccio per ben 2.555 metri dal livello del mare e occupa un’area grande quanto l’intero Messico.

Non viene tecnicamente considerato il punto più profondo del pianeta per via della sua copertura di ghiaccio, che lo fa rientrare nella categoria delle località sotterranee.

Stazione Vostok, l’avamposto umano più freddo del pianeta

La stazione russa Vostok si trova al Polo Sud. La temperatura media annua è di circa -55,3 °C, la più bassa temperatura media mai documentata sul nostro pianeta.

Il mese più freddo è agosto, con una media di -68 °C, mentre in dicembre, il mese più caldo, si raggiungono i -32 °C. Nel luglio del 1983, la temperatura alla stazione Vostok è scesa fino a -89,2 °C, la più bassa mai registrata sulla Terra.

Caldo estremo: la più alta temperatura dell’aria mai registrata

La più alta temperatura mai registrata è un record che spetta alla Libia. Il 13 Settembre 1922 il termometro di Al’Aziziyah, località nel deserto del Sahara, segnava 57,8 °C.

Tuttavia il record non è stato unanimamente accettato: ci sono casi in cui le temperature possono alzarsi ulteriormente a seguito di “colpi di calore” causati venti particolarmente caldi.

Ad Abadan, in Iran, nell’estate del 1967 pare che il termometro segnò 87 °C a causa delle condizioni sopra citate; la reale portata dell’evento non è mai stata confermata, per questa ragione non compare nella lista dele temperature record finora registrate.

Il deserto più arido: Atacama
Località e clima estremi della Terra
Deserto di Atacama

Il deserto di Atacama è la località più arida del pianeta. Si affaccia sull’ Oceano Pacifico percorrendo le coste del Cile ad elevate altitudini, sulla catena delle Ande.

La temperatura va da 0 °C a 25 °C ed è la località con meno precipitazioni sulla Terra. E’ possibile trovare modeste quantità d’acqua in alcuni laghi salati, nella neve ad alta quota o nel sottosuolo. La quantità più considerevole di acqua che è possibile trovare nel deserto di Atacama proviene tuttavia dalle nebbie che si sollevano dal Pacifico.

La media di precipitazioni sul deserto di Atacama è pari a circa 1 millimetro all’anno. Alcune stazioni meteorologiche, dal momento della loro costruzione decadi e decadi fa, non hanno ancora visto una sola goccia di pioggia nell’arco del loro periodo di attività.

Le regioni più umide del pianeta

Non è semplice stabilire quale località abbia le precipitazioni più abbondanti. In generale possiamo affermare che i luoghi più umidi del pianeta si trovano di frequente in prossimità di foreste pluviali, come in India o in Sud America.

A Cherrapunji, in India, la media annuale è di 11.430 millimetri, con l’anno 1861 che ha fatto registrare ben 22.987 millimetri di pioggia. La media di pioggia più alta spetta a Mawsynram, sempre in India, con 11.873 millimetri, mentre l’anno più piovoso è un primato di Chocò, Colombia, con 26.303 millimetri durante il 1974.

Il chicco di grandine più grande mai registrato

Giugno 2003: una grossa tempesta si muove sul Nebraska, lasciando cadere grandine in quantità. Ad Aurora, un residente trova un chicco di grandine enorme, lo ripone nel frigorifero e lo lascia esaminare successivamente dal National Climate Extremes Committee. Risultato: il chicco di grandine è il più grosso mai visto, con i suoi 17,8 centimetri di diametro e una circonferenza di 47,6 centimetri.

La più alta parete verticale
Monte Thor
Monte Thor

Il monte Thor canadese si trova nell’isola di Biffin, all’interno dell’ Auyuittuq National Park, e ha una parete verticale di granito puro alta ben 1.250 metri.

E’ una meta celebre per gli scalatori di tutto il mondo, specialmente per il suo grado di difficoltà, e si trova in una località nota per altre pareti verticali vertiginose, tutte di altezza superiore ai 500 metri.

Insediamento umano più elevato

La Riconada è una città delle Ande peruviane nata principalmente attorno all’attività mineraria di estrazione dell’oro. E’ considerata la città più in quota del mondo, con i suoi 5.100 metri sul livello del mare, e ospita circa 30.000 abitanti.

Se parliamo invece di piccoli insediamenti, il record non ufficiale spetta al villaggio di Kungi in India, a 5.219 metri sul livello del mare.

Polo oceanico dell’inaccessibilità

I poli dell’inaccessibilità sono punti geografici collocati in posizioni tali da renderli le località più lontane dalla maggior parte delle terre emerse del pianeta.

Ad esempio, il polo oceanico dell’inaccessibilità (noto anche come polo pacifico, o “punto Nemo”) è il punto dell’oceano più lontano da qualunque terra emersa. Si trova ad almeno 2688 km di distanza dalle Isole Pitcairn, le terre emerse più vicine.

L’isola più remota
Posizione di Bouvet Island
Posizione di Bouvet Island

Bouvet Island è una piccola isola al largo dell’Oceano Atlantico e si trova a quasi 1.600 km di distanza dalla terra emersa più vicina, Queen Maud Land in Antartide.

L’isola abitata più vicina è ad oltre 2.260 km di distanza, mentre le coste del Sud Africa sono a 2.580 km in linea d’aria.

La località più ventosa

Commonwealth Bay è considerata ufficialmente la località più ventosa del pianeta. Si trova in Antartide e fa registrare venti costanti che soffiano fino a 240 km/h, con una media annuale di velocità di 80 km/h.

Questi venti catabatici creano tempeste violentissime che possono iniziare improvvisamente, senza nessun segnale d’avvertimento, e durare per settimane intere senza sosta.

Il vento più veloce

Come era facile aspettarsi, il record spetta ad un tornado. Nel maggio 1999, in Oklahoma, un tornado ha fatto registrare una folata di vento della durata di tre secondi che viaggiava a 512 km/h.

Il record precedentemente spettava ad un tornado verificatosi nel 1991 sempre in Oklahoma, un evento che ha fatto registrare una velocità pari a 460 km/h.

Se parliamo di velocità medie, invece, il record spetta a Port Martin, Antartide: nell’arco di 24 ore, nel 1951 il vento ha fatto registrare una velocità media di 174 km/h.

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La più grande inondazione della storia

La Cina è terra di precipitazioni stagionali di grande entità che spesso causano inondazioni di proporzioni ciclopiche. La più grande inondazione mai registrata è stata forse quella del 1931 in Cina, considerata il disastro naturale più mortale della storia con le sue quasi 4 milioni di vittime.

L’inondazione è stata generata da particolari condizioni meteo: dal 1928 al 1930 ci fu una grave siccità nella regione centrale della Cina; nel 1930 sono state registrate nevicate ingenti, nel 1931 le piogge sono state di maggiore entità rispetto al normale, rafforzate dal passaggio di ben 7 cicloni (su una media di 2 all’anno). L’inondazione ha visto coinvolti diversi fiumi: Fiume Giallo, Yangtze e Huai.

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