Il bronzo di Corinto

Tumbaga, simile al bronzo di Corinto

Il bronzo di Corinto era una lega considerata molto pregiata durante l’antichità classica. La vera composizione di questa lega è ancora oggi materia di dibattito, ma sappiamo che veniva prodotta a Corinto e che gli oggetti realizzati con questo materiale venivano considerati più preziosi di quelli in oro o argento.

Una lega più preziosa dell’argento

A partire dal IV secolo a.C. Corinto si impose come un importantissimo centro di produzione e lavorazione del bronzo nella Grecia antica.

A Corinto e nel resto delle città dell’antichità classica, bronzo o ottone venivano prodotti seguendo diverse formule, tutte note come χαλκός o aes (in latino); il bronzo di Corinto veniva tuttavia considerato il più pregiato tra tutte le leghe bronzee.

E’ possibile che questa sua fama fosse nata semplicemente per la cura che i fabbri della città dedicavanno alla produzione di questa lega, ma oggi si ritiene che la ragione alla base della fama del bronzo di Corinto fosse la sua composizione: rame e metalli preziosi.

Plinio il Vecchio, nel Libro 34 della sua Naturalis Historia, distinse tre differenti tipi di bronzo di Corinto in base ai metalli aggiunti alla lega di rame: il primo tipo, luteum, prevedeva l’aggiunta di oro per donare una colorazione giallastra; il secondo, candidum, vedeva coinvolto l’argento e aveva una colorazione molto chiara; il terzo invece era una lega composta da oro, argento e rame in parti uguali.

Plinio fa inoltre riferimento ad un quarto tipo di bronzo di Corinto, noto come hepatizon, una lega dall’aspetto scuro il cui metodo di produzione era ormai andato perduto, anche se è possibile che fosse costituito da rame, oro e argento secondo un rapporto sconosciuto e seguendo una procedura che terminava con una sorta di brunitura.

Il metallo che compone questa statuetta potrebbe essere l'unico esempio di hepatizon attualmente esistente
Il metallo che compone questa statuetta potrebbe essere l’unico esempio di hepatizon attualmente esistente

L’autore romano sostiene che il bronzo di Corinto avesse un valore tale da poter essere collocato, in quanto a pregio, “ante argentum ac paene etiam ante aurum“, “prima dell’argento e quasi prima dell’oro”.

Anche Cicerone e Plutarco citano il bronzo di Corinto, sostenendo che, al contrario delle tradizionali leghe a base di rame, questa non sviluppava una patina opaca che ne riduceva la lucentezza.

Per quanto non esistano campioni certi di bronzo di Corinto sopravvissuti fino ad oggi, questa lega sembra simile al “rame nero” egizio (hesmen kem), un materiale dalla patina scura composto da rame, oro, argento e piccole percentuali di arsenico.

Si è anche ipotizzato che il bronzo di Corinto non fosse affatto una lega a base di rame e metalli preziosi, ma soltanto una forma molto rifinita di bronzo lucidata a tal punto da risplendere di riflessi argentei e dorati.

L’origine leggendaria del bronzo di Corinto

Secondo la leggenda, il bronzo di Corinto nacque per caso durante l’incendio di Corinto messo in atto da Lucius Mummius Archaicus nel 146 a.C.. Le fiamme divorarono le immense riserve d’oro, argento e rame della città, immagazzinate nello stesso edificio, fondendole insieme e creando questa lega così pregiata.

Secondo Plinio e gli storici contemporanei, tuttavia, la storia è da considerarsi poco attendibile per via del fatto che i creatori del bronzo di Corinto vissero in un periodo molto precedente all’incendio della città.

In base alle ricostruzioni degli archeologi, il bronzo di Corinto rimase in auge per circa un secolo e mezzo, fino alla fine del I secolo d.C. All’inizio del II secolo d.C. questa lega era già diventata una moda del passato anche se riferimenti al bronzo di Corinto si possono trovare fino al X secolo d.C.

Bronzo di Corinto nel resto del mondo

Corinto non fu la sola a produrre leghe a base di rame, oro e argento. I vasi cinesi di Hong-hee (1426) sono stati realizzati utilizzando una lega molto simile al bronzo di Corinto.

La lega chiamata tumbaga dagli Spagnoli giunti in America Centrale all’inizio della conquista del continente aveva una composizione estremamente variabile: dal 97% di rame e il 3% d’oro fino al 97% d’oro e 3% di rame, con un rapporto oro-rame superiore a quello ipotizzato per il bronzo di Corinto di maggiore pregio.

Il tumbaga era più duro del rame, aveva un punto di fusione inferiore a quello di rame e oro ma manteneva la sua malleabilità dopo essere stato martellato ripetutamente. Il tumbaga era il materiale di prima scelta per la realizzazione di oggetti religiosi da parte delle popolazioni precolombiane in grado di lavorare il rame.

Shakudo
Shakudo

In Giappone viene prodotta da almeno da 1.300 anni una lega chiamata Shakudo, un materiale colorato composto dal 4-10% d’oro e il 96-90% di rame. Lo shakudo fu utilizzato per realizzare alcune decorazioni delle spade tradizionali giapponesi, come gli tsuba, i menuki e i kozuka, oppure per la produzione di scatole ornamentali e piccoli oggetti votivi.

Come veniva prodotto il bronzo di Corinto?

Non abbiamo procedure dettagliate in grado di guidare passo-passo i fabbri moderni nel ricreare questa lega, ma grazie a fonti greche, latine, siriane ed egizie è possibile farsi un’idea di come veniva prodotto il bronzo di Corinto.

Dopo la creazione della lega era necessario un trattamento col calore, una tempra e una brunitura. Lo scopo era probabilmente quello di ossidare il rame per poi rimuoverlo dalla superficie della lega attraverso l’applicazione di acidi, con l’obiettivo di esporre gli strati d’oro o d’argento.

Il procedimento sembra essere in linea con uno dei più antichi testi metallurgici e alchemici del Mediterraneo, il Papiro X di Leida, sepolto nel III secolo d.C. a Tebe e sicuramente basato su testi più antichi.

La ricetta numero 15 del Papiro X di Leida è intitolata “la colorazione dell’oro” e prevede l’uso di sale, aceto e misy, una sostanza identificata con il minerale copiapite, un solfato basico e idrato di ferro trivalente.

Papiro X di Leida
Papiro X di Leida

Non solo: l’argentatura o doratura descritta nel papiro sono le stesse della procedura seguita dai popoli precolombiani per la produzione del tumbaga. L’uso della soluzione acida funziona in modo ottimale per leghe rame-argento o rame-oro-argento, ma non per una lega rame-oro senza argento.

Non tutti gli storici concordano sulla composizione del bronzo di Corinto. Secondo Donald Engels, questa lega non conteva oro e argento bensì un’elevata quantità di stagno, una ricetta unica di Corinto. L’aggiunta di grandi quantità di stagno non solo rendeva più duro il bronzo, ma donava alla lega ulteriore lucentezza se lucidata da mani esperte.

Questa ipotesi sembra tuttavia essere in contrasto con le fonti antiche, concordi sul fatto che con il termine “bronzo di Corinto” si indicasse una lega a base di rame e metalli preziosi.

Corinthian Bronze and the Gold of the Alchemists
Aes
An Experimental Diachronic Exploration of Patination Methodology of Dark Patinated (Arsenical) Copper Alloys on Case Studies from the Eastern Mediterranean Bronze Age and Early Iron Age

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