10.000 AC, il film che reinventa la preistoria

10.000 AC BC

Ho l’abitudine di vedere almeno un film ogni sera prima di andare a dormire e se il tempo lo consente. Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un film del 2008 che quasi 10 anni fa prometteva di raccontarci la vita di un eroe del Mesolitico e le sfide che avrebbe dovuto affrontare per salvare la sua tribù.

Già visto, ma considerando il contenuto del blog mi è sembrato un ottimo spunto per analizzarne il contenuto e valutarne l’accuratezza storica.

10.000 AC (titolo originale: 10,000 BC). Alcuni di voi avranno già sentito questo titolo, ad altri invece sarà del tutto nuovo: si tratta di un film unanimamente considerato tra le peggiori pellicole storiche della cinematografia hollywoodiana (vedi questo post).

Vorrei cercare di limitare gli spoiler, ma la storia è così “particolare” e storicamente inaccettabile da superare in certi casi la soglia del ridicolo.

La trama

Un giovane cacciatore del Mesolitico appartenente ad una tribù che vive chissà dove (si presume Europa o Medio Oriente) si innamora di una ragazza dagli occhi blu che verrà successivamente rapita da mercanti di schiavi a cavallo.

Il protagonista si mette quindi sulle tracce della ragazza aiutato dalla solita “Compagnia dell’Anello” di amici più o meno sacrificabili, attraversando foreste pluviali e praterie fino a raggiungere un deserto del tutto simile a quello egiziano.

Qui si troverà a combattere contro una società teocratica che usa schiavi per edificare un’ enorme piramide dalla punta d’oro . Fin qui tutto nella norma, mi aspettavo diversi accorgimenti poco realistici o scarsamente storici per rendere appetibile un film che ha come protagonisti dei cacciatori-raccoglitori che dovrebbero comunicare a click e fischi per metà del tempo.

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I punti dolenti

Non ricordavo però che il film fosse così poco accurato, se non addirittura assurdo, nel descrivere la vita del 10.000 a.C.. Quello che ho omesso dalla trama è una collezione di elementi non solo storicamente inaccurati, ma del tutto privi di alcun fondamento archeologico.

La pellicola prende una svolta davvero fantasy quando vengono introdotti i seguenti elementi:

  • Uno smilodonte stranamente amichevole, fororaci giganteschi, cavalli e mammut lanosi addomesticati;
  • Maschio adulto di mammut ucciso da un adolescente armato di lancia di legno;
  • Armi e strumenti di metallo (materiale pressoché sconosciuto 10.000 anni fa);
  • Dreadlocks perfetti e pizzetti ben curati, pelle perfetta, nessuna cicatrice. Questa gente nel film caccia mammut armati di sole lance di legno e osso: è assai improbabile avere un aspetto da fotomodello se si conduce un’esistenza all’insegna della sopravvivenza;
  • Piramidi, sfingi, navi enormi e un fantomatico sovrano-divinità giunto da [rullo di tamburi] Atlantide;
  • Telepatia sciamanica ai massimi livelli con tanto di “trasferimento di anime” (passatemi il termine). Lo sciamano del film è sostanzialmente inutile, dato che le poche vittime tra i “buoni” si rimettono in piedi senza alcuna necessità di cure o muoiono sul colpo se feriti al fianco;
  • I cereali, apparentemente sconosciuti a uomini del Mesolitico che possono radersi alla perfezione, hanno i pettorali di Thor e attraversano per metà del film regioni in cui è nata l’agricoltura;
  • L’ acqua, elemento poco essenziale: come può un europeo sopravvivere nudo nel Sahara per giorni senza acqua, senza ustioni solari e senza ombra?

Il modo migliore per analizzare le inaccuratezze di 10.000 B.C. è quello di prendere gli elementi stonati del film (credetemi, sono molti) e verificare cosa dice l’archeologia a riguardo.

La realtà storica
10.000 AC mammut
Ci sono almeno 4 elementi sbagliati in questo singolo fotogramma… Per sapere quali, continua a leggere.
  • Cavalli addomesticati: i primi tentativi di domesticazione del cavallo iniziarono probabilmente nelle steppe eurasiatiche intorno al 4.000-3.500 a.C., ma le prime testimonianze archeologiche di cavalli addomesticati, probabilmente da cavalcare o per trasportare pesi su carri, risalgono al 2.100 a.C.
  • Mammut addomesticati: MAI STATI ADDOMESTICATI, totalmente assurda la presenza di mammut lanosi addomesticati in pieno deserto africano usati per costruire piramidi. Inoltre, se la vita sociale dei mammut era come quella dei moderni elefanti, il branco non era guidato da un maschio dominante (come si vede nel film), ma era basato su una struttura matriarcale.
  • Smilodonte: lo smilodonte si estinse circa 10.000 anni fa. L’unico problema con questo animale e l’ambientazione europeo-africana del film è che lo smilodonte era un felide delle Americhe, non è mai stato presente sul Vecchio Continente, in Africa o in Medio Oriente. Le dimensioni dell’animale sono inoltre portate all’eccesso e nessun cacciatore-raccoglitore intrappolato in un buco con questo predatore commetterebbe la pazzia di liberarlo solo perché ha un muso carino.
  • Fororaci: enormi uccelli terricoli del genere Phorusrhacos vissuti in Patagonia circa 20-13 milioni di anni fa ed estinti 2,5 milioni di anni fa. Sono quindi fuori contesto storico e nel film hanno dimensioni esagerate.
  • Peperoncini: il protagonista, giunto in quella che sembra l’Africa settentrionale, assaggia un peperoncino. Questa pianta è americana, conosciuta da millenni in Perù e Messico ma portata dall’altro capo dell’Atlantico solo durante il secondo viaggio di Colombo.
  • Cereali: il protagonista attraversa diverse regioni, passa da un territorio alpino a praterie, da zone paludose a deserti sterili; durante il suo viaggio, non incontra mai un cereale selvatico e rimane sorpreso quando gli vengono donati dei semi di grano. L’archeologia ha dimostrato che i nostri antenati conoscevano e raccoglievano cereali spontanei almeno 20.000 anni fa.
  • Mais: proviene dall’America Centrale e fu importato dall’altra parte dell’Atlantico solo a partire da Colombo.
  • Bronzo e Ferro: l’ Età del Bronzo inizio circa 5.300 anni fa, mentre l’ Età del Ferro (senza considerare il ferro meteorico) iniziò 3.200-2.600 anni fa dipendentemente dalla regione. Le armi di ferro, bronzo o rame del film sono quindi artefatti fuori contesto e ben successivi al 10.000 a.C.
  • Oro: gli artefatti più vecchi in oro risalgono al IV millennio a.C.. L’idea di una piramide dalla punta ricoperta d’oro nel 10.000 a.C. regge ben poco.
  • Tuniche porpora: leggere questo articolo sulla porpora per qualche informazione in più. Per farla breve, il pigmento porpora da utilizzare per colorare tessuti fu utilizzato per la prima volta circa 3.600 anni fa.
  • Selle per cavalli: le prime selle furono utilizzate dagli Assiri intorno al 700 a.C., quasi 10.000 anni dopo il periodo in cui è ambientata la pellicola.
  • Ribellione: in meno di mezza giornata, un gruppo di schiavi e di cacciatori del Mesolitico che si sono organizzati la sera prima sconfiggono una civiltà organizzata dotata di armi di metallo, cavalieri e una tecnologia tale da poter costruire piramidi, sfingi e una nave a tre alberi e vele quadrate lunga 60-70 metri. La storia dimostra che uno scontro del genere finisce sempre in modo totalmente diverso.
  • Notte nel deserto: il protagonista e la sua allegra compagnia dormono nudi nel deserto, cosa che nella realtà si traduce spesso in una terribile morte per ipotermia.
  • Città: le prime civiltà complesse e organizzate fecero la loro comparsa circa 5.000 anni va in Mesopotamia, India, Cina ed Egitto. Non c’è nulla che possa far pensare a insediamenti definibili come “città” 12.000 anni fa.
  • Piramidi: nel 10.000 a.C., in Egitto non esisteva alcuna piramide (la più antica piramide a gradoni conosciuta risale al 2700-2600 a.C.) e nemmeno un sistema di scrittura in grado di organizzare un lavoro così enorme; bisogna aspettare almeno 6.000 anni per i primi sistemi di scrittura. L’idea che i mammut abbiano trasportato i blocchi di pietra delle piramidi è semplicemente assurda. Infine, l’ipotesi che le piramidi fossero state costruite da schiavi non è supportata da alcuna testimonianza archeologica.
  • Sfinge: davvero??
  • Acquedotto: nel film si vede un lunghissimo acquedotto sospeso collegato ad un fiume (che farebbe pensare al Nilo, anche se il fiume egiziano è ben più largo). I più antichi acquedotti conosciuti sono mesopotamici e risalgono a circa 4.000 anni fa.
  • Stato di salute: anche se spesso tendiamo a sottovalutare lo stato di salute generale e la speranza di vita dei nostri antenati, nel film sembrano tutti incredibilmente ben nutriti, schiavi compresi. Tralasciando l’estetica dei protagonisti, ci si accorge subito di inesattezze banali e facilmente evitabili: dentature perfette, pelle immacolata, cicatrici totalmente assenti se non giustificate da gesta particolarmente eroiche o da decorazioni tribali, mani ben curate e soprattutto nessun pelo corporeo se non qualche barbetta alla Tony Stark.
  • Occhi azzurri: la protagonista femminile del film ha gli occhi azzurri, una mutazione apparsa decine di migliaia di anni fa nei Neanderthal eurasiatici. Se si parla di Sapiens, i resti di un cacciatore-raccoglitore vissuto 7.700 anni fa in Svezia mostrano i tipici indizi genetici di pelle chiara e occhi azzurri.

E’ difficile che altri film siano riusciti a totalizzare una quantità simile di fail storici (se ne conoscete qualcuno, suggeritelo tra i commenti e provvederò quanto prima a scriverci un post). Sarebbe stato sufficiente consultare un libro di testo delle superiori (o uno storico in carne ed ossa, considerando che il film è costato 100 milioni di dollari) e gli autori avrebbero evitato gli errori grossolani o assurdi che caratterizzano la pellicola.

10.000 A.C.

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10 Comments on “10.000 AC, il film che reinventa la preistoria”

  1. un altro errore grossolano è quello della stella che “non si muove nel cielo” che unica nel suo genere è identificabile come una stella a nord (come la nostra “polare” di oggi) ma che nel cielo del 10000 AC, almeno nel cielo dell’emisfero nord, non doveva essere visibile. Ipotizzo l’emisfero nord perchè appare un riferimento chiaro alla costellazione di orione alta nel cielo che è una costellazione tipicamente dell’emisfero nord o comuque a cavallo della fascia equatoriale.
    L’unica stella nei pressi del nord nel 10000 AC era la stella VEGA che tuttavia era molto lontana dal nord e non sarebbe stata vista “ferma” nella notte ma avrebbe ruotato attorno al nord.
    Questo film ignora totalmente la precessione degli equinozi.

    1. Avevo totalmente rimosso questo dettaglio sulla “stella che non si muove”, con tutti i problemi di questo film è possibile che mi sia sfuggito molto altro.
      Grazie mille per la tua segnalazione!

    2. Ciccio, sono solo film. Non li prendere in serio. Prendi solo lidea . Poi cuanto riguarda la vera storia, nessuno la conosce . Nemeno. Tu. Un consiglio , svegliati , e cresci

  2. Probabilmente il mio sarà il commento più banale del mondo ed anche lungo, ma lo scrivo lo stesso: è un FILM. Non un documentario di History Channel. Prendersela per degli errori in un film senza alcuna pretesa storica, che non parla di personaggi reali e che non intende certo accusare gli storici di non conoscere il proprio mestiere non ha alcun senso. Per lo meno non in questi termini e con questi toni da professore universitario allibito. Sarebbe come prendersela per il fatto che in Guerre Stellari i caccia emettono suoni nello spazio, o che la clonazione dei dinosauri di Jurassic Park è scientificamente impossibile (non parliamo poi del gran baccano per l’assenza di piume sui raptor della seconda trilogia da parte di feather nazi triggerati – lo so, è una parola orribile -), o ancora che in L’alba del giorno dopo vengono infrante le leggi della meteorologia. Cos’altro succederà, gli zoologi faranno causa alla Universal perché King Kong non dà una rappresentazione accurata dei primati? Un po’ di flessibilità, su. Questo film va messo alla stregua di Stargate, Dinotopia e 300 per come la vedo io. Un film fantasioso che dà una sua libera interpretazione delle cose per rompere gli schemi.
    Non fraintendetemi, non c’è nulla di male a confrontare i film con la realtà , anzi è giustissimo, ma va fatto a scopo puramente informativo ed emozionalmente neutro, non certo in modo polemico come questo articolo dà l’impressione di fare (ma potrei certamente sbagliarmi). Io ho visto il film oggi e personalmente (sottolineo personalmente) mi è piaciuto, poi se ad altri non piace va benissimo per carità i gusti sono gusti ma prendersela così per degli anacronismi non è normale, scusate la schiettezza. Che poi lo sanno tutti che gli Egizi non usarono i mammut per fare le piramidi (anche perché all’epoca la specie era sopravvissuta solo sull’isola di Wrangel in Russia, per altro in forma nana), non è che il pubblico si beve sempre tutto. Che dire allora di Sul sentiero dei mostri del 1940 e del suo remake Un milione di anni fa del 1966 con Raquel Welch? Lì c’erano uomini e dinosauri insieme (nel primo film li hanno fatti mettendo corna e vele di pelle su coccodrilli ed altri rettili odierni ingigantiti con gli effetti speciali e nel secondo li hanno fatti secondo le teorie scientifiche dell’epoca che oggi sappiamo essere sbagliate – e c’è pure un’ iguana gigante – ed animati con la stop motion) ed i protagonisti erano ben conciati pure là, del resto la bellezza in una società volgarmente materialista come la nostra viene spinta come un ideale. E non tirate fuori la scusa che sono film vecchi, perchè che dinosauri ed umani non sono coesistiti lo sapevamo già all’ epoca e non ha impedito a tante opere di diventare film di culto. Quanto alla taglia degli animali, aumentarla per renderli più spettacolari è la norma nel cinema, nulla di cui sorprendersi.
    Mi scuso per la profonda maleducazione insubordinata che percepirete leggendo il commento ( sempre se verrà approvato, s’intende), è solo che di queste pseudo ramanzine mascherate da cultura ne ho sentite tante ormai. E temo non solo io. Rispondetemi tanto furiosamente quanto volete, la prenderò con filosofia. Ma il mio pensiero è questo.

  3. Il film è ispirato a “Impronte degli dei” di Graham Hancock, uno che cerca di spacciare per storia una serie di supposizioni quasi mai supportate da prove, e lucrando su questa “pseudostoria”. Tanto che nei contenuti extra del film è presente un documentario di 13 minuti “All’alba della civiltà” in cui Hancock spaccia per buone alcune cose che si vedono nel film.

    Quando si intitola un film “10.000 a.C.” si ha una piccola, remota, neanche tanto inconsapevole presunzione di attendibilità storica. Se poi si agganciano le teorie di Hancock, c’è un velato messaggio che si vuole far passare.

    Ognuno è liberissimo di esprimere la sua opinione, che sia di supporto o di critica. Personalmente ho trovato il film mal recitato, dalla trama estremamente esile.

    1. Giustissimo. Personalmente ho visto il film in TV quindi non ne ero al corrente. Forse il titolo era più simbolico che letterale. Comunque, informandomi sulle lingue usate nel film (tutte artistiche con l’eccezione di tre frasi dette in tsonga, wolof e xhosa), quella del popolo delle piramidi aveva caratteristiche ispirate all’antico protoindoeuropeo, quindi possiamo escludere che si tratti degli egizi. Un finale alternativo del film vede il protagonista nel futuro q cui, da anziano, un ragazzino fa una domanda su quel popolo e su che fine abbia fatto, e la risposta che riceve è che fu sepolto dalla sabbia e dal tempo. Sulla trama posso essere d’accordo su certe cose, come ad esempio sullo smilodonte (che però non è l’unica tigre dai denti a sciabola esistita, alcune vissero in Europa sebbene più anticamente di come si vede nel film in effetti), anche perché penso che l’abbiano sprecata per una comparsa appena, non abbastanza da meritare di apparire sulla locandina.

    2. Ma questo che è un sito di cicappari? Vi attaccate alla storia accademica quando si sa che è lacunosa e imperfetta, non può spiegare ogni granello del tempo!!! Ogni buon ricercatore che abbia una logica mente aperta (Hancock è tra questi) sa che non va sottovalutata la storia di Atlantide! Tutte le culture parlano di un grande diluvio stimato ad alcuni secoli prima del 10000 a.c. e dopo il quale in pratica, consumati gli ultimi vani tentativi di mantenere una flebile fiammella del sapere atlantideo, tutta la civiltà dovette ripartire da zero!

      1. E questo è pertinente con l’articolo perché…? Inoltre, mi guarderei bene dal citare Hancock, le cui teorie sono spesso e volentieri basate su correlazioni inventate e informazioni omesse, inventate o alterate. Giusto per “aprire la mente” alla possibilità che Hancock non sia storicamente attendibile nei suoi libri: come fa a sapere così tanto della civiltà atlantidea se la stessa civiltà non ha lasciato reperti, rovine, scritti, se non due citazioni di dubbia attendibilità storica di Platone?
        No, non è un sito di cicappari, ma di una sola persona che tiene particolarmente a citare fonti attendibili.

  4. Ho appena finito di guardare il film e subito mi sono messo a cercare su internet qualcosa che ne elencasse, appunto, le inesattezze storiche, perchè sono talmente tante e talmente enormi da perderne il conto, specialmente se cerchi di star dietro al ritmo della pellicola, tipicamente “Emmerichiano”.
    D’accordo su tutto però…c’è un però: da appassionato di storia, condivido la critica (pur trattandosi di un film senza pretese documentaristiche) però non condivido il tono, perchè utilizzando questa sicumera si commette lo stesso errore dell’Hancock di turno, che spaccia per verità assolute teorie poco più che indiziarie. Mi spiego, andando sui singoli punti che più evidenziano quest’aspetto:

    Smilodonte: è vero che hanno vissuto nelle Americhe, ma non è escluso che abbiano potuto attraversare lo stresso di Bering prosciugato e giungere in Eurasia (lessi una teoria al riguardo , ma decenni fa) anche se nessuna evidenza fossile credo sia stata ritrovata fin’ora, inoltre la sottospecie “populator” pare potesse raggiungere la mezza tonnellata, un vero mostro, pertanto se (quando…) un povero cristo americano di 10-12000 anni se lo fosse trovato faccia a faccia, le proporzioni sarebbero state verosimilmente quelle del film.

    Sfinge: ecco, qui liquidi la cosa con punti interrogativi trollosi..ma mi pare sia ormai pacifico che la sfinge sia lì da ben prima delle piramidi e dell’epoca cui queste si fanno tradizionalmente risalire, cioè che sia stata costruita quando in Egitto pioveva tanto e spesso (appunto 10-12k anni fa), come dimostrano i famosi segni alluvionali su di essa. Senza contare la tipica sproporzione della testa: una cosa che notavo sin da bambino quando mi sembrava assurdo che nessuno ci facesse caso, dato che la prima cosa che ti viene in mente guardandola è “qualcuno ha scolpito una testa su qualcosa di più grande che c’era prima”.

    Ma in generale, la storia, la preistoria, la paleontologia sono discipline in costante “evoluzione ” perchè soggette a continue, e spesso clamorose, smentite.

    Per capire meglio come la penso, a me viene sempre alla mente la mandibola conservata all’Oxford Museum, unico reperto fossile esistente del più grande carnivoro mai vissuto sulla Terra.
    Cioè, del più grande carnivoro mai esistito sulla Terra (lo ripeto per rendere meglio l’idea che si tratta di qualcosa di iconico, scientificamente e non) è rimasto uno e un solo osso fossile…se fosse andato perduto anche quello non avremmo mai saputo della sua esistenza: il corollario che viene immediatamente di seguito è: ma allora, chissà quali e quante specie non conosceremo mai perchè di loro non è giunto a noi nemmeno quell’unico osso.

    Questo per dire che tante verità non potremo mai conoscerle, sono andate perdute per sempre nelle sabbie del tempo e probabilmente alcune risposte non le avremo mai, come è altrettanto vero che domani mattina emerge il reperto X che conferma proprio quella teoria che stavamo trollando in modo tanto sicuro.

    1. Concordo sul fatto che la paleontologia e l’archeologia siano discipline in costante divenire, e che possano essere rivedute e corrette in ogni istante con un solo, unico reperto. Ma oggi come oggi possiamo, e dobbiamo, basarci solo su quello che sappiamo e che è dimostrabile.

      Ad esempio, lo smilodonte potrebbe anche aver superato lo stretto di Bering, ma fino a quando non emergerà un fossile in grado di testimoniare questo spostamento, tutto ciò che possiamo dire è che viveva nelle Americhe.

      Sulla sfinge stesso discorso: l’egittologia moderna sostiene che risalga a circa 2.500 anni prima di Cristo perchè la maggior parte degli indizi che abbiamo puntano verso quella datazione; ci sono alcuni indizi che punterebbero verso Cheope o Djedefre (come nelle ipotesi di Rainer Stadelmann, Colin Reader o Vassil Dobrev), ma siamo ben lontani dai 10-12.000 anni fa, come sostengono alcune ipotesi supportate da ben pochi indizi certi (spesso nessuno).
      Fino a quando non emergeranno prove concrete su una datazione differente, tutto ciò che esula dal punto di vista degli egittologi moderni è una speculazione o un’ipotesi “fringe”.

      Hancock fa proprio quello: non si basa su ciò che conosciamo, e che spesso è unanimamente riconosciuto dagli esperti del settore, ma inventa ipotesi basate sul nulla per vendere libri. La conoscenza, come abbiamo detto, può sempre essere riveduta e corretta, ma deve esserci una base comune su cui partire e basata sugli elementi a nostra disposizione. E gli elementi a nostra disposizione in campo archeologico e paleontologico oggi ci dicono che lo smilodonte viveva nelle Americhe e che la sfinge ha circa 4.500 anni 🙂

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