Il Papiro Chirurgico di Edwin Smith

Papiro Chirurgico di Edwin Smith

Il Papiro Chirurgico di Edwin Smith, datato al XVII° secolo prima di Cristo, è il più antico esempio di papiro chirurgico della storia. Descrive osservazioni anatomiche con uno straordinario livello di dettaglio, facendo riferimenti a meningi, suture craniche, fluido cerebrospinale e pulsazioni intracraniche, senza contare dettagli su cuore, reni, tendini, vasi sanguigni e fegato.

Anche se di papiri chirurgici risalenti all’antico Egitto ne sono stati ritrovati altri, il Papiro di Edwin Smith differisce dagli altri principalmente per questi motivi:

  • E’ composto da 17 colonne sul “fronte”, colonne che raccolgono parti di un trattato chirurgico, probabilmente il più vecchio della storia. Il retro invece raccoglie diverse ricette e pratiche magiche, tra le quali “trasformare un vecchio in un giovane”.
  • Il trattato chirurgico non è composto solo da trattamenti, medicamenti e tecniche chirurgiche, ma solo da casi medici. E’ organizzato in gruppi di casi, da semplici ferite fino a traumi cranici, coprendo tutto il corpo.
  • Il trattamento di queste ferite è razionale e chirurgico, privo dell’utilizzo della magia se non in un solo caso sul totale dei 48 riportati nel papiro.
  • Ogni caso è classificato da tre differenti valutazioni: favorevole, incerto, e non favorevole, per indicare la gravità di una ferita. La terza valutazione inoltre non è stata riscontrata in nessun altro papiro chirurgico noto.
  • La valutazione “non favorevole” è presente 14 volte all’interno del papiro, ed indica principalmente casi in cui il chirurgo non sarebbe potuto intervenire.

Il papiro di Edwin Smith pare essere la copia di un antico manoscritto che conteneva, in aggiunta al testo originale datato al 3000-2500 a.C., una serie di 69 note a commento, probabilmente aggiunte qualche secolo dopo la scrittura dell’originale.

Nel papiro sono contenuti 48 casi medici, tra i quali traumi cranici, ferite all’addome ed alla spina dorsale. Sono prevalentemente casi tipici e non riferiti a persone specifiche, ed ogni caso è composto da un titolo, un’esame medico, una diagnosi ed un trattamento, con una distinzione ben netta tra i trattamenti medico-chirurgici e quelli magici.

Sul totale dei 48 casi, 27 sono riferiti a traumi alla testa, 6 a traumi alla spina dorsale. Sui 27 riferiti alla testa, 3 riguardano ferite, 4 ferite profonde con esposizione dell’osso, e 11 fratture craniche.

Quello che sorprende è il livello di dettaglio delle descrizioni anatomiche riportate nel papiro. Si parla di vasi che trasportano sangue, condotti che trasportano aria, con alcuni errori tipici della scarsa conoscenza biologica del tempo, dovuti anche alla cultura magica egiziana. Infatti, si fa riferimento alle orecchie come portatrici del soffio vitale e mortale, oltre al fatto che gli autori del papiro dimostrano scarse nozioni sul corretto funzionamento e compito dei diversi organi interni.

Si ritiene che sia stato Imhotep, considerato il fondatore della medicina egizia, a scrivere il testo originale dal quale il papiro è stato tratto; ma diverse prove all’interno dell’opera sembrano suggerire che ci siano stati diversi autori ad intervenire sul contenuto posteriormente.

La scoperta del manoscritto è avvenuta grazie ad Edwin smith, che acquistò da Mustafà Aga il papiro nel 1862 a Luxor, Egitto. Sebbene fosse a conoscenza del valore del manoscritto e della sua importanza storica, non lo rese mai pubblico. Dopo la sua morte, nel 1906, lasciò il reperto alla figlia, che lo donò alla New York Historical Society.

Nel 1920, la New York Historical Society chiese a James Breasted di tradurlo. L’opera di traduzione venne terminata nel 1930, e cambiò radicalmente la visione della storia della medicina, dimostrando come l’antico Egitto fosse una cultura attenta ed osservatrice per quanto riguarda l’anatomia. L’esperienza medica fu frutto soprattutto dell’osservazione delle ferite riportate in battaglia, e anche se spesso infarcita di pratiche magiche, risultava spesso molto pratica.

Volete consultare personalmente il papiro? Potete recarvi su questo link: The Edwin Smith Surgical Papyrus

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