Munduruku: una tribù che conta solo fino a 5 (e sbaglia)

Munduruku e linguaggio

Sul pianeta esistono ancora circa 100 tribù che vivono in stato semi primitivo e che non hanno mai visto l’uomo civilizzato se non per qualche incontro isolato, avvenuto per puro caso o mantenendo una distanza di sicurezza che impediva ogni scambio culturale degno di tale nome.

Sebbene i Munduruku, una tribù di circa 7000 persone che vive nella foresta amazzonica brasiliana, abbiano avuto più di uno sporadico contatto con l’Occidente, hanno mantenuto buona parte del loro antico retaggio linguistico e culturale: il loro idioma non ha forme verbali, non ha tempi, non ha plurali e, cosa ancora più bizzarra, i Munduruku sanno contare solo fino a 5.

Una tribù ai margini della civiltà

Come si fa a vivere senza numeri? Al giorno d’oggi è del tutto impossibile, dato che la matematica ormai governa ogni aspetto della nostra quotidianità: non essere in grado di eseguire semplici calcoli aritmetici esclude ogni opportunità di interagire con le civiltà moderne. Ma i sistemi di numerazione coerenti e complessi sono un’invenzione relativamente recente del genere umano: prima di 10.000 anni, da quanto ne sappiamo, non esistevano.

Per quanto possa sembrare impossibile, esistono ancora luoghi in cui il calcolo del tempo e una numerazione complessa non hanno molto senso e rappresentano capacità poco produttive e di scarsa utilità nella vita di tutti i giorni. Questa è stata l’esperienza che ha avuto Pierre Pica, un linguista che ha speso 5 mesi con i Munduruku (chiamati anche Wuy Jugu) vivendo come loro, mangiando come loro, e apprendendo i segreti del loro linguaggio.

I Munduruku sono una tribù suddivisa in 22 villaggi che ospitano un totale di circa 13.700 individui. Vivono nel pieno della foresta amazzonica e, sebbene il loro ecosistema sia un luogo spesso inaccessibile anche ai più esperti esploratori, hanno avuto in passato contatti indiretti con il mondo industrializzato tramite missionari che hanno convertito alcuni villaggi al Cristianesimo.

Giovani guerrieri Munduruku
Giovani guerrieri Munduruku

La maggior parte dei villaggi dei Munduruku è concentrata lungo il fiume Cururu, all’interno di chiazze di savana che costellano il fitto della foresta pluviale brasiliana. In passato occupavano la valle del fiume Tapajos, un territorio chiamato Mundurukânia, ma si spostarono progressivamente ai margini della civiltà sotto la spinta dei missionari cristiani.

Pica non aveva alcuna intenzione di convertire i Munduruku: il suo scopo era quello di effettuare ricerche sulla loro cultura per afferrare i dettagli del loro linguaggio e sperimentare la loro percezione dei numeri e del tempo.

Raggiungere il territorio dei Munduruku si è rivelata un’impresa ostica: Pica ha dovuto attendere due settimane per poter essere trasportato tramite canoa nella regione in cui vivono. La foresta amazzonica di certo non pullula di autobus o treni e l’unico modo per raggiungere le zone più remote è quello di sfruttare i fiumi per viaggiare tra una regione e l’altra.

Un’esistenza senza numeri  e tempo

Ma se Pica era preparato a questo viaggio per nulla semplice, non era di certo pronto a vedere stravolta la sua vita durante i cinque mesi di permanenza tra i Munduruku: “Quando sono tornato dall’Amazzonia, ho perso il senso del tempo e dei numeri, ed anche il senso dello spazio”.

I Munduruku sono una tribù che non ha termini per definire lo scorrere del tempo, o per definire i numeri superiori a 5; la vita quotidiana ruota attorno alle loro esigenze primarie e l’aritmetica non fa parte di queste necessità. Pica si è dovuto adattare fin dal primo istante alla realtà della vita tribale: se piove, si rimane nella capanna; se c’è il sole, si esce e si va a caccia di tapiri e cinghiali, senza scadenze o orari di partenza e ritorno.

Lo scorrere del giorno è scandito solo dall’alba e dal tramonto e non c’è alcun bisogno di contare: se infatti si domanda ad un Munduruku quanti figli abbia, se sono più di cinque la risposta sarà: “Non lo so, è impossibile a dirsi”.

Munduruku

Questa risposta potrebbe sembrare inconcepibile per un occidentale, ma per i Munduruku il problema di contare la prole non si pone. Ritengono del tutto inutile contare i figli: questi crescono e imparano le nozioni fondamentali sotto la guida di tutti gli individui adulti della tribù e non ha nessun senso contarli o definire a chi appartengano.

I Munduruku pensano inoltre che imparare a contare oltre al 5 sia del tutto superfluo, se non addirittura dannoso: temono di dover essere costretti a sacrificare altre abilità più utili, come quella di orientarsi e di cacciare nella foresta, per imparare l’aritmetica elementare.

Il sistema di numerazione dei Munduruku

I Munduruku usano soltanto questi 5 numeri, anche se esistono altre parola per identificare quantità maggiori ma vengono utilizzate molto raramente:

  1. pug
  2. xep xep
  3. ebapug
  4. ebadipdip
  5. pug pogbi

Oltre il numero due, la precisione del conteggio sembra diminuire progressivamente indicando che, in realtà, non è che sappiano proprio contare, ma effettuano stime approssimative sulle quantità. Uno degli esperimenti di Pica si è svolto mostrando sul monitor di un computer una serie di punti, da 1 a 5, e valutando la percentuale di risposte corrette.

Se fino a “xep xep” (numero 2) le risposte sono state corrette al 100%, per i numeri successivi la precisione è andata calando drasticamente:

3 – ebapug: riconosciuto all’80%

4 – ebadipdip: riconosciuto al 70%

5 – pug pogbi: riconosciuto al 25%

Altra cosa curiosa da notare è che, per i numeri da 1 a 4, il numero delle sillabe che compongono le parole che definiscono questi numeri è pari al numero stesso: il struttura stessa della parola aiuta a ricordare la quantità.

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L’abilità dei Munduruku nel contare è estremamente limitata: sono in grado di fare una stima sulle quantità, per esempio affermando che un contenitore è più pieno o più vuoto di un altro, ma se si tratta di definire numericamente una quantità non riescono a superare il 5, e con gli errori che abbiamo visto sopra.

Non si tratta di un caso unico al mondo: anche gli aborigeni Warlpiri che vivono ad Alice Springs hanno solo tre concetti numerici: uno, due, e “molti”. Un altro esempio di scarsa capacità di conto sono gli Anindilyakwa, che hanno un metodo di conteggio ancora più bizzarro: hanno parole per “uno”, “due”, “molti” e “tre”, ma quest’ultimo assume talvolta il valore di quattro.

Cognition and arithmetic capability : what the Mundurucus Indians can teach us

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