Terra piatta: storia sulla teoria del disco terrestre

Terra piatta

La rinascita della corrente “terrapiattista” nel XXI° secolo dovrebbe suonare come un campanello d’allarme: interpretare la scienza senza competenze o in base a gusti, preconcetti o credenze personali non può fare altro che danni e provocare ripercussioni future sull’intera società umana. Ma il modello cosmologico di Terra piatta non è un fenomeno nuovo e in passato furono molte le civiltà a ritenere che il nostro pianeta fosse un’enorme distesa bidimensionale. I nostri antenati erano però ottimi osservatori del mondo naturale e si resero conto nell’arco di qualche millennio che in realtà la Terra aveva una forma sferica e che tutto ciò che la faceva sembrare piatta non era altro che un’illusione sensoriale causata dal nostro punto d’osservazione.

Per millenni gli antichi Egizi e i popoli mesopotamici basarono la loro cosmologia e astronomia su un modello comune: la Terra era un disco che galleggiava in un oceano dalle dimensioni non definite ed era sormontato da una cupola che costituiva il firmamento. Il “disco terrestre” fu un concetto condiviso anche da molti autori e filosofi della Grecia presocratica, dai popoli norreni delle origini, dagli Ebrei e dai Cinesi: fu solo nel XVII secolo che l’astronomia occidentale fece il suo ingresso in Estremo Oriente dimostrando la sfericità della Terra.

Modello di Terra piatta e cupola celeste condiviso da molte civiltà antiche
Modello di Terra piatta e cupola celeste condiviso da molte civiltà antiche

Intorno al VI-V secolo a.C. tuttavia alcuni celebri matematici e filosofi greci, tra i quali Pitagora e Parmenide, iniziarono ad accumulare sempre più prove empiriche a favore di un modello cosmologico basato su una Terra sferica. Intorno al 330 a.C. Aristotele era così certo che il pianeta fosse un globo sferico da effettuare la prima stima della circonferenza terrestre, seguito nel 240 a.C. da Eratostene che si avvicinò molto al valore reale della raggio della Terra basandosi sulla dimensione delle ombre proiettate dal Sole nelle città di Alessandria e Assuan.

 

Raffigurazione del calcolo eseguito da Eratostene per calcolare le dimensioni del globo terrestre
Raffigurazione del calcolo eseguito da Eratostene per calcolare le dimensioni del globo terrestre

La percezione del mondo come un pianeta sferico spinse Cratete di Mallo, filosofo greco vissuto tra il III e il II secolo a.C., a creare una rappresentazione del globo terrestre composta da 4 grandi continenti separati da mari e fiumi: in opposizione al mondo abitato (oikumene) c’erano gli antipodi, una regione sotto la zona torrida e considerata irraggiungibile e inabitabile.

Intorno al I secolo d.C., Plinio il Vecchio dava ormai per scontato che tutti i cittadini dei domini romani concordassero sul fatto che la Terra fosse sferica, ma fino a due secoli prima i supporter della Terra piatta come Tito Lucrezio Caro sostenevano che l’ipotesi fosse semplicemente ridicola: come spiegare il fatto che l’oceano rimaneva “incollato” al pianeta senza scivolare lungo la superficie precipitando verso il vuoto cosmico? Cosa giustificava l’esistenza degli antipodi, un luogo totalmente disabitato e irraggiungibile?

Mappa del mondo conosciuto realizzata nel 1491 da Enrico Martello e probabilmente consultata da Colombo per la pianificazione del suo primo viaggio verso Occidente.
Mappa del mondo conosciuto realizzata nel 1491 da Enrico Martello e probabilmente consultata da Colombo per la pianificazione del suo primo viaggio verso Occidente.

Durante il periodo dei Padri della Chiesa la Terra sferica rimase un concetto comune e condiviso con alcune eccezioni riguardo alla forma del pianeta e all’abitabilità degli antipodi. Nel corso dei secoli la Terra fu raffigurata nei modi più disparati, tra i quali una specie di mela (o pera) che galleggiava in un oceano infinito emergendo solo in parte dall’acqua. In questo periodo le discussioni cosmologiche iniziarono a concentrarsi sempre meno sulla forma del nostro pianeta e sempre più sulla sua reale posizione nell’universo: la Terra era il centro dell’universo o solo un satellite del Sole?

I sostenitori della Terra piatta hanno costituito una minoranza nell’arco di tutto il Medioevo. A partire dall’ VIII secolo d.C. il modello di pianeta sferico era ormai ben consolidato tra gli astronomi occidentali, anche se è difficile stabilire quanto si fosse propagato negli strati sociali meno alfabetizzati. In alcune culture norrene l’ipotesi della Terra piatta e circolare sembra svanire del tutto intorno al XIII secolo e nell’arco delle esplorazioni del 1400-1500 si accumularono prove empiriche schiaccianti a favore della sfericità della Terra: quando Magellano completò la prima circumnavigazione del globo terrestre nel 1522, l’Europa si convinse finalmente e definitivamente che la Terra fosse sferica e completamente esplorabile.

Mappa della Terra piatta creata da Orlando Ferguson nel 1893
Mappa della Terra piatta creata da Orlando Ferguson nel 1893

Agli inizi del 1800 tuttavia l’ipotesi della Terra piatta tornò a fare capolino inizialmente attraverso un’interpretazione errata della storia medievale da parte di alcuni autori e filosofi come Washington Irving, che sostenevano che durante il Medioevo la dottrina cosmologica dominante fosse quella della Terra piatta. Fu in questo periodo che si originò il mito secondo il quale Colombo fu costretto a combattere l’ideologia della Terra piatta, apparentemente sostenuta dagli astronomi della corte castigliana, per poter realizzare il suo primo viaggio verso le Indie. La realtà è che i dotti spagnoli sapevano benissimo che la Terra era una sfera, ma non concordavano con Colombo sul numero di miglia marine corrispondenti ad un grado di longitudine: i calcoli del navigatore genovese avevano ridotto il raggio terrestre a circa 2/3 del valore calcolato da Tolomeo e avevano sovrastimato le dimensioni dell’Asia.

Nel 1849 Samuel Rowbotham pubblicò il suo Zetetic Astronomy: Earth Not a Globe, opera che cercava di dimostrare che la Terra non fosse sferica ma un disco piatto in cui il Polo Nord occupava il centro mentre il Polo Sud correva lungo la circonferenza; la sua seconda opera astronomica, The inconsistency of Modern Astronomy and its Opposition to the Scripture, fu pubblicata nel 1864 nel tentativo di rafforzare l’idea della Terra piatta e conquistò le menti di migliaia di futuri sostenitori di questa ipotesi. Sulla base delle idee di Rowbotham nacque nel 1893 la Universal Zetetic Society, che nel 1956 sarebbe diventata la moderna Flat Earth Society che ancora oggi, anche in presenza di innumerevoli prove sulla sfericità della Terra, conta fin troppi sostenitori.

Flat Earth

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