Aglio: storia, proprietà e medicina tradizionale

Aglio

L’ aglio (Allium sativum) è una pianta bulbosa imparentata con la cipolla e impiegata da migliaia di anni sia come alimento sia come medicinale. La facilità di coltivazione dell’aglio contribuì alla sua diffusione dall’Asia Centrale, la sua regione d’origine, al resto del mondo, tanto da essere diventato un ingrediente fondamentale in molte pietanze del pianeta. Il suo utilizzo, inoltre, non fu relegato al semplice uso alimentare o terapeutico: l’aglio era considerata una pianta in grado di combattere “influenze malvagie” in molte religioni del mondo.

L’aglio e la sua coltivazione
Bulbi d'aglio
Bulbi d’aglio

L’aglio (Allium sativum) è una pianta bulbosa che può crescere fino ad 1 metro di altezza e produce fiori ermafroditi che vengono impollinati da api, farfalle, falene e altri insetti. Cresce spontaneamente nelle aree in cui è stato introdotto, come del resto fanno le specie “selvatiche” di aglio (Allium ursinum, Allium vineale, Allium oleraceum, Allium canadense e Allium vineale).

L’aglio può essere coltivato tutto l’anno nelle regioni più calde; nelle aree più fredde viene piantato in autunno circa sei mesi prima che il suolo corra il rischio di congelamento. La raccolta avviene generalmente in tarda primavera o in estate.

Le piante di aglio possono crescere anche a distanza ravvicinata l’una dall’altra, a patto che si conceda sufficiente spazio ai bulbi per crescere. Il terreno preferito dell’aglio è soffice, secco, ben drenato e con una buona esposizione al sole.

La propagazione dell’aglio in natura è di tipo sessuale, ma il metodo più utilizzato per le colture umane è quello asessuale: uno spicchio viene piantato nel terreno ad una certa profondità, per evitare che il gelo invernale lo danneggi e che muffe o batteri lo possano aggredire.

Per la propagazione si scelgono di solito gli spicchi più grandi per favorire la crescita di bulbi di grosse dimensioni. Una buona concimatura favorirà la crescita dell’aglio, ma la pianta è resistente e può prosperare anche in condizioni del terreno differenti da quelle ideali.

L’aglio si conserva in un ambiente caldo (sopra i 18°C) e secco, per mantenerlo “dormiente” ed evitare che possa germinare. Viene generalmente appeso in grappoli per favorire la ventilazione dei bulbi.

Altri metodi per conservare l’aglio sono la conservazione sott’ olio, la conservazione in vino o l’immersione in aceto. L’immersione in aceto riduce la proliferazione batterica al minimo, mentre quella in olio non garantisce che l’aglio rimanga intatto per lungo tempo, lasciandolo esposto all’attacco di alcuni batteri come il Clostridium botulinum.

L’aglio nella storia: cibo e medicina

Aglio e medicina tradizionale

L’utilizzo dell’aglio in cucina risale a migliaia di anni fa, come anche il suo impiego come medicinale. L’aglio contiene infatti allicina, un composto che ha mostrato numerose proprietà antibatteriche e antimicrobiche rendendolo adatto all’utilizzo come antibiotico naturale e come rimedio per le infezioni del tratto respiratorio e del sistema intestinale.

I soldati e navigatori Romani e Greci consumavano regolarmente aglio per le sue proprietà medicinali e alimentari; i Greci posizionavano bulbi d’aglio agli incroci stradali come offerta ad Ecate, la dea che sovrintendeva la magia e la conoscenza delle piante curative e velenose, ma impedivano l’ingresso nei templi a chiunque avesse mangiato aglio nelle ore precedenti; comandanti militari dell’antica Grecia sfamavano i loro soldati con grandi quantità d’aglio prima della battaglia, mentre gli atleti olimpici invece assumevano aglio come tonico e per propiziare una vittoria.

Ippocrate citava l’aglio come rimedio contro i parassiti intestinali e come diuretico, mentre Dioscoride lo raccomandava per le coliche, per regolare il ciclo mestruale, per il mal di mare, contro i morsi di serpente e contro i morsi di cani (mescolato a vino o applicato direttamente sulla ferita)

In Egitto, l’aglio veniva utilizzato da ricchi e poveri come condimento, ingrediente per medicinali o nelle cerimonie religiose, dato che gli si attribuivano proprietà straordinarie come il prolungamento della vita. Alcune iscrizioni rinvenute nelle piramidi egizie ci dicono quanto i lavoratori delle piramidi mangiassero aglio: ogni anno venivano spesi circa 1600 talenti d’argento in questo bulbo, l’equivalente di circa 30 milioni di dollari.

Nella documentazione egizia risulta che la polvere di aglio fosse impiegata per curare ferite e prevenire la cancrena; gli schiavi inoltre mangiavano aglio quasi quotidianamente perché, si diceva, era un ricostituente miracoloso. Tutankhamen su sepolto non solo in compagnia di aglio, ma anche in presenza di recipienti a forma di aglio, nella speranza che la pianta potesse proteggere la sua anima nell’ aldilà.

Alexander Neckam consigliava nel XII secolo l’uso dell’aglio come palliativo per l’esposizione solare durante le giornate di duro lavoro nei campi.

L’aglio era utilizzata come ingrediente per i rituali magici di protezione. Nell’ Europa Centrale si riteneva che fosse un’efficace barriera contro le forze del male, demoni, lupi mannari e vampiri. In alcune tradizioni buddiste, invece, l’aglio è considerata una delle “cinque specie pungenti” ed è considerato uno stimolante sessuale e una pianta che non favorisce la pratica meditativa.

La medicina tradizionale cinese e indiana raccomandava l’aglio come medicamento per problemi respiratori o digestivi, o per lenire il dolore del mal di denti. Riguardo quest’ultima applicazione, ho personalmente sperimentato i benefici dell’aglio per lenire il mal di denti e posso testimoniarne gli effetti: una fettina d’aglio posta vicino al dente dolente per 5-10 minuti dona un sollievo indescrivibile per qualche tempo (leggi più sotto per i dettagli).

In Cina le proprietà medicinali dell’aglio sono note da almeno 5.000 anni: veniva collocato nello spettro di sostanze definite “yang“, calde e stimolanti, consigliate ad esempio per chi soffriva di depressione. Nella medicina indiana, l’aglio è un tonico in grado di curare la mancanza d’appetito, la tosse, le malattie della pelle e i reumatismi.

Le proprietà dell’aglio

L’aglio non contiene solo allicina, ma una pletora di altre sostanze (circa 200) in grado di regolare la pressione sanguigna e i livelli di colesterolo, potenziare il sistema immunitario e avere effetti antiossidanti sull’organismo.

La dose tipica di aglio (1-3 spicchi) contiene poche sostanze nutritive: il 59% del suo volume è costituito da acqua, con un 33% di carboidrati, 6% di proteine e 2% di fibre. L’aglio ha però un contenuto di oli essenziali pari al 10% della dose giornaliera raccomandata; gli spicchi contengono inoltre dosi massicce di vitamina C e B6, manganese, fosforo, tiamina, calcio, ferro e zinco.

Plinio il Vecchio, celebre naturalista e autore della Naturalis historia, parla in modo approfondito delle proprietà dell’aglio citandone una vasta gamma di utilizzi (alcuni dei quali sicuramente non supportati da fatti innegabili…):

  • Tiene lontani i serpenti, gli scorpioni e altri animali pericolosi;
  • Mescolato al miele diventa una pomata da applicare sulle ferite, abrasioni e vesciche;
  • Cura le emorroidi;
  • Lenisce il dolore del mal di denti;
  • Rimuove parassiti intestinali;
  • Migliora la circolazione sanguigna;
  • Agisce come afrodisiaco se assunto con vino.
Medicamenti tradizionali a base di aglio

L’aglio era generalmente assunto attraverso il cibo, ma esistevano altri metodi di preparazione:

Tè all’aglio
Ottenuto semplicemente preparando un tè tradizionale con l’aggiunta di 1-2 spicchi d’aglio tagliati a metà. Per ridurre l’odore pungente e il sapore non gradito a tutti, si aggiungeva miele, succo di limone o zenzero.

Gocce nasali all’aglio
Rimedio tradizionalmente indicato per l’influenza, viene preparato estraendo succo d’aglio da diversi spicchi e mescolandolo con acqua calda in rapporto 1:2. Una-due gocce di questo preparato per ogni narice venivano utilizzate alla comparsa dei primi sintomi.

Pasta d’aglio
Utilizzata per ferite e abrasioni, veniva preparata schiacciando 2 spicchi d’aglio e mescolandoli con gocce d’olio di sesamo.

Polvere d’aglio
Anch’essa impiegata per lenire ferite e abrasioni. Viene preparata scaldando spicchi d’aglio tagliati a fettine ad una temperatura di 150-160°C fino a rimuovere quasi tutta l’acqua. Le fette vengono quindi tagliate ulteriormente e sminuzzate fino ad ottenere una polvere sottile.

Mal di denti e aglio: la mia esperienza

Ho sperimentato distorsioni alla caviglia e al ginocchio, ho avuto lividi da contusione in zone del corpo particolarmente dolorose, sono caduto (stupidamente) sull’asfalto a quasi 70 km/h provocando qualche cicatrice che porto ancora oggi; fortunatamente, non mi sono mai rotto alcun osso, ma molte persone che hanno avuto fratture mi hanno confermato che il mal di denti rimane uno dei dolori più malefici in assoluto.

Nel 2010, durante il mio soggiorno biennale in Polonia, mi trovai ad affrontare un pessimo mal di denti in assenza del mio dentista; terminati gli effetti degli antidolorifici più comuni, ho iniziato a vagare per la Rete in cerca di un rimedio tradizionale realmente funzionante.

Ecco cosa ho trovato e provato:

Acqua e sale: in effetti aiuta a lenire il dolore, ma è solo un effetto temporaneo. L’acqua deve essere a temperatura ambiente, troppo calda o troppo fredda rischia di acuire il dolore. Il sale ha un’azione antibatterica, ma personalmente preferisco l’azione dell’ ibuprofene.

Limone: non male, anche se non amo la sua acidità. L’acido citrico rischia di uccidere la radice del dente (cosa che lenirebbe per sempre il mio dolore, ma preferisco che ad uccidere la radice sia il dentista, non un limone), l’effetto antidolorifico è blando ma c’è.

Cipolla: se non badate al problema dell’alito, funziona per breve tempo. Ha un’azione antisettica ed antidolorifica sia cotta che cruda. Non male.

Si parla anche dei chiodi di garofano, ma li ho personalmente testati senza ottenere alcun effetto rilevabile.

Dopo aver appuntato le mie opzioni, capitai su una pagina che contribuì a preservare la mia salute mentale nei giorni successivi: parlava delle proprietà dell’aglio. L’aglio che lenisce il dolore, anzi, che attenua l’infezione migliorando temporaneamente le condizioni dell’infezione? Ero disposto a tutto pur di calmare il dolore.

Presi allora uno spicchio d’aglio, lo schiacciai con una forchetta e me lo infilai in bocca, posizionandolo delicatamente tra il dente e la parete interna della guancia. Iniziai ad aspettare, già sconfortato dal fatto che avrebbe potuto rivelarsi un altro buco nell’acqua.

Ma…sorpresa! L’aglio iniziò a fare il suo effetto. Sapore incredibilmente fastidioso ed alito pestilenziale a parte, l’aglio mi sembrò una benedizione dal cielo. Risi dalla gioia e dal sollievo.

Come utilizzarlo? Semplice: lo si schiaccia e lo si tiene vicino al dente dolorante, oppure lo si trita, aggiungendo un pizzico di sale, e lo si posiziona nei pressi del dente incriminato. Sollievo nel giro di pochi minuti, ve lo assicuro.

Attenzione però: l’aglio, sebbene non abbia effetti collaterali paragonabili ai farmaci antidolorifici, può causare “bruciature” da contatto se lasciato troppo a lungo in bocca o se utilizzato troppo di frequente.

Inoltre, è doveroso sottolinearlo, l’aglio non sostituisce un dentista o un medico. L’aglio è soltanto una soluzione temporanea per alleviare il dolore e tenere sotto controllo l’infezione per un periodo di tempo limitato, in attesa di antibiotici o di un intervento che possa risolvere i vostri problemi definitivamente.

Extracts from the history and medical properties of garlic

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