Stuzzicadenti, l’origine della pulizia dentale

Stuzzicadenti, l'origine della pulizia dentale

Lo stuzzicadenti è un bastoncino sottile di legno, plastica, bambù, metallo, osso o altro materiale, dotato di almeno un’ estremità appuntita da inserire tra i denti per rimuovere i detriti alimentari accumulati dopo un pasto.

Primo strumento per la pulizia dei denti

Utilizzato in tutte le culture del pianeta, lo stuzzicadenti non solo è uno dei più antichi strumenti per la pulizia dentale, ma precede l’arrivo dei primi umani moderni: secondo l’antropologa Christy G. Turner della Arizona State University, alcuni teschi di Neanderthal mostrano chiari segni di denti usurati dall’uso intensivo di stuzzicadenti.

Nel 1986, in Florida furono scoperti resti umani vecchi di 7.500 anni appartenuti ad antichi nativi americani; i teschi mostravano piccoli solchi tra i molari, indizio di un utilizzo costante di stuzzicadenti.

Stuzzicadenti giapponese. E' fatto in modo tale da essere spezzato facilmente dopo l'uso.
Stuzzicadenti giapponese. E’ fatto in modo tale da essere spezzato facilmente dopo l’uso.

Uno dei ricercatori coinvolti nella scoperta, Justin Martin della Concordia University Wisconsin, ha dichiarato: “Lo smalto sui denti è piuttosto duro, quindi devono aver usato stuzzicadenti in modo abbastanza intensivo e vigoroso per creare questi solchi”.

Sulle Alpi sono stati trovati piccoli stuzzicadenti metallici risalenti all’ Età del Bronzo, oggetti che segnano l’inizio di una tradizione di stuzzicadenti di metallo che proseguirà per molti secoli fino agli strumenti d’argento o d’oro utilizzati al XVII-XVIII secolo.

Materiali e usanze legate allo stuzzicadenti

Sin dai tempi antichi, uomini celebri e gente comune hanno usato gli stuzzicadenti per la pulizia quotidiana dei loro denti. Secondo la tradizione Agatocle, tiranno di Siracusa, morì nel 289 a.C. utilizzando uno stuzzicadenti imbevuto di veleno da un suo oppositore politico.

Nel 536 a.C. viene istituita in Cina una legge che prevede che tutti i soldati utilizzassero uno stuzzicadenti per la pulizia della bocca per evitare il sempre più diffuso problema dell’alito pesante. Gli stuzzicadenti cinesi erano generalmente realizzati con rametti di salice, cedro, pesco o bambù.

Stuzzicadenti in oro con perla risalente al XVI secolo
Stuzzicadenti in oro con perla risalente al XVI secolo

Greci e Romani tenevano particolarmente all’igiene orale e crearono stuzzicadenti sfruttando materiali differenti, in particolare le penne d’uccello. Secondo Plinio il Giovane, utilizzare una penna d’avvoltoio avrebbe provocato alitosi, ma usare l’aculeo di un porcospino non avrebbe provocato lo stesso problema.

Lo stuzzicadenti divenne così popolare da meritarsi libri come il The Tanhausers Court Manners del 1393, che avvertiva che utilizzare uno stuzzicadenti durante un pasto poteva essere interpretato come una grave offesa al galateo del tempo.

Erasmo da Rotterdam, nel suo De civilitate morum puerilium (“‘educazione civile dei bambini”) del 1530, spiega che:

“Occorre prendersi cura dei denti…Se qualcosa si attacca ai tuoi denti, devi rimuoverlo, non con un coltello, o con le unghie come fanno cani e gatti, e nemmeno con un fazzoletto, ma con uno stuzzicadenti, o un aculeo d’osso ottenuto dalle tibie di galli o galline”

Per lo stuzzicadenti moderno, piccolo e in legno, occorre attendere il XVI secolo. Le monache del monastero Mos-teiro de Lorvão di Coimbra iniziarono a produrre stuzzicadenti in legno dalla forma moderna per raschiare via la confettura appiccicosa che tendeva ad attaccarsi su mani e denti.

Lo stuzzicadenti d'oro di Carlo I
Lo stuzzicadenti d’oro di Carlo I

Carlo I d’Inghilterra possedeva uno stuzzicadenti d’oro dotato di custodia, un oggetto così prezioso per lui da tenerlo anche durante la sua prigionia nel corso delle Guerra Civile Inglese. Prima della sua esecuzione, donò lo stuzzicadenti d’oro alla sua guardia per ringraziarlo del trattamento ricevuto.

Bastoncini da denti: datun e miswak

La nascita dello stuzzicadenti è quasi certamente legata ai “bastoncini da masticare” (miswak o datun) utilizzati ancora oggi da molti popoli del mondo arabo per praticare un’elementare ma efficace pulizia dentale.

I bastoncini da masticare non sono altro che ramoscelli o radici di alcune piante che vengono masticati per ammorbidire un’estremità che, una volta ridotta a fibre sottili, sarà utilizzata come rudimentale ma efficace spazzolino da denti.

Generalmente i bastoncini da denti vengono realizzati utilizzando ramoscelli o radici di piante dall’elevato contenuto di tannini o ricche di composti antibatterici che possono giovare alla salute di gengive e denti.

Miswak
Miswak

I più antichi bastoncini da masticare sono stati scoperti in Medio oriente (3.500 a.C.) e in alcune tombe egizie risalenti a III millenni prima di Cristo. In Cina, la prima citazione documentata di questo strumento per l’igiene dentale risale al 1.600 a.C.

In Africa, i bastoncini da masticare vengono generalmente realizzati con rametti del Salvadora persica, un albero conosciuto anche come “albero-spazzolino”. Nel mondo islamico, lo stesso albero viene utilizzato per produrre i miswak, bastoncini dalle blande proprietà antimicrobiche utilizzati sia come spazzolino che come stuzzicadenti.

In Europa, questo tipo di strumento veniva generalmente realizzato con rametti prelevati da alberi come melo, pero, fico, nocciolo, salice, betulla, noce o liquirizia. La liquirizia (Glycyrrhiza glabra) è nota da millenni per le sue proprietà antinfiammatorie e protettrici delle mucose orali ed era spesso considerato un materiale di prima qualità per bastoncini da masticare.

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