Chi sono le due donne sepolte nel drakkar di Oseberg?

Drakkar di Oseberg

Il metodo di sepoltura vichingo più diffuso, contrariamente alle rappresentazioni cinematografiche e televisive, non era la “barca in fiamme” ma una semplice sepoltura. Gli individui più ricchi potevano permettersi bare di legno a forma di barca, finemente decorate da motivi geometrici e riempite dei loro beni più preziosi.

In occasioni più uniche che rare, l’intera comunità si riuniva in uno sforzo collettivo per organizzare funerali degni di un sovrano, arrivando a trasportare sulla terraferma enormi barche da trasformare in camere funerarie. Un esempio di questo tipo di sepoltura è legato all’identità ancora misteriosa di due donne in età avanzata scoperte nel 1903 all’interno di un drakkar (la “nave di Oseberg”) tumulato vicino a Tønsberg, Norvegia.

Arazzo di Oseberg
Arazzo di Oseberg

La nave di Oseberg è uno degli esemplari di drakkar vichinghi meglio conservati e la sua costruzione risale all’anno 820. Lo scafo è quasi interamente realizzato in quercia, è lungo 21 metri e largo 5. L’archeologia sperimentale ha dimostrato nel 2014 che un’imbarcazione del genere poteva raggiungere facilmente i 10 nodi di velocità combinando l’azione di 30 rematori a quella di una vela di circa 90 metri quadrati. Le decorazioni su poppa e prua e la scarsa integrità strutturale suggerirebbero che la nave di Oseberg sia stata utilizzata per pochi viaggi in mare, principalmente per la navigazione vicino alla costa.

Nell’autunno dell’ anno 834, il drakkar di Oseberg fu seppellito in un tumulo vicino all’odierna città di Tønsberg dopo aver subito un restyling: al posto dell’albero maestro fu costruita una camera funeraria dalle pareti di legno decorate da arazzi e dotata di un letto su cui furono deposti i corpi di due donne la cui identità è ancora avvolta nel mistero.

Nove di Oseberg
Cerimonia funebre di Osberg. (Illustration: kulturarv.no)

L’analisi dei resti scheletrici ha mostrato che la più anziana delle due aveva 60-80 anni al tempo del decesso. La donna era sovrappeso, soffriva della sindrome di Morgagni, era affetta da un tumore che la portò alla morte ed era accompagnata da una piccola borsa di pelle che conteneva semi di canapa. La seconda aveva un’età compresa tra 50 e 55 anni, un’età relativamente avanzata per l’ elevato tasso di mortalità del periodo.

Chi erano queste due donne? Perché sono state sepolte in una nave? Lo studio del ricchissimo corredo funerario che le accompagnava può fornire qualche indizio sul loro status sociale. L’analisi dei denti dell’individuo più giovane ha mostrato che utilizzava in vita uno stuzzicadenti di metallo, un articolo di lusso nel IX secolo; la donna più anziana indossava un vestito rosso di cotone finemente decorato da un motivo geometrico e un velo di lino bianco. Entrambe avevano una dieta a base di carne, altro lusso in una cultura basata sul pesce.

letto scoperto sulla nave di Oseberg

Il corredo funerario era composto da centinaia di oggetti cerimoniali e sacrificali di ogni tipo tra i quali:

  • Due mucche, 15 cavalli e 6 cani;
  • Un carro e tre slitte finemente decorati;
  • Tre pettini, sette perle di vetro, quattro oggetti d’oro per decorare i capelli, due paia di scarpe, diversi vestiti;
  • Due pezzi di pietra focaia;
  • Quattro sonagli, uno dei quali posto all’estremità di un palo inciso da simboli runici;
  • Sei letti, una sedia, uno sgabello, due lampade ad olio;
  • Tre padelle di ferro, oggetti da cucina in legno come cucchiai, ciotole, piccoli contenitori e secchi;
  • Due asce, tre coltelli e una macina;
  • Pane, prugne, mele e mirtilli;
  • 18 vanghe, un forcone, una frusta, una sella;
  • Svariati collari per cani collegati a catene di ferro.
secchio di Buddha
Il “secchio di Buddha” è uno degli oggetti più curiosi della nave di Oseberg. Il secchio è fatto da strisce di legno di tasso tenute insieme da anelli di ottone, e in corrispondenza dei manici ci sono due figure antropomorfe in una postura simile a quella del loto buddista. Wikipedia

L’ipotesi iniziale sull’identità della donna più giovane era che fosse stata sacrificata per accompagnare la più anziana, congettura basata su un’evidente frattura alla scapola. Un’analisi più approfondita svelò tuttavia che la frattura aveva avuto modo di guarire nell’arco di qualche settimana di riposo.

Alcuni archeologi hanno suggerito che la donna in età più avanzata possa essere stata la regina Åsa Haraldsdottir, una figura semi-leggendaria nella storia norvegese e nonna di Harald Fairhair, primo Re di Norvegia. Le ossa sembrerebbero collegare la donna al distretto di Agder, luogo natale di Åsa, ma un’altra ipotesi suggerirebbe che le due donne siano state völvur (“portatrici del bastone magico”), sciamane e veggenti della tradizione norvegese.

Le völvur erano le custodi della saggezza nordica e nella cultura vichinga erano donne in età avanzata che avevano rinunciato ad ogni legame familiare per viaggiare in lungo e in largo e dare consiglio in tempo di crisi (spesso a pagamento). Una vǫlva aveva un’autorità difficilmente contestabile da una persona comune ed era spesso accompagnata da un seguito di donne più giovani che la aiutavano e la proteggevano. Secondo la tradizione, la vǫlva parlava per conto di Freyja e forniva servizi spirituali che influenzavano molto facilmente l’aristocrazia e il popolo minuto.

Grave Findings Could Solve a Viking Age Mystery

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