Introduzione alla colla naturale

colla resina di pino

Alzi la mano chiunque non abbia mai avuto a che fare con la colla almeno una decina di volte nella propria vita. La colla è uno strumento entrato nell’uso quotidiano dell’essere umano da molto, moltissimo tempo, ma spesso  trascuriamo l’importanza che ha avuto nello sviluppo della nostra civiltà.

Se oggi è sufficiente recarsi al supermercato e comprare un qualsiasi tubetto di mastice o di colla epossidica, un tempo fabbricare un adesivo efficace e resistente non era così semplice. Ma anche centinaia di migliaia di anni fa, una vasta gamma di adesivi di origine naturale svolgevano più che egregiamente il loro lavoro e non avevano nulla da invidiare a molte colle moderne d’uso comune.

La colla nella preistoria

Le prime tracce di sostanze adesive risalgono a circa 200.000 anni fa e sono state scoperte su un reperto rinvenuto in Italia. Si tratta di una colla composta da un singolo elemento, una pasta di resina di betulla che fu utilizzata per unire una punta di pietra ad un’asta di legno con lo scopo di ottenere una lancia.

Siamo stati abituati ad immaginare lance con punte legate all’asta tramite cordame di varia natura, ma abbiamo molti reperti che ci dicono che usare la colla per unire pietra e legno era una pratica relativamente normale e svolta tramite composti adesivi spesso molto complessi, che miscelavano elementi di origine vegetale a sostanze di provenienza animale.

Le resine naturali sono sostanze dalle proprietà straordinarie, ma fissare una punta di lancia ad un pezzo di legno tramite resina di betulla potrebbe non garantire il massimo della tenuta, e 200.000 anni fa una lancia rotta equivaleva a morte quasi certa; è molto probabile, quindi, che le punte venissero assicurate anche tramite cordame, un materiale che purtroppo non si conserva facilmente nell’arco di millenni. Ma alcune colle vegetali sono note da migliaia di anni per le loro differenti caratteristiche e utilizzi: alcune creano punti di giuntura rigidi e fragili, altre meno duraturi e più elastici.

La colla multi-ingrediente

Le prime tracce di colla multi-ingrediente risalgono all’ultimo periodo interglaciale: circa 70.000 anni fa, nella Caverna di Sibidu in Sud Africa, gli abitanti della regione utilizzavano quotidianamente un composto adesivo ottenuto da una mistura di resina di acacia e ocra rossa.

Il livello di tecnologia degli abitanti della caverna suggerirebbe inoltre che l’utilizzo di questo tipo di colla abbia avuto origine diversi millenni prima rispetto alla data del reperto. L’aggiunta di ocra alla resina di acacia non agisce soltanto come pigmento, ma contribuisce a rendere l’adesivo più robusto e meno soggetto a rotture.

Tra le prime sostanze che garantivano un’aderenza forte e duratura tra materiali di diversa natura ci furono le colle di origine animale. Grazie a queste colle fu possibile riparare oggetti in ceramica, assemblare mobili e oggetti relativamente complessi, realizzare incredibili armi da guerra o addirittura riparare statue del peso di tonnellate.

Vesciche natatorie essiccate pronte per la produzione di colla di pesce
Vesciche natatorie essiccate pronte per la produzione di colla di pesce
La colla animale e di pesce

La colla di pesce (ichtyokolla) è un esempio del livello tecnologico raggiunto dagli antichi nel campo degli adesivi. Questo genere di colla è di facile realizzazione: dopo aver fatto bollire in acqua i tessuti connettivi dell’animale, quello che si ottiene è una gelatina di proteine colloidi in grado di agire da colla.

Il procedimento è sostanzialmente lo stesso per altri tipi di formule adesive derivate dagli animali: pelle, ossa di animali, zoccoli, denti di cavallo sono solo alcuni esempi degli ingredienti utilizzati in passato per la creazione di colle.

Dai pesci è possibile estrarre anche un altro tipo di adesivo: l’ Isinglass, una sostanza ottenuta in passato dalla vescica natatoria degli storioni beluga (un tempo era un pesce relativamente comune nelle acque europee). In tempi moderni l’ Isinglass, che rappresenta la forma più pura della colla di pesce, viene utilizzato nel processo di lavorazione della birra.

La super-colla

Cosa si ottiene invece creando una colla che contiene elementi di origine vegetale e animale? La “super-colla” utilizzata oltre 2.000 anni fa per abbellire l’elmo di un soldato romano. Nonostante i millenni, le battaglie e il clima, questo composto di corteccia di betulla, grasso animale e bitume non ha perso tenuta e non sembra dare segnali di cedimento. Lo stesso tipo di composto fu utilizzato per riparare oggetti in ceramica e probabilmente per molti altri scopi, dato che se ne poteva aumentare il potere adesivo mescolandolo con sabbia e quarzo.

La colla di resina

Una delle colle più semplici da realizzare è quella a base di resina di pino, una sostanza appiccicosa e densa le cui proprietà adesive possono essere notevolmente incrementate con un semplice procedimento.
Il primo passo è quello di raccogliere blocchi di resina secca presenti sempre in abbondanza sul tronco e sui rami di un pino.

La resina viene quindi scaldata a fiamma bassa o vicino alla fiamma viva fino ad ottenere un composto viscoso e quanto più possibile privo di impurità (che si possono rimuovere con un bastoncino). Quando la resina è sufficientemente liquida, occorre mescolare cenere di legno o fibre vegetali secche polverizzate (3 parti di resina e 1 di cenere/fibre) fino ad ottenere un composto omogeneo di colore nero. Man mano che si raffredda, il composto diventerà sempre più rigido fino ad indurirsi del tutto: sarà sufficiente avvicinarlo ad una fiamma per renderlo nuovamente morbido e lavorabile.

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