Argilla e medicina antica

argilla medicinale

Moltissime piante o sostanze di origine animale sono state impiegate nei secoli passati per realizzare medicamenti di ogni tipo, da cicatrizzanti per le ferite a trattamenti per disturbi interni. Ma uno dei materiali più impiegati nella medicina antica fu un composto di origine minerale: l’ argilla.

Cos’è l’argilla?

Argilla è un termine generico per definire un insieme di sedimenti di dimensioni estremamente ridotte (sotto a 2 micron di diametro) costituiti da un mix di minerali e metalli.

L’argilla è una miscela di silicio, alluminio, ferro, calcio, titanio, sodio, potassio, magnesio e manganese. Assume densità e colorazioni diverse in base alla sua composizione.

Le argille sono in grado di assorbire grandi quantità d’acqua e dimostrano una certa plasticità se bagnate, ma diventano solide e compatte in modo irreversibile se sottoposte a calore elevato, proprietà ideali per la realizzazione di contenitori per liquidi o per alimenti.

La storia dell’argilla medicinale

L’ utilizzo medicinale dell’argilla non è prerogativa dell’essere umano; anzi, è del tutto plausibile che l’uomo si sia accorto delle sue proprietà grazie all’osservazione di alcune specie animali.

La geofagia è un comportamento diffuso in molte specie di mammiferi (specialmente tra gli erbivori), uccelli, rettili e insetti. In Perù, circa 21 specie di uccelli si nutrono di terreno argilloso che si accumula su alcune colline, per ragioni probabilmente legate al consumo di frutta non totalmente digeribile o leggermente tossica.

Il primo riferimento all’utilizzo di argilla medicinale risale ad alcune tavolette mesopotamiche datate al 2.500 a.C., ma anche gli Egizi usavano questo materiale nella loro medicina tradizionale: i medici alla corte dei faraoni prescrivevano spesso l’impiego di argilla come antinfiammatorio e antisettico, oltre che come trattamento cosmetico.

Il papiro di Ebers, un testo di medicina tradizionale egizia risalente al 1550 a.C. ma basato su documenti ancora più antichi, descrive l’utilizzo dell’ ocra (terreno argilloso a base di limonite o di ematite) per una vasta gamma di problemi medici, dai disturbi intestinali a infiammazioni dell’occhio.

argilla medicinale

L’argilla estratta dall’isola di Lemno, utilizzata fino al XIX secolo, era conosciuta dagli antichi romani come ingrediente per medicamenti e terapie. Plinio riporta alcuni impieghi per quella che definisce “terra di Lemno“:

Se sfregata sotto agli occhi, allevia il dolore e la lacrimazione, e previene il flusso dai condotti lacrimali. In caso di emorragia occorrerebbe somministrarla assieme all’aceto. Viene usata per problemi al fegato e ai reni, per mestruazioni abbondanti, e anche per contrastare il veleno e le ferite causate dai serpenti.

L’argilla di Lemno veniva estratta dai giacimenti dell’isola, modellata in tavolette o “torte” e impressa con un sigillo distintivo. Questi blocchi di terra venivano chiamati “terra sigillata“, un materiale utilizzato nelle terapie a base d’argilla descritte anche da Galeno e dal medico romano Sorano di Efeso.

In epoca classica esistevano diverse varietà di argilla medicinale:

  • Terra di Chios, o Terra cymolia: argilla bianca molto pregiata usata per terapie di ogni genere;
  • Terra colyrium: argilla utilizzata per problemi agli occhi;
  • Terra aster: usata come sapone o come ingrediente per pomate e medicinali;
  • Terra sigillata strigonensis: argilla gialla che trovò larga diffusione durante il Medioevo.

Avicenna, il celebre medico persiano, descrisse terapie a base di argilla in numerosi trattati; Ibn al-Baitar di Malaga fu probabilmente il primo ad elencare in modo esaustivo i differenti tipi di argilla medicinale disponibili nella sua epoca, aggiungendo alle argille sopra elencate anche le seguenti:

  • Al-hurr: argilla pura e soffice (cimolite), di colore verde, che veniva generalmente affumicata con corteccia di mandorlo e servita come cibo una volta assunto il colore rosso;
  • Terra di Seleucia: argilla estratta nei pressi di viti siriane chiamate ampelitis;
  • Terra armena: usata spesso nei casi di peste bubbonica e somministrata sia esternamente che internamente;
  • Terra di Nishapur: argilla persiana estratta da giacimenti vicini alla città di Nishapur;
  • Terra Samia: argilla estratta dall’isola di Samo.
Proprietà dell’argilla

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Antibatterico

Le argille come la smectite (“terra da follone”) o l’illite (costituite da montmorillonite o bentonite) si sono dimostrate efficaci nell’uccidere batteri in vitro, specialmente Escherichia coli, Salmonella enterica, Pseudomonas aeruginosa e Mycobacterium marinum.

Le proprietà antibatteriche di alcune argille, come la Terra Rossa di Giordania, sono probabilmente dovute alla proliferazione di batteri che producono sostanze antibiotiche e che trovano nell’argilla il terreno ideale per crescere e moltiplicarsi.

Apparato digestivo

L’argilla chiamata “terra Armena” (o bolus armenus), è un materiale ricco di ossidi di ferro e prescritto in passato per curare diarrea, dissenteria ed emorragie intestinali. Allo stesso modo veniva usata la “terra di Levante”, un tipo di argilla mediorientale simile alla Terra Samia (argilla di Samo).

Molte medicine tradizionali utilizzano argilla di caolinite, ricca di alluminio, come rimedio per problemi allo stomaco e come additivo per bevande anti-diarrea. L’argilla forma una sorta di barriera nel tratto digestivo, uno strato protettivo che può proteggere dall’assimilazione di sostanze nocive, ma impedisce l’assorbimento di sostanze nutritive e di alcune medicine come antibiotici, ormoni e farmaci per il cuore, oltre ad aumentare la tossicità di alcuni medicinali.

L’argilla si è dimostrata valida nel contrastare le intossicazioni da aglatossine, tossine altamente tossiche prodotte da muffe che germinano su granaglie, farine e carboidrati.

Ferite e disturbi della pelle

L’argilla è stata spesso impiegata, sia in passato che in epoca moderna, per alleviare i sintomi di alcune malattie della pelle. Non solo: l’argilla costituiva l’elemento base di molte ingessature utilizzate nella storia antica, e veniva applicata su una ferita aperta per impedire un sanguinamento eccessivo.

Cosmesi

L’argilla è stata impiegata per millenni in ambito cosmetico. Può essere utilizzata per creare maschere per la pulizia della pelle del viso e del resto dl corpo. L’argilla Rhassoul (o ghassoul) è un materiale estratto dalle Montagne dell’Atlante marocchine e impiegato fin dall’VIII secolo come maschera facciale o cataplasma per ammorbidire la pelle ed eliminare le cellule morte.

Preparazione e consumo dell’argilla medicinale

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Dopo averla estratta dal suo deposito, l’argilla ad uso medico viene raffinata, generalmente scaldandola o cuocendola, per uccidere i microrganismi potenzialmente nocivi che la popolano.

Lavorare troppo l’argilla può tuttavia ridurre il suo potenziale terapeutico. Ricerche moderne hanno evidenziato come l’argilla di produzione farmaceutica abbia meno proprietà medicinali rispetto a quella naturale, sintomo di una perdita di elementi benefici durante il processo di lavorazione.

Molto culture africane o sudamericane hanno l’usanza di trasportare piccole sfere di argilla secca nelle loro borse da viaggio. In caso di necessità, possono sciogliere le palle d’argilla in un contenitore pieno d’acqua o negli alimenti che consumano.

Prima di consumare argilla per scopi medicinali, è buona norma consultare un medico e affidarsi alle argille commercialmente disponibili. Non mettetevi a ingerire il primo fango argilloso che trovate nei campi dietro casa vostra, potrebbe rivelarsi un’esperienza per nulla piacevole.

Non esistono invece molte controindicazioni nell’ uso esterno dell’argilla se non quella di evitare di applicarla su ferite aperte a meno che non sia stata trattata. L’uso cicatrizzante dell’argilla dei secoli passati non evitava l’insorgere di infezioni, spesso causate da microrganismi presenti nell’argilla stessa.

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