Lo scoiattolo rosso

Scoiattolo rosso

Lo scoiattolo comune, o scoiattolo rosso europeo (Sciurus vulgaris) è un piccolo roditore arboricolo noto per le sue curiose abitudini alimentari. Nel corso della storia lo scoiattolo rosso è stato osservato, cacciato o venerato dagli antichi abitanti d’Europa, divenendo uno degli animali simbolo delle foreste del Vecchio Continente.

Habitat e rapporto con lo scoiattolo grigio

Le origini dello scoiattolo rosso sono europee, ma è possibile trovare questo roditore fino all’estremità orientale della Siberia, in Corea e in Giappone. In Europa lo scoiattolo rosso è in forte declino a causa dell’introduzione dello scoiattolo grigio nordamericano (Sciurus carolinensis), che entra in competizione per le risorse con lo scoiattolo comune ed è in grado di trasmettere il parapoxvirus, una malattia che non ha effetto sulla sua salute ma che colpisce pesantemente lo scoiattolo rosso.

Scoiattolo rosso

In Italia lo scoiattolo rosso tende ad essere assente nelle zone più antropizzate, come nella bassa Pianura Padana, nel versante adriatico costiero e nelle isole. In Valle d’Aosta lo si può trovare sino al limite superiore della vegetazione.

In Piemonte la sua sopravvivenza è messa in grave pericolo da una popolazione di scoiattoli grigi, introdotta accidentalmente negli anni ’40 del 1900. Gli scoiattoli grigi si stanno espandendo rapidamente e c’è il rischio che possano diffondersi su tutto il Nord Italia.

Caratteristiche dello scoiattolo rosso

Lo scoiattolo comune mostra una grande variabilità nel colore della pelliccia, con una gamma che va dal rosso al marrone scuro; molto spesso il ventre è coperto da pelo bianco e la criniera dorsale è più scura rispetto alla colorazione laterale. Il cambiamento di tonalità del pelo sembra essere legato a vari fattori ambientali, come la copertura vegetale, la stagione, l’alimentazione, e fattori di tipo genetico.

Uno scoiattolo comune supera difficilmente i 4 etti di peso ed è lungo circa 25 cm escludendo la coda, che può misurare da 15 a 20 cm. La coda svolge due funzioni fondamentali per la vita dello scoiattolo: consente all’animale di bilanciarsi durante i suoi spostamenti sugli alberi e consente allo scoiattolo di preservare calore durante il sonno fungendo da “sciarpa”.

Le zampe posteriori, più lunghe di quelle anteriori, consentono all’animale di spostarsi con agilità sul terreno, mentre le unghie e i cuscinetti plantari gli permettono di arrampicarsi sugli alberi. Come la maggior parte degli scoiattoli abituati a vivere sugli alberi, lo scoiattolo rosso è fornito di artigli affilati per facilitare la scalata o la discesa su quasi qualunque superficie.

Scoiattolo rosso

Per superare l’inverno, lo scoiattolo rosso crea nidi larghi 25-30 centimetri in corrispondenza di biforcazioni dei rami utilizzando pezzi di corteccia, erba, foglie e muschio, oppure sfrutta le cavità naturali dei tronchi d’albero o quelle scavate dai picchi. Data la natura solitaria dello scoiattolo rosso, il nido è di solito occupato da un solo individuo, ma in inverno può ospitare diversi scoiattoli che cercano di mantenersi caldi l’un l’altro.

La dieta dello scoiattolo

Lo scoiattolo rosso su nutre principalmente di semi come pinoli, ghiande, noci e nocciole, ma non disdegna affatto funghi, bacche e i germogli teneri di qualche pianta giovane. Più raramente mangiano le uova o i cuccioli di piccoli uccelli. Gli scoiattoli rossi tendono ad evitare noci e ghiande perforate da parassiti riconoscendole in base al peso: quelle troppo leggere hanno buone probabilità di essere state invase da qualche larva che si nutre del loro prezioso contenuto.

Lo scoiattolo rosso spende dal 60 all’ 80% del suo tempo a cercare cibo e nutrirsi, attività che svolge dal mattino fino al tramonto concedendosi una pausa a metà giornata per evitare il caldo eccessivo o nascondersi dagli uccelli predatori.

Scoiattolo rosso

Contrariamente allo scoiattolo grigio, lo scoiattolo rosso accumula il cibo in eccesso all’interno di piccole cavità degli alberi o, più spesso, formando pile di cibo sul terreno che possono raggiungere dimensioni notevoli. Anche se ricorda con una discreta accuratezza la collocazione dei depositi, lo scoiattolo rosso ha una memoria meno sviluppata di quella dello scoiattolo grigio.

La scelta di un luogo adatto per un deposito di cibo non è casuale: lo scoiattolo rosso preferisce punti di riferimento che può ricordare facilmente, come grossi alberi o cespugli dalla forma particolare. Quando è il momento di recuperare il cibo che ha immagazzinato, sfrutta tutti i suoi sensi per tentare di ricordare il punto esatto del nascondiglio: controlla se il terreno è stato smosso e inizia ad annusare aria e terreno alla ricerca di odori in grado di confermare la presenza di cibo.

Accoppiamento e cuccioli dello scoiattolo rosso

Nella prima fase dell’accoppiamento, un maschio di scoiattolo rosso rileva la presenza di una femmina nelle vicinanze basandosi sull’olfatto. Dopo averla localizzata e raggiunta, potrebbe essere costretto ad inseguirla per un’ora abbondante prima di poter riuscire ad accoppiarsi; in aggiunta, altri maschi potrebbero averla localizzata ed essersi lanciati all’inseguimento: solo lo scoiattolo dominante (generalmente il più grande e forte) riuscirà ad accoppiarsi.

Se non dovesse riuscire ad accoppiarsi al primo tentativo, un maschio avrà altre opportunità per trovare una compagna: gli scoiattoli rossi, sia maschi che femmine, si accoppiano con diversi partner nell’arco di una sola stagione riproduttiva.

Scoiattolo rosso

Lo scoiattolo rosso si può riprodurre due volte all’anno, generalmente a febbraio-marzo e tra giugno e luglio. La femmina, dopo una gestazione che dura quasi 40 giorni, può partorire fino a 4 cuccioli, anche se sono stati osservati parti da ben 6 cuccioli. Per poter dare alla luce dei cuccioli, la femmina deve raggiungere la giusta massa corporea: un peso inferiore alla media significa si traduce in una cucciolata più piccola.

I cuccioli di scoiattolo rosso pesano alla nascita tra i 10 e i 15 grammi, sono glabri, ciechi e sordi e la loro sopravvivenza dipende totalmente dalla madre per le successive quattro settimane: il pelo inizierà a crescere dopo circa 20 giorni, acquisteranno la vista dopo 3-4 settimane e lo sviluppo dei denti terminerà al 42° giorno.

Lo scoiattolo rosso ha un’aspettativa di vita media di circa 3 anni; gli individui più forti e sani raggiungono in natura i sette anni, mentre in cattività anche dieci. La sopravvivenza è legata alla disponibilità di semi di cui nutrirsi durante l’autunno-inverno; dal 75 all’ 85% dei giovani perisce durante il primo inverno, mentre al secondo inverno la mortalità scende al 50% circa.

Lo scoiattolo rosso e i nostri antenati
Ratatoskr, lo scoiattolo rosso dela tradizione norrena
Ratatoskr, lo scoiattolo rosso dela tradizione norrena

Lo scoiattolo non fa parte della mitologia greca o romana. È citato occasionalmente da alcuni autori per la caratteristica curiosa (secondo una credenza popolare) di farsi ombra con la coda nelle giornate assolate; da qui il nome greco skíouros (in latino sciurus) traducibile con “che si fa ombra”.

Secondo la mitologia norrena lo scoiattolo è sacro a Loki per via del colore rosso della pelliccia; per lo stesso motivo è anche caro a Thor, rosso di capelli.

Ratatoskr (“dente che perfora”) è, nella mitologia norrena, il nome dello scoiattolo che vive su Yggdrasill, l’albero cosmico. Ratatoskr percorre velocemente e senza sosta il tronco, passando dalle radici ai rami, facendo da messaggero per Níðhöggr, il grande serpente che si trova tra le radici, e la grande aquila in cima all’albero.

Per molti secoli lo scoiattolo rosso è stato cacciato per la sue pelliccia: in Finlandia veniva impiegato come moneta di scambio e ancora oggi si usa l’espressione “pelle di scoiattolo” (oravannakka) per riferirsi al denaro.

Il ramificato commercio di pelli di scoiattolo potrebbe essere stato alla base dell’epidemia di lebbra nordeuropea durante il Medioevo:  l’analisi genetica di un teschio appartenente alla “Donna di Hoxne”, scoperto nella contea di Suffolk, sembrerebbe collegare gli episodi di lebbra dell’ Inghilterra pre-normanna al commercio di pelli di scoiattolo con la Scandinavia. La ricerca, pubblicata su The Journal of Medical Microbiology, mette in stretta relazione l’elevata incidenza di lebbra nell’ Anglia orientale nel IX – X secolo con lo scoiattolo rosso, portatore del Mycobacterium Leprae, il batterio della lebbra.

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