Cosa mangiavano i vichinghi?

Cosa mangiavano i vichinghi

Abbiamo poche informazioni precise sull’ alimentazione dei vichinghi, ma esistono dati sulle materie prime alimentari a disposizione dei popoli norreni derivati dalla conoscenza dell’ecosistema nordeuropeo e dagli strumenti da cucina trovati all’interno dei siti archeologici scandinavi.

Altre informazioni le possiamo invece dedurre dalle saghe, che spesso e volentieri svelano aspetti poco conosciuti della vita quotidiana norrena. Dalle saghe sappiamo, ad esempio, che i popoli scandinavi mangiavano spesso stufati e porridge, mentre le abbuffate di carne erano solitamente riservate per le celebrazioni religiose o post-belliche.

I pasti della tipica famiglia norrena

Le famiglie scandinave avevano generalmente due pasti al giorno: uno a metà giornata (chiamato dagverðr) e uno verso sera (náttverðr). Alcune famiglie disponevano di un tavolo di legno su cui consumare il pasto, ma solo le più ricche usavano una tovaglia.

La carne veniva servita in scodelle di legno e consumata col proprio coltello personale. Zuppe, stufati e porridge erano anch’essi serviti in ciotole di legno, ma consumati con cucchiai lignei o d’osso.

Bevande come birra e idromele erano servite in coppe di legno o in corno. Coppe di metallo, come di rame o d’argento, erano utilizzate per celebrare il ritorno da raid di successo o per le celebrazioni sacre.

Le disponibilità alimentari dei popoli norreni

I vichinghi consumavano, quando disponibili, latte, miele e uova. Il latte veniva impiegato per la produzione di latticini, mentre il miele veniva sfruttato non solo per dolcificare le pietanze, ma anche per produrre idromele, una bevanda molto diffusa tra i popoli nordeuropei.

Durante l’inverno, l’apporto calorico era molto limitato: circa 1200 Kcal al giorno. La disponibilità di cibo conservato e di alimenti tipicamente invernali rendeva molto variabile la dieta norrena, ma in linea di massima era di buona qualità rispetto ad altri regimi alimentari del tempo.

Cosa mangiavano i vichinghi

Anche durante i periodi di massima disponibilità alimentare, e nonostante le porzioni generalmente più corpose di quelle moderne, l’alimentazione non forniva costantemente sufficienti calorie per il consumo medio di un norreno: sulle 3.000 Kcal ingerite durante le stagioni più favorevoli, ne venivano consumate fino a 10.000 con il lavoro nei campi.

Nonostante questo, le analisi su reperti ossei risalenti all’ XI e al XII secolo non hanno mostrato evidenti carenze di nutrienti di base.

Alimenti di derivazione animale

Gli Scandinavi avevano a disposizione pecore, bovini, cavalli, maiali, capre e galline. La caccia procurava altre proteine animali da cinghiali, alci, cervi e lepri o conigli selvatici. Di grande importanza era il pesce di fiume o di mare, che veniva consumato in grandi quantità e conservato tramite affumicatura , sotto sale, in salamoia o in siero di latte acido (súrr).

Il latte bovino o caprino era impiegato per produrre formaggi e creme, mentre il miele ottenuto da alveari selvatici era utilizzato per insaporire altri alimenti o per produrre idromele.

Prodotti della terra e del mare

Le bacche spontanee procuravano vitamine e nutrienti preziosi: lamponi, fragole, mirtilli, bacche di sambuco e more facevano tutti parte della dieta vichinga. Anche la frutta e le noci erano parte fondamentale della dieta: nocciole, mele, pere, prugne, ciliegie.

Ortaggi e tuberi costituivano la base dell’alimentazione norrena: cavolo, piselli, cipolle, aglio, porri, ginepro, aglio, angelica, ortica, millefoglie e luppolo. Nelle famiglie più povere era molto comune mangiare piatti base di orzo e avena insaporiti da bacche o mele.

I popoli norreni si nutrivano anche di alcune alghe, come la Palmaria palmata. Quest’alga rossa è semplice da trovare sulle coste nordeuropee e veniva essiccata per essere conservata a lungo.

I vichinghi, il pesce e la carne

Vivendo in prossimità del mare, di fiumi o di laghi, tra i popoli norreni il pesce era la principale fonte di proteine animali. Aringhe, stoccafisso e pesce essiccato erano molto comuni, e relativamente diffusa era anche la carne di cetacei o di foca.

La saga di Laxdæla cita una stazione di pesca sulle isole Bjarneyjar. L’autore riporta che era molto frequentata da pescatori occasionali o di professione, alcuni dei quali si erano ormai insediati stabilmente nei pressi delle acque pescose della isole.

Sappiamo poco sulla pesca alle balene; le saghe suggerirebbero che i popoli norreni le trascinassero a riva per poi ucciderle più agevolmente, ma è altrettanto possibile che sfruttassero le carcasse di balene morte o cetacei indeboliti o troppi vecchi per dare battaglia.

La selvaggina era anch’essa importante per la dieta vichinga: cinghiali e cervi abbondavano nella natura selvaggia scandinava, come anche gli orsi e i conigli selvatici. Il miele (non era disponibile lo zucchero) veniva frequentemente impiegato per creare piatti dolci e saporiti a base di carne, spesso in aggiunta all’aglio.

La carne di cavallo era considerata una prelibatezza pregiata e servita solo in occasioni speciali. Sia gli uccelli marini che le loro uova venivano cacciati sulle ripide scogliere delle isole scandinave calandosi tramite corde verso i loro nidi.

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Alcune piante usate nella cucina norrena
Angelica (Angelica archangelica)

L’angelica era l’unica pianta ad essere esportata dai territori scandinavi nel resto dell’Europa. Ogni orto ne aveva una quantità sufficiente a soddisfare il fabbisogno familiare, dato che era saporita e ricca di vitamina C.

Ortica

Nella mitologia norrena, l’ortica era la pianta associata a Thor: quando il cielo rimbombava di tuoni, i vichinghi gettavano ortica nelle fiamme per placare il dio. L’ortica forniva preziose vitamine e poteva essere sfruttata per altri scopi, come per la realizzazione di cordame resistente.

Sambuco

Un vecchio modo di dire norreno recitava “dove c’è sambuco, miele e cavolo, il dottore è un uomo povero”. Secondo la tradizione scandinava, il sambuco era caro a Freya e portava sventura a chiunque strappasse questa pianta senza seminarne un’altra.

Achillea millefoglie

L’ achillea millefoglie non aveva solo un uso alimentare, ma anche medicinale. Era considerata utilissima per la cura delle ferite ed era sempre nella stiva delle navi da raid vichinghe. In Svezia veniva utilizzata per fare birra, mentre i suoi fiori essiccati avevano proprietà antinfiammatorie e astringenti.

Piantaggine maggiore (Plantago major)

Chiamata groblad (foglia curativa) in Norvegese, si rivelò una pianta utilissima nella medicina e nella cucina norrena. Le foglie hanno proprietà astringenti e sono utili nel trattamento di alcune malattie dell’apparato respiratorio e digestivo. Il capolino dell’infiorescenza ha inoltre proprietà lassative, mentre il succo contenuto nelle foglie ha un effetto antibiotico. Semi e foglie sono commestibili.

Ricette vichinghe

Pane vichingo

Pane vichingo

Ingredienti:
7 tazze (900 g) di farina. Miscela di farina di grano, orzo, avena e segale. La farina macinata a pietra è migliore della farina commerciale moderna.
3 tazze (750 ml) di latticello
1 uovo
1 pizzico di sale
¼ – ½ tazza (60-100 ml) di miele
½ – 1 tazza (100 g) di noci tritate

Preparazione:
Mescolare e impastare tutti gli ingredienti. Usare un miscelatore elettrico con un gancio per impastare la mistura. L’impasto è denso, umido e appiccicoso. Attenzione: un normale miscelatore elettrico domestico non è all’altezza, a meno che non si lavorino piccole quantità d’impasto.

Usando le mani coperte di farina, separare l’impasto in palline di circa 5-8 cm di diametro. A questo punto, l’impasto può essere refrigerato o congelato fino a quando non dovrà essere utilizzato.

Per cuocere l’impasto, appiattire le palline fino ad ottenere uno spessore di circa 1,5 cm e cuocere su una padella piatta unta con burro sopra il fuoco. Girare il pane per cuocerlo su entrambi i lati.

Al termine della cottura, il pane risulterà marrone chiaro e suonerà vuoto se colpito con delicatezza.

Porridge d’orzo (Kornmjölsgröt)

Ingredienti:
10-15 tazze d’acqua
Sale
Due tazze di chicchi d’orzo tritati, ammorbiditi durante la notte in acqua fredda
Una manciata di farina di grano integrale
Una manciata di nocciole schiacciate
3-4 cucchiai di miele

Preparazione:
Mettere gli ingredienti in una pentola capiente. Versare 10 tazze d’acqua e scaldare fino a ebollizione.

Mescolare regolarmente, riducendo il calore se necessario per mantenere bassa la temperatura. Aggiungere acqua se la miscela inizia a diventare troppo densa. Cuocere fino al termine (circa 1 ora).

Pane d’orzo

Ingredienti:
1-1/2 tazze di farina d’orzo
1/2 bicchiere d’acqua

Preparazione:
Mischiare gli ingredienti fino a formare una pasta rigida. Scaldare una piastra sul fuoco (oppure utilizzare la piastra di cottura del forno). Creare una palla delle dimensioni di una noce facendola rotolare e appiattirla con il mattarello, ottenendo un disco piatto e rotondo.

Appoggiare il disco d’impasto sulla piastra e ponetela sul fuoco per circa 30 secondi, cuocendo il disco da entrambi i lati. Il pane dovrebbe essere mangiato immediatamente, ma può essere congelato e poi riscaldato.

Stufato di gallina con birra

Ingredienti:
1 pollo
3-4 carote
3 cipolle gialle
1 rapa
1-1/2 cucchiaini di sale
Pepe nero a pezzi
Timo
6-8 pimento intero
1 bottiglia di birra scura

Preparazione:
Tagliare il pollo in 8 pezzi. Sbucciare e tagliare le verdure a pezzi. Friggere il pollo nel burro, circa 5 minuti per parte. Condire con sale e pepe e metterlo in una pentola.

Aggiungere le verdure, il timo, il pimento e la birra. Lasciar bollire per circa 15 minuti o fino a quando le verdure saranno tenere. Servire il piatto accompagnato da pane.

Pesce affumicato (Rökt Fisk)

Ingredienti:
Pesce da affumicare, d’acqua dolce o salata

Preparazione:
Pulire il pesce. Lasciare intatta la spina dorsale, ma rimuovere il maggior numero possibile di ossa e lische. Con un grosso pesce, tagliare una serie di fette parallele per consentire al fumo di penetrare completamente nella carne. Esporre il pesce al fumo di legna: se, tenendo una mano alla distanza del pesce, il calore vi farà resistere per 5-7 secondi, sarà l’altezza giusta per una corretta affumicatura.

Un pesce piccolo può impiegare solo una decina di minuti per affumicarsi, mentre un pesce di grandi dimensioni potrebbe impiegare molto più tempo. Il pesce è pronto quando la carne si sfalda con una forchetta.

Food, Diet, and Nutrition in the Viking Age
Traditional Viking Foods

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