Documentario: Guaraní people

Guaraní

I villaggi Guaraní erano composti da case lunghe condivise da 10-15 famiglie; prima dell’incontro con gli esploratori europei, il gruppo etnico Guaraní contava circa 400.000 persone dislocate tra Paraguay, Uruguay, Argentina e Brasile.

Nei periodi precedenti all’incontro con gli Europei i Guaraní erano sedentari e sopravvivevano grazie alla coltivazione di mais o manioca e grazie alla caccia e alla raccolta di miele selvatico. Guerra e schiavitù li spinsero verso il nomadismo e lontano dai loro territori tradizionali.

Ancora oggi alcune comunità Guaraní conducono uno stile di vita tradizionale, evitando quando possibile l’uso del denaro e ottenendo dalla foresta quasi tutti i beni di prima necessità o scambiando i frutti della caccia e della raccolta per ottenere utensili in metallo, pentole e vestiti.

L’intera comunità partecipa all’abbattimento di una porzione di foresta pluviale utilizzando fuochi controllati. Quando il suolo esaurisce i nutrienti necessari a far crescere mais e cassava, la comunità si sposta e libera altro terreno fertile. L’alimentazione dei Guaraní è basata su mais, manioca, patate dolci, fagioli, zucche e frutta tropicale come la banana e la papaya. Le arachidi forniscono proteine fondamentali che vanno a supplire all’assenza di proteine animali.

I Guaraní, oltre allo spagnolo, usano tradizionalmente tre forme di linguaggio: una “secolare”, una “sacra” e una “segreta”. Il linguaggio secolare è conosciuto da qualunque individuo, mentre il linguaggio sacro viene utilizzato soltando dagli anziani. Il linguaggio segreto è invece impiegato soltanto dai leader religiosi e viene definito “Ñe’e pará” (“parole dei nostri padri”).

Quando un bambino entra nella fase adolescenziale deve superare un rito di passaggio per diventare un giovane adulto. Il rituale viene eseguito dallo sciamano della comunità e prevede la perforazione del labbro inferiore con un pezzo di legno, seguita da una dieta stretta a base di mais della durata di qualche giorno.

Durante il rito di iniziazione, il ragazzino viene istruito su quale sia il comportamento più adeguato per un adulto: lavoro duro, non fare del male agli altri, essere moderato nelle sue abitudini, non bere eccessivamente e mai picchiare la sua futura moglie. Dopo il rito di passaggio, al giovane sarà consentito di utilizzare parole e atteggiamenti generalmente riservati agli adulti.

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