Nodi, pochi ed essenziali

Nodi essenziali e corde

La capacità di manipolare il cordame a nostra disposizione è strettamente legata alla conoscenza dei differenti tipi di nodi utilizzabili con una particolare fibra e più adatti all’utilizzo a cui sono destinati.

Alcuni nodi sono impiegati per unire due o più funi, altri sono più o meno difficili da sciogliere, altri ancora indeboliscono ulteriormente o rafforzano leggermente la capacità di sostenere carichi da parte delle corde utilizzate.

Nell’arco dei millenni, molte popolazioni antiche si sono distinte per la manipolazione di corde e nodi: alcuni aghi e punteruoli usati per sciogliere nodi, realizzati in osso e risalenti a circa 100.000 anni fa, testimoniano come i nostri lontani antenati fossero in grado di manipolare varie tipologie di nodi.

La conoscenza di differenti tipi di nodi, in tempi moderni, è indispensabile per chi pratica l’alpinismo o la vela, oppure per chi ha la necessità di procurarsi un vantaggio meccanico nel sollevamento di carichi pesanti.

Per spiegare le caratteristiche delle innumerevoli varietà di nodi inventate dall’uomo nell’arco degli ultimi millenni occorrerebbe un manuale completo e specifico; ma la conoscenza di alcuni nodi relativamente semplici e considerati indispensabili rappresenta un semplice bagaglio di conoscenze che può tornare utile nelle occasioni più disparate.

Caratteristiche dei nodi

Ogni nodo ha determinate caratteristiche quali:

  • Forza: ogni nodo tende a diminuire la capacità di carico di una corda. Quando una corda annodata supera il suo punto di rottura, tende quasi sempre a rompersi in prossimità del nodo o in corrispondenza del nodo stesso;
  • Efficienza: il rapporto tra la capacità di carico del nodo e quella della corda non annodata con cui è stato realizzato. L’efficienza dipende dal materiale, dal metodo di fabbricazione di cordame, dal numero di fibre e da altri fattori come l’umidità o la lubrificazione delle fibre. In linea di massima, i nodi più utilizzati hanno un’efficienza compresa tra il 40% e il 70%;
  • Sicurezza: anche se un nodo non raggiunge il carico di rottura, può sempre sciogliersi. Un nodo sottoposto a tensioni dinamiche (che cambiano nel corso del tempo) è generalmente più soggetto a scioglimento rispetto ad un nodo a cui è attaccato un peso costante. Il nodo, inoltre, tende a “risalire” lungo la la corda in direzione opposta rispetto all’estremità sotto carico: prima o poi raggiungerà l’estremità opposta, rischiando di sciogliersi o deformarsi;
  • Rilascio: ogni nodo richiede una certa quantità di lavoro per essere sciolto volontariamente dopo essere stato sottoposto a stress: alcuni sono estremamente difficili da sciogliere, altri invece relativamente veloci e semplici.
Classificazione dei nodi

I nodi possono essere genericamente classificati in questo modo:

  • Nodi di arresto: utilizzati per arrestare la corsa della corda, come il nodo semplice o il savoia;
  • Nodi di giunzione: congiungono due corde temporaneamente, come il nodo piano e il nodo inglese;
  • Gasse: occhielli fissi utilizzati per assicurare la corda ad un oggetto, come il nodo gassa d’amante;
  • Scorsoi: i nodi scorsoi hanno un occhiello scorrevole che si chiude man mano che la corda è sottoposta a tensione, il tipico cappio;
  • Freni: rallentano lo scorrimento della corda, come il nodo mezzo barcaiolo;
  • Nodi di avvolgimento: avvolgono la corda attorno ad un oggetto o ad un’altra corda, come il nodo barcaiolo.
Nodi più comuni
Nodi essenziali
Nodi essenziali
Nodo semplice

Il nodo semplice è sicuramente antichissimo, estremamente facile da eseguire, usato anche per non far fuggire il filo dalla cruna dell’ago. Ha il difetto di non volersi più sciogliere se molto serrato o bagnato.

Nodo savoia

Il nodo savoia appartiene alla categoria dei nodi d’arresto. Questo tipo di nodo può presentare qualche problema con le cime elastiche in caso di cicli di carico e scarico a bassa tensione. Sicuramente è il più famoso nodo d’arresto, grazie soprattutto al pregio di non stringersi eccessivamente e di non usurare o indebolire il cavo.

Nodo piano

Il nodo piano è uno dei più comuni e semplici nodi di giunzione. È usato generalmente per unire due corde di uguali dimensioni. è inoltre utilizzato per terminare le legature.

Nodo inglese

Il nodo inglese conosciuto anche come nodo del pescatore o nodo d’acqua, è un nodo di giunzione che viene utilizzato per unire due capi corda. Se eseguito su corde di grosso e medio diametro il nodo diventa meno resistente del cavo e perciò di scarsa utilità.

Nodo mezzo barcaiolo

Il mezzo barcaiolo è un nodo che viene principalmente utilizzato in arrampicata e alpinismo per assicurare, tramite uno scorrimento controllato della corda, che vengano ridotti gli eventuali traumi di una caduta dello sportivo che sta salendo.

Nodo barcaiolo

Il nodo barcaiolo è un nodo bloccante che viene utilizzato per fissare una qualsiasi corda a un punto di ancoraggio. Esso deve probabilmente il proprio nome gergale al fatto che viene da sempre utilizzato, nei porti, per legare le cime delle barche agli ormeggi del molo.

Gassa d’amante

La gassa d’amante, chiamata anche nodo bulino, è un nodo ad occhiello. Dopo il semplice e il savoia, la gassa d’amante è il nodo più utile e facile da imparare. Può essere eseguito velocemente anche solamente con una mano, anche in condizioni d’emergenza e di maggior difficoltà.

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