Il propulsore (atlatl o woomera)

propulsore o atlatl

Il propulsore, anche chiamato atlatl (per gli Aztechi) o woomera (per gli aborigeni australiani), è una delle prime armi da lancio utilizzate dai nostri antenati. Si tratta di uno strumento che consente di imprimere forza e velocità ad un dardo aumentando l’ efficienza meccanica del braccio umano. Un dardo può raggiungere agevolmente il centinaio di metri di distanza dal lanciatore, anche se la precisione decresce gradualmente una volta che si superano i 30 metri dal bersaglio.

Si ritiene che il propulsore sia stato utilizzato in qualunque continente fin dal Tardo Paleolitico (circa 30.000 anni fa) come arma da caccia e da guerra. Gli atlatl di questo periodo e quelli successivi erano in legno (come molti propulsori ad eccezione di quelli a laccio) e talvolta anche finemente decorati con figure animali. La maggior parte delle punte di pietra trovate nei siti nordamericani prima di 3000 anni fa sono da attribuirsi a dardi di atlatl e non a frecce per arco.

Un atlatl è composto da un’asta lunga più o meno quanto un braccio ed è munito di un uncino ad un’estremità per poter incoccare il dardo e imprimergli forza durante il lancio. Si tratta sostanzialmente di un’estensione del braccio umano che aumenta la lunghezza della leva, di conseguenza aumentando la potenza del lancio.

atlatl tecnica di lancio

Inizialmente i propulsori erano semplice tavole rigide di legno, ma col passare del tempo vennero sperimentati materiali più flessibili e differenti lunghezze in base alla distanza raggiungibile e al grado di accuratezza desiderato. Propulsori più corti, infatti, obbligano a distanze di lancio più brevi ma impartiscono al dardo una traiettoria più rettilinea.

Il woomera australiano, lungo tra i 50 e i 90 centimetri, è una versione rigida dell’ atlatl pensata per molteplici utilizzi: la caratteristica forma ovale allungata rende il woomera uno strumento adatto anche a scavare il terreno in cerca di radici e tuberi o ad essere utilizzato come contenitore di fortuna per larve o bacche. I woomera più sofisticati includono una punta di selce all’estremità opposta del perno di lancio, rendendo questo tipo di propulsore una sorta di antenato del coltellino multiuso.

Woomera australiano di 63 cm con decorazione geometrica e punta di selce
Woomera australiano di 63 cm con decorazione geometrica e punta di selce all’estremità a sinistra

Una delle innovazioni più importanti nell’evoluzione dei propulsori è l’uso di contrappesi sotto forma di piccole pietre legate o incastrate nella sezione centrale dell’arma. Queste pietre, del  peso solitamente compreso tra i 60 e gli 80 grammi, servono sia ad esercitare più resistenza all’accelerazione, aumentando la forza impressa al dardo, sia a stabilizzare il movimento del lancio, fornendo maggiore accuratezza.

Atlatl con peso centrale e anelli per dito indice e medio
Atlatl con contrappeso centrale e anelli per dito indice e medio
Replica di atlatl
Replica di atlatl con contrappeso realizzata da Devin Pettigrew

Il dardo di un atlatl è generalmente lungo tra 1 e 3 metri, con un diametro di 9-15 millimetri, ed è dotato di un incavo all’estremità opposta della punta per poterlo incastrare nell’uncino del propulsore. A volte può essere dotato di penne per la stabilità in volo, altre volte è semplicemente una grossa freccia munita di una punta in pietra o osso. Questi dardi erano capaci di infliggere ferite letali anche alla megafauna del Pleistocene, periodo in cui ancora esistevano almeno un centinaio di specie di mammiferi e grandi uccelli oltre i 40 kg ormai estinte da circa 15.000 anni.

Buona parte della tecnologia del propulsore risiede nel dardo: questo deve essere sufficientemente flessibile per poter accumulare energia durante il lancio, quando il giavellotto viene sottoposto a compressione e la coda della freccia viaggia più velocemente della punta. Non deve tuttavia essere eccessivamente elastico per non disperdere l’energia accumulata durante il lancio e causare problemi di accuratezza.

Un atlatl costruito ad arte ottiene prestazioni di tutto rispetto: può uccidere un cervo fino a 30-40 metri di distanza e il proiettile può raggiungere la velocità di 150 km/h. La rigidità del dardo influisce enormemente sulla distanza di lancio: dardi flessibili (ma non eccessivamente) possono abbondantemente superare i 40 metri di distanza e raggiungere anche i 200; la flessibilità del propulsore, invece, sembra influire solo in piccola parte sulla gittata (circa il 10%). Anche le proporzioni tra l’atlatl e il dardo sono importanti: per massimizzare la portata dell’arma, il propulsore dovrebbe essere lungo circa 1/3 rispetto al giavellotto.

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Una forma di propulsore introdotta nell’antica Grecia è l’ amentum, una striscia di pelle utilizzata come propulsore per incrementare la distanza e la stabilità del lancio. Secondo alcuni esperimenti condotti in età napoleonica, un giavellotto lanciato utilizzando l’ amentum sarebbe capace di superare di ben 4 volte la gittata di un dardo lanciato a mano.

amentum

L’ amentum veniva legato in corrispondenza del baricentro del dardo per dare maggiore stabilità e accuratezza al lancio e poteva essere utilizzato sia a piedi che a cavallo. Il laccio forniva al dardo anche una rotazione che consentiva di stabilizzarlo in volo come un proiettile.

La variante macedone dell’ amentum era il kestros, una sorta di fionda a laccio utilizzata per scagliare dardi dalla punta di metallo lunghi in totale circa mezzo metro e dotati di penne per garantire stabilità in volo.

The World Atlatl Association

 

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