10 miti sulla vita nel Medioevo

Costo della vita nel Medioevo

Il Medioevo, forse più di altri periodi storici, è pieno di miti storicamente inaccurati o basati su dati inesistenti. Nell’immaginario collettivo, il Medioevo rappresente i “secoli bui”, un periodo di scarsa cultura, di osservanza religiosa quasi maniacale e di stratificazione sociale netta e ingiusta.

Ma nell’arco di circa 1.000 anni le evoluzioni sociali, culturali e scientifiche non furono poche, e nemmeno trascurabili. Smontando alcuni miti e leggende metropolitane che riguardano il Medioevo, diventa evidente che l’ “età di mezzo” fu un periodo molto più complesso e dinamico di quanto siamo stati portati a ritenere da libri, film e luoghi comuni.

Terra piatta

Come spiegato in questo post sull’evoluzione dell’idea di Terra piatta, i nostri antenati medievali non credevano affatto che la Terra fosse un disco. Il concetto di pianeta sferico era già noto da secoli e comunemente accettato dai dotti dell’epoca.

Paradossalmente, l’idea di una Terra piatta torna di moda nel 1800 in alcuni ambienti non legati al mondo scientifico: Washington Irving fu il primo a suggerire l’idea (poi smentita) che nel Medioevo il concetto di Terra piatta fosse una credenza diffusa e comunemente accettata.

Ius primae noctis

Verso il XVI secolo iniziò a circolare l’idea che i nobili europei medievali avessero diritto a trascorrere la prima notte di nozze dei loro sudditi in compagnia delle spose. Ciò che viene definito come ius primae noctis, o droit du seigneur in francese, è in realtà un mito: non esiste alcuna documentazione storica che attesti l’esistenza di questa usanza.

Secondo lo storico Alessandro Barbero, specializzato in storia del Medioevo:

«Lo ius primae noctis è una straordinaria fantasia che il Medioevo ha creato, che è nata alla fine del Medioevo, ed a cui hanno creduto così tanto, che c’era quasi il rischio che qualcuno volesse metterlo in pratica davvero, anche se non risulta che sia mai successo davvero. In realtà è una fantasia: non è mai esistito.»

Strumenti di tortura

La tortura fu una tradizione millenaria che solo di recente abbiamo formalmente abolito. I torturatori medievali disponevano certamente di strumenti adatti ad esprimere tutto il loro sadismo, ma non si trattava di molti oggetti che oggi attribuiamo alla tortura medievale: la vergine di Norimberga, lo strappa seno e la famigerata “pera” non furono inventati nel Medioevo ma diversi secoli più tardi.

Nel caso della vergine di Norimberga, ad esempio, si tratta di una macchina di tortura ideata nel XVIII secolo. Non esistono fonti storiche precedenti al XIX secolo che citino l’uso di questo strumento nel Medioevo.

Anche la pera orale (o quella vaginale e rettale), strumento di tortura ad espansione, è frutto della fantasia del XIX secolo e gli unici esemplari esistenti sono stati creati nel 1800.

La maggior parte dei miti legati alle torture medievali sono stati inventati tra il 1700 e il 1800 per rappresentare il Medioevo come un’ epoca buia e violenta rispetto all’età moderna.

Cinture di castità

Le storie sulle cinture di castità sono tutte molto simili: quando un signore medievale o un cavaliere si allontanavano da casa per andare in guerra o imbarcarsi per intraprendere una crociata in Terra Santa, facevano indossare alle mogli una cintura di castità per evitare ogni sorta di tradimento.

La realtà è che le cinture di castità non esistevano nel Medioevo. Le ricerche sull’origine delle cinture di castità escludono l’esistenza di questo strumento prima del XVI secolo, periodo dopo il quale furono usate molto raramente fino al XIX secolo, quando divennero relativamente comuni come oggetti per prevenire la masturbazione.

Vino, birra ma non acqua

Una leggenda piuttosto curiosa sostiene che i nostri antenati medievali bevessero vino e birra per evitare di consumare acqua, spesso inquinata dai liquami prodotti dalle città e dagli animali domestici. Escludendo una resistenza immunitaria maggiore alla nostra nei confronti di alcuni (ma non tutti) agenti patogeni presenti nell’acqua, nel Medioevo erano disponibili sorgenti d’acqua potabile un po’ ovunque.

Gli antichi, pur non disponendo della strumentazione scientifica moderna, erano perfettamente in grado di trovare fonti d’acqua fresca pulite e adatte al consumo umano. Ogni città spendeva una fortuna per cercare di mantenere un apporto d’acqua costante per ogni utilizzo, compreso il consumo umano.

Alcuni trattati medici non proibivano il consumo d’acqua, ma lo regolavano in base alla teoria degli umori: ad esempio, il Regimen Sanitatis Salerni consigliava il consumo di acqua di sorgente o di acqua piovana, ma specificava che durante i pasti era preferibile bere vino, perché l’acqua avrebbe “raffreddato lo stomaco” impedendo una corretta digestione.

Vita molto breve

La gente del Medioevo moriva intorno ai 30 anni? No. C’è differenza tra aspettativa di vita e longevità: era difficile raggiungere l’età adulta a causa di malattie, guerre e alimentazione, ma una volta raggiunta si poteva sopravvivere fino a 60-70 anni senza troppe difficoltà.

Come spiegato nel post “Speranza di vita e longevità dei nostri antenati“, la mortalità infantile era elevata rispetto agli standard moderni, ma una volta superati gli anni più duri dell’infanzia non era affatto raro raggiungere e superare i 50 anni.

Niente viaggi

I nostri antenati medievali avevano a disposizione meno mezzi di trasporto rispetto a noi, ma questo non significa affatto che non si spostassero dal loro paese natale. Abbiamo molta documentazione storica che ci parla di viaggi commerciali o di piacere, anche su distanze medio-lunghe.

I contadini si recavano in pellegrinaggio, visitavano chiese e monasteri non solo in prossimità delle loro case, ma anche oltremare. Alcuni dovevano recarsi a intervalli più o meno regolari verso i mercati dei villaggi o delle città confinanti, che in Inghilterra distavano mediamente 10-20 km l’uno dall’altro.

William Wey, uno dei primi membri dell’ Eton College, scrisse diversi resoconti dei suoi viaggi, compresi due pellegrinaggi in Terra Santa, fornendo preziosi consigli di viaggio ai suoi contemporanei: come trovare un passaggio per attraversare il Mediterraneo, come tutelarsi da fregature con un contratto di viaggio e quale fosse il posto migliore su una nave per evitare il caldo e i cattivi odori.

Scarsa igiene personale

Sicuramente l’igiene medievale non era all’altezza degli standard moderni, ma ognuno faceva quel che poteva per rimanere pulito. La documentazione e l’arte medievali ci offrono numerosi esempi di persone intente a fare il bagno e a lavarsi viso e mani.

Maino De Maineri, autore del Regimen sanitatis, parla dell’efficacia di un bagno nel ripulire il corpo dalla sporcizia accumulata durante il lavoro all’aperto, e consiglia un bagno anche per alleviare i processi digestivi e per fermare la diarrea.

Anche se per molte persone avere un bagno in casa non era un’opzione, esistevano bagni pubblici in tutta Europa: nella sola Parigi del XIII secolo era possibile trovare ben 32 stabilimenti per fare un bagno; a Southwark ne esistevano 18, tutti forniti di acqua calda.

Le “case del bagno” iniziarono il loro declino nel XVI secolo, probabilmente per un mix di moralità religiosa e per la diffusione di malattie come la peste e la sifilide (quest’ultima connessa alla presenza di bordelli negli stabilimenti di alcuni bagni pubblici).

Tutti erano estremamente religiosi

Ieri come oggi, esistevano persone molto devote e persone che semplicemente erano indifferenti alla religione. Ci sono testimonianze scritte di molti esponenti del clero che si lamentano di quante persone non si presentino a messa o non seguano alcuna pratica religiosa.

Contadini e teologi seguivano spesso una loro interpretazione della religione e ognuno di loro praticava il culto in base alle sue personali preferenze. E’ vero che esistevano dei tabù legati alla religione, ma non erano unanimamente accettati come si è portati a pensare.

Inoltre, l’Europa medievale non era popolata da soli cristiani. Anche se non esisteva un clima di diversità etnica e religiosa simile a quello moderno, moltissime città erano abitate da un mix di diverse etnie e fedi.
Per circa 800 anni buona parte della Spagna fu musulmana; a partire dall’ VIII secolo, Inghilterra e Francia ospitarono nordafricani e mediorientali in numeri sorprendenti.

Servitori di umili origini

Non tutti i servitori erano di basso rango sociale; al contrario, i servitori di uomini di potere provenivano spesso da famiglie nobili. Molti servitori erano militari, come guardie, scudieri, cacciatori e sentinelle; ciambellani, dispensieri, falconieri e maggiordomi provenivano spesso dalla nobiltà locale.

La maggior parte dei servitori nell’Inghilterra medievale era di sesso maschile: nella dimora dell’ earl del Devon erano presenti 135 membrì della servitù, solo 3 dei quali erano donne.

Servire un lord era considerato parte della formazione personale di un giovane: si trattava di un praticantato che avrebbe insegnato abilità utili in età adulta, oltre ad essere un modo per guadagnarsi il pane.

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One Comment on “10 miti sulla vita nel Medioevo”

  1. Lo jus primae noctis esisteva presso alcuni feudi ma nel senso, che lo sposo doveva una tassa per il matrimonio : uno dei tanti espedienti fiscali dell’ economia curtense.Per il grande Le Goff, il medioevo non e’ storicizzabile solo nel tempo,ma indagato come condizione antropologico-sociale arretrata e in questo senso ne sono esistite sacche confinate in alcuni luoghi centro-orientali europei fin quasi ai nostri giorni.In questa accezione, contadini isolati potevano ben credere alla Terra piatta,ammesso che se ne ponessero il problema .

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