Le lettere di corteccia di betulla di Novgorod

Lettere di corteccia di betulla

Le superfici di scrittura più note e comuni nel mondo antico sono l’argilla, la pergamena, il papiro e la carta ottenuta dalla polpa di fibre vegetali. Anche se questi supporti si diffusero su larga scala in diverse epoche storiche, ci furono altri materiali impiegati in passato per scambiare messaggi scritti tra persone comuni: uno di questi fu la corteccia di betulla.

Come già spiegato in altri post, la betulla fu in passato una vera e propria miniera di materiali: dal catrame con cui si fabbricavano colle e impermeabilizzanti fino alla corteccia, impiegata per costruire contenitori o per fabbricare esche per il fuoco. Ed è proprio sulla corteccia di betulla che sono stati scritti centinaia di messaggi scoperti nelle ultime decadi tra Russia, Ucraina e Finlandia, specialmente nei dintorni della città di Novgorod.

Le lettere su corteccia di Novgorod

Novgorod si trova a circa 200 km da Sanp Pietroburgo ed è circondata da dense foreste di betulle. I suoi abitanti hanno una lunga tradizione di lettere scritte su corteccia di betulla, un materiale facile da trovare, soffice e facilmente manipolabile come superficie di scrittura.

Nel 1951, l’archeologo russo Artemiy Artsikhovsky scoprì a Novgorod un piccolo frammento di corteccia di betulla segnato da disegni e lettere in linguaggio kareliano, un idioma nato tra Russia e Finlandia. Incuriosito dal ritrovamento, Artsikhovsky dedicò gli anni successivi alla ricerca di altri documenti simili, trovandone oltre 1.200 in altre località come Smolensk, Torzhok, Pskov, Mosca e Vologda.

Lettera di corteccia di betulla
Lettere di corteccia di betulla

I documenti su corteccia di betulla (chiamati berestyanáya grámota, o beresty, dalla parola beresta che significa “corteccia di betulla”), realizzati tra l’XI e il XV secolo, sono stati compilati da persone comuni e contengono informazioni sulla vita quotidiana degli antichi abitanti di Russia, Ucraina e Finlandia. La loro esistenza era già stata citata in alcuni manoscritti slavi, ma il ritrovamento di questi testi ha cambiato radicalmente la comprensione che gli archeologi avevano della cultura e del linguaggio delle regioni in cui furono redatti.

La maggior parte dei documenti è costituita da lettere scritte in lingue simili a dialetti derivati dallo slavo o dall’antico linguaggio norreno. Molte riguardano affari economici o questioni personali, alcune addirittura riportano oscenità anche molto elaborate.

I documenti si sono conservati straordinariamente bene considerando che si tratta di materiale facilmente deperibile. La loro conservazione è stata resa possibile dalla particolare composizione del terreno di Novgorod: quando venivano gettati nel fiume Volchov, venivano sospinti verso le vicine torbiere per poi finire sepolti sotto lo spesso strato di torba e argilla che li ha protetti dal decadimento per secoli.

Gli esercizi e i disegni di Onfim
Esercizi di scrittura di Onfim
Esercizi di scrittura di Onfim

Alcuni dei documenti più interessanti sono quelli che riguardano Onfim, un ragazzino di 6-7 vissuto a Novgorod durante il XIII secolo. Di Onfim possediamo ben 17 documenti in corteccia, cinque contenenti solo testo e i rimanenti corredati da illustrazioni.

Uno dei disegni di Onfim raffigura un cavaliere che infilza con una persona a terra con la sua lancia, un tema spesso presente nelle raffigurazioni prodotte dal ragazzino tra le quali ci sono frecce, cavalli, nemici sconfitti e un disegno in cui ha ritratto se stesso in compagnia del padre con la didascalia “Questo è il mio papà. Lui è un guerriero. Quando sarò grande voglio diventare come lui“.

Uno dei disegni di Onfim
Uno dei disegni di Onfim

I documenti contenenti solo testo sono invece evidenti esercizi di scrittura, probabilmente “compiti a casa” assegnati dal suo educatore. Onfim si esercitava nella scrittura dell’alfabeto ripetendo sillabe e scrivendo passi dei salmi a lui familiari. In uno dei suoi esercizi, Onfim scrisse “Signore, aiuta il tuo servitore Onfim“, frase seguita da frammenti dei Salmi 6:2 e 27:3; in un altro, invece, Onfim saluta un amico scrivendo “Saluti a Danilo da Onfim“.

Il contenuto delle altre lettere di corteccia
Lettera di corteccia di betulla
Lettera di corteccia di betulla

Il libro di Simeon Dekker, Old Russian Birchbark Letters, è uno dei capisaldi della berestologia, lo studio della paleografia slava. Grazie al suo libro siamo in grado di leggere le traduzioni di alcune di queste lettere, riportate qui sotto:

Lettera da Žiznomir a Mikula:

Hai comprato una schiava a Pskov. E adesso la principessa mi ha arrestato per questo. Ma adesso la mia famiglia ha garantito per me. E adesso mando una lettera a quell’uomo e gli chiedo se ha un’altra schiava. E voglio comprare un cavallo e farci sedere il magistrato e far iniziare uno svod [la procedura legale per tracciare un’intera catena di acquisti fino all’originale venditore e quindi il ladro]. E se non hai preso il denaro, non prendere niente da lui.

Lettera da Boris a Nastas’ja:

Appena arriva questa lettera, mandami un uomo su uno stallone perché qui c’è molto lavoro da fare. E mandami una maglia; ho dimenticato di portarla.

Lettera da Radko al padre:

Ti ho mandato la merce a Smolensk. Ma hanno ucciso Putlia e vogliono me e Vjaceska invece che Foma, dicendo “paga 400 grivnas o chiama Foma qui, altrimenti ti mettiamo in galera”.

Lettera da Tesko a Vdovin:

Perché stai facendo male ai maiali degli altri? Nozdr’ka l’ha fatto sapere a tutti. E hai messo in disgrazia l’intera Ljudjin . E’ arrivata una lettera dall’altro lato del fiume. Riguardava dei cavalli, hai fatto la stessa cosa con loro.

Testamento di Marija:

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Qui io, Marija servitrice di Dio, mentre lascio questo mondo, scrivo il mio testamento al termine della mia vita. Lascio i miei possedimenti a Maksim, perché non ho figli. Fate in modo che si ricordi di me.

Medieval Daily Life on Birchbark

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