La disidratazione

La disidratazione

La disidratazione è uno dei fenomeni più comuni in situazioni di sopravvivenza. Intuitivamente riteniamo che possa insorgere solo in situazioni di caldo estremo, ma la disidratazione è una condizione molto più comune di quanto siamo portati a pensare.

Sete e disidratazione

Con il termine “disidratazione” si identifica una perdita d’acqua dovuta a processi fisologici normali, inclusa la respirazione, l’evacuazione di fluidi corporei, la sudorazione, la diarrea o il vomito.

La perdita di volume sanguigno, determinata anche dalla quantità d’acqua corporea, è un meccanismo diverso regolato da un sistema separato, ma che può comunque generare la sensazione di sete.

Per un organismo sano è fondamentale mantenere costante il livello di fluidi corporei. I recettori della sete rilevano la quantità di acqua e sali all’esterno delle cellule (liquido interstiziale) per determinare se sia inferiore o superiore a quella del fluido intracellulare: se si verifica uno sbilanciamento tra il liquido interstiziale e il fluido intracellulare, scatta l’allarme sete.

La sensazione di sete può essere scatenata anche dalla perdita di volume sanguigno, indipendentemente dalla quantità di liquido interstiziale, una condizione che si manifesta con emorragie, vomito e diarrea. L’organismo cerca di comunicarci che il sangue non può più circolare liberamente e che il cuore sta facendo fatica a svolgere il suo ruolo di pompa.

Sintomi della disidratazione

La sete è il primo sintomo di disidratazione, anche se può sopraggiungere in ritardo rispetto alla perdita consistente di liquidi. In seguito si manifestano mal di testa, perdita di appetito, confusione, stanchezza, irritabilità e riduzione del volume di urina. Nei casi di disidratazione severa insorgono letargia e perdita di coscienza.

Sintomi della disidratazione
Sintomi della disidratazione. Fix.com

Anche solo la perdita dell’ 1-2% dell’acqua corporea può causare sintomi, inizialmente poco percettibili, come minimo impedimento delle corrette funzioni cognitive, bocca secca e lieve affaticamento. Nelle persone sopra i 50 anni la sensazione di sete diminuisce progressivamente con l’età.

Quando si perde troppa acqua il sangue diventa troppo denso, la pressione sanguigna si abbassa, si ferma la sudorazione e l’organismo non è più in grado di termoregolarsi, causando un aumento della temperatura interna e l’aumento della possibilità di un colpo di calore.

Quando si verifica una perdita di liquidi pari al 3-4% dell’acqua corporea il battito cardiato accelera e la temperatura aumenta: il corpo sta cercando di conservare l’acqua e ordina ai reni di concentrare l’urina, che inizia a diventare più scura.

Quando la percentuale sale a 5-8% (disidratazione severa) si inizia ad essere molto affaticati e confusi, si perde la coordinazione motoria e si ha una sensazione di nausea che può sfociare in vomito. Non si è più lucidi e si possono prendere decisioni avventate o illogiche.

Una perdita pari o superiore all’ 8% dell’acqua corporea può causare deterioramento fisico e mentale ed è accompagnata da una pressante sensazione di sete. Si tende a perdere coscienza molto facilmente o ad avere convulsioni; se la disidratazione non viene fermata si rischia lo shock, il coma e il malfunzionamento degli organi interni. La morte sopraggiunge con una perdita di liquidi pari al 15-20%.

Cause della disidratazione

E’ universalmente noto che la disidratazione viene accelerata da ambienti caldi e umidi o dall’attività fisica, ma anche le altitudini elevate e climi rigidi possono contribuire alla perdita d’acqua corporea. Anziani, bambini e individui affetti da malattie croniche sono inoltre più esposti.

Non sottovalutate la disidratazione, anche se siete allenati: nel 2007 Dave Buschow, 29 anni e in salute, è morto al secondo giorno di un corso di sopravvivenza nel deserto dello Utah dopo una marcia di 10 km verso una sorgente d’acqua naturale durata 10 ore e con numerose soste di riposo.

Durante la marcia, gli istruttori rifiutarono di fornirgli acqua; dopo essere stato colto da crampi e avere avuto allucinazioni visive, si è accasciato a terra a meno di 100 metri dalla sorgente, esausto e disidratato, morendo poco dopo.

Il consumo di cibi ad alto contenuto di zucchero o di sale accelera la disidratazione. L’assunzione di bevande zuccherate o succhi di frutta non è raccomandata, specialmente nei bambini sotto i 5 anni, perché potrebbe aumentare il rischio di diarrea.

Disidratazione

Il corpo umano è in grado di perdere 2 litri d’acqua ogni ora di attività fisica o di esposizione ad ambienti caldi e umidi, con picchi di 3 litri durante sforzi intensi in climi particolarmente caldi. Con una perdita di liquidi di questa portata si perdono anche quantità considerevoli di elettroliti, come il sodio.

Negli atleti, fare esercizio e sudare per 4-5 ore comporta una perdita di sodio di poco inferiore al 10% delle risorse corporee, una perdita tollerabile dalla maggior parte delle persone in salute.

Consumare alcool accelera la disidratazione: l’alcol è un diuretico e il mal di testa che si sperimenta dopo una sbornia è generalmente la conseguenza della disidratazione provocata dall’assunzione di bevande alcoliche.

Prevenzione e cura della disidratazione

L’apporto minimo di acqua varia in base a diversi fattori, come l’età, l’ambiente e la genetica di un individuo. Ad oggi non è stato ancora dimostrato che attendere la sensazione di sete, o prevenirla, apporti benefici durante l’attività fisica.

Se ci si trova in ambienti caldi è fondamentale evitare di sudare eccessivamente, limitando l’attività fisica e bevendo spesso e a piccoli sorsi. In climi caldi e secchi il sudore potrebbe evaporare molto velocemente, creando difficoltà nel quantificare la perdita di liquidi dell’organismo.

In ambienti freddi, invece, si può essere tentati all’ingestione di neve, ma è un comportamento da evitare: ingerire liquidi troppo freddi abbasserà la temperatura corporea costringendo l’organismo a consumare energie per alzarla, attività che causa ulteriore disidratazione.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha determinarto che la soluzione ottimale per la reidratazione orale di individui disidratati è composta da un litro d’acqua con l’aggiunta di 3 grammi di sale e 18 grammi di zucchero. Occorre non superare le dosi consigliate perché potrebbero causare ulteriore disidratazione.

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La disidratazione tra i cacciatori-raccoglitori

E’ difficile determinare quanta acqua sia necessaria ad un cacciatore-raccoglitore per evitare la disidratazione, ma ricerche come questa possono fornire qualche indizio.

Gli aborigeni australiani hanno un ritmo di sudorazione sensibilmente più basso rispetto a quello di un individuo cresciuto nelle società occidentali. Non si tratta di sola genetica: gli aborigeni sfruttano al meglio il tempo a loro disposizione dedicando le ore più fresche alla caccia, pesca e raccolta e riposando durante il pomeriggio, quando le temperature raggiungono i picchi più estremi.

La perdita massima di acqua durante l’arco di 12 ore e nelle zone più aride d’Australia è stata calcolata a circa 5,4 litri, ma questa misurazione può raggiungere i 7 litri se le attività quotidiane iniziano a mattino inoltrato.

Gli aborigeni australiani sono in grado di sopportare molto bene la perdita del 4% di acqua corporea senza sperimentare effetti psicofisici evidenti. Ma anche con i loro adattamenti fisiologici al clima possono risentire pesantemente di una dura giornata di lavoro in assenza di acqua: è per questo che non perdono occasione per dissotterrare radici e tuberi ricche di liquidi non appena si presenta l’occasione, o per fermarsi in corrispondenza di sorgenti d’acqua per bere qualche sorso ristoratore.

Thirst
Dehydration

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