Le navi vichinghe

Navi vichinghe

Le navi vichinghe rappresentarono una delle massime espressioni della tecnologia navale nordeuropea tra il IX e il XIII secolo. Costruite per essere veloci, leggere e resistenti, possedevano caratteristiche che le resero imbarcazioni adatte sia al mare aperto sia alla navigazione nelle acque basse di coste e fiumi.

Le caratteristiche delle navi vichinghe

I popoli norreni utilizzavano principalmente due tipi di navi: navi da guerra e imbarcazioni per il trasporto di merci. Le prime erano lunghe, leggere e veloci, mentre le seconde venivano realizzate concentrando l’attenzione sulla resistenza e la capacità di carico.

Le imbarcazioni utilizzate per le spedizioni di guerra non erano vere e proprie navi da guerra nel senso moderno del termine, ma navi per il trasporto di truppe. Non disponendo di armi pesanti o rostri in grado di danneggiare le navi avversarie, spesso diventavano vere e proprie piattaforme galleggianti che consentivano alla fanteria norrena di attaccare corpo a corpo il nemico.

Le navi vichinghe impiegate in guerra erano caratterizzate da uno scafo lungo, sottile e leggero, dotato di un pescaggio spesso inferiore al metro che consentiva non solo di superare un fondale basso e insidioso, ma anche di approdare su qualunque spiaggia semplicemente trascinando l’imbarcazione sulla riva. Il rapporto tra lunghezza e larghezza era generalmente di 7 a 1.

Una delle caratteristiche di molte navi vichinghe (ad eccezione di quelle impiegate per il trasporto merci o per i lunghi viaggi per mare) era la struttura simmetrica: poppa e prua erano pressoché identiche e consentivano di manovrare l’imbarcazione in modo agile e veloce, effettuando veloci cambi di rotta senza dover compiere manovre circolari. Questa caratteristica risultava molto utile durante la navigazione tra gli iceberg e il ghiaccio marino, situazione in cui sono richieste manovre veloci e repentini cambi di direzione.

Knarr vichinga, imbarcazione per i lunghi viaggi in mare aperto

Le navi da guerra disponevano di due metodi di propulsione: vela e remi. In mare aperto le vele consentivano di viaggiare molto più velocemente dei remi e di coprire lunghe distanze senza stancare inutilmente l’equipaggio. Le vele potevano essere issate o ammainate molto velocemente: secondo alcuni test effettuati su riproduzioni moderne di imbarcazioni norrene, in soli 90 secondi era possibile installare l’albero e dispiegare la vela.

Le navi non erano fornite di panche per rematori: per risparmiare spazio, l’equipaggio sedeva su casse che contenevano i loro beni personali, casse di dimensioni tali da consentire ad un rematore di sedere all’altezza giusta per manovrare il suo remo.

La struttura dello scafo di una nave da guerra consentiva di raggiungere velocità incredibili per un’imbarcazione dell’epoca: la media di navigazione si attestava a circa 9-18 km/h, ma in condizioni favorevoli una nave vichinga poteva raggiungere la velocità massima di quasi 30 km/h.

I tipi di navi vichinghe

Le navi vichinghe possono essere classificate in base alle caratteristiche dello scafo o ai dettagli di costruzione, ma la classificazione più comune è quella basata sul numero di postazioni per rematori.

Karvi

L’imbarcazione karvi (o karve) è la più piccola tra le navi vichinghe: per essere adatta all’uso militare doveva avere almeno 13 posti per rematori, anche se qualunque imbarcazione con 6 o più posti (fino a 16) veniva generalmente classificata come karvi.

Queste navi avevano un rapporto lunghezza/larghezza di 4:5:1 ed erano navi “multifunzione”, utilizzate per il commercio come per il trasporto di truppe in guerra. L’evoluzione delle navi karvi, le knarr, consentirono lunghi viaggi oceanici durante l’epoca dell’espansione vichinga.

Knarr

Le navi di tipo knarr furono impiegate per i lunghi viaggi in mare e per il trasporto di merci. Lo scafo ampio, profondo e più corto rispetto alle navi da battaglia (con un rapporto lunghezza/larghezza molto simile a quello delle karvi) rendevano queste imbarcazioni capienti e manovrabili da un equipaggio ridotto.

I knarr erano generalmente lunghi 16 metri, larghi 5 e potevano trasportare fino a 24 tonnellate di carico. Utilizzando i knarr i popoli norreni esplorarono tutto il Mediterraneo, scambiarono merci lungo il Baltico e trasportarono provviste alle colonie più lontane dell’ Atlantico, come l’Islanda e la Groenlandia.

Snekkja vichinga, imbarcazione per la guerra
Snekkja

La snekkja era una nave militare sottile dotata di almeno 20 posti per rematori e capace di trasportare 41 uomini. Era generalmente lunga 17 metri, larga 2-3 metri e dotata di un pescaggio di solo mezzo metro.

La snekkja era l’imbarcazione militare più comune. I Norvegesi costruivano snekkja con pescaggio più profondo rispetto ai Danesi, per riuscire ad attraversare agevolmente i fiordi e superare senza troppi problemi il clima dell’Atlantico.

Queste navi non avevano bisogno di porti per attraccare: venivano semplicemente trasportate sulla riva o spiaggiate. Il loro peso ridotto consentiva anche un trasporto “a braccia” per superare piccoli tratti di terraferma.

Skeid

Navi da guerra più grandi delle snekkja e dotate di almeno 30 posti per rematori. Una skeid poteva trasportare 70-80 uomini e poteva superare la lunghezza di 30 metri. La Roskilde 6, una skeid vichinga scoperta nel 1996 e risalente all’anno 1052, era lunga ben 37 metri.

Drakkar

Le informazioni che abbiamo sui drakkar vichinghi vengono principalmente dalle fonti storiche e dalle saghe. Apparentemente, l’unica differenza tra una skeid e un drakkar era il tipo di decorazioni dello scafo: i drakkar avevano prue intagliate, dalla forma di bestie minacciose come serpenti o draghi.

Secondo una delle interpretazioni fornite dall’archeologia, queste decorazioni servivano a tenere a bada i mostri marini che, stando alla mitologia norrena, popolavano il mare; le decorazioni del drakkar di Oseberg invece sembrano essere state eseguite come parte del rituale funebre delle due donne sepolte nel’imbarcazione.

La costruzione di una nave vichinga

Le navi da guerra vichinghe erano beni estremamente preziosi: la loro costruzione veniva generalmente commissionata in momenti di necessità, come durante una guerra o in preparazione dei raid primaverili ed estivi. Solo una persona dotata di grande ricchezza poteva possedere imbarcazioni da battaglia: generalmente erano di proprietà dell’intera comunità.

La prima, vera nave lunga norrena è la nave di Nydam, risalente al IV secolo. In questa imbarcazione si notano tutte le caratteristiche di base che, tra il VII e il XII secolo, avrebbero portato alla costruzione di snekkja, skeid e drakkar.

Sezione di una tipica nave vichinga che mostra la struttura dell'imbarcazione
Sezione di una tipica nave vichinga che mostra la struttura dell’imbarcazione

I costruttori di navi vichinghi non stendevano progetti o piani di costruzione, ma basavano tutto sull’esperienza maturata in passato. La chiglia e le costole che componevano lo scafo erano realizzate preferibilmente in legno di quercia (ma veniva impiegato anche frassino, olmo, pino e abete) tagliato seguendo le venature del tronco per sfruttare al massimo la resistenza e la flessibilità del materiale.

Il legname, prima di essere utilizzato, non veniva fatto stagionare ma era lasciato umido, talvolta collocato all’interno di paludi di torba per tutto l’inverno (periodo in cui venivano sospesi i lavori di costruzione) per evitare che si potesse seccare o che potessero generarsi crepe. L’uso di legno umido permetteva di piegarlo più agevolmente e di fargli mantenere la forma una volta asciutto.

L’albero che supportava la vela era alto fino a 16 metri e largo circa 25 centimetri. Era supportato da una struttura semicircolare chiamata kerling (“vecchia donna” nel linguaggio norreno) realizzata in legno di quercia e lunga fino a 6 metri.

Le vele erano in lana grezza, spesso rivestite da catrame di pino per impermeabilizzarle (la stessa procedura veniva applicata anche allo scafo). Anche se non abbiamo alcun esemplare di vela vichinga sopravvissuto fino ad oggi, si ipotizza che fossero larghe 11-12 metri e avessero una forma quadrata.

Le navi vichinghe avevano un timone laterale lungo circa 2,4 metri e fornito di una lama (la sezione immersa) lunga quasi due metri e larga 20-40 centimetri. Il più comune sistema di ancoraggio era costituito da un segmento di legno piegato a “U” e dotato di una pietra per appesantirlo.

Navi vichinghe celebri e repliche

drakkar

La nave di Nydam

Nave in legno di quercia scoperta nella torbiera di Nydam e risalente all’anno 310-320 d.C.. La nave è lunga 23 metri e larga 4; poteva ospitare fino a 15 coppie di rematori e pesava circa tre tonnellate.

Il drakkar di Oseberg

Non propriamente un drakkar ma un karvi, è lunga 21 metri e larga 5, con un albero alto 10 metri. Si calcola che la vela avesse una superficie di 90 metri quadrati e consentisse all’imbarcazione di raggiungere una velocità di 10 nodi. La nave fu utilizzata per la sepolture di due donne la cui identità resta ancora un mistero.

Nave di Gokstad

Imbarcazione del IX secolo scoperta a Gokstad, Norvegia. Attualmente è la più grande nave vichinga norvegese mai portata alla luce: è lunga 23,80 metri, larga 5 e probabilmente era in grado di ospitare 32 rematori e una vela di 110 metri quadrati, capace di spingere la nave ad una velocità di circa 12 nodi.

Roskilde 6

La nave vichinga più grande mai scoperta: lunga ben 36 metri, è stata scoperta a Roskilde, Danimarca. Nel’anno 1070 la nave fu fatta affondare deliberatamente, assieme ad altre quattro imbarcazioni, per bloccare l’accesso via mare alla città di Roskilde.

Draken Harald Hårfagre

Nave varata nel 2012 e costruita seguendo il più possibile le antiche tecniche norrene. E’ lunga 35 metri e ha un pescaggio di 2,5 metri. E’ in grado di ospitare 25 coppie di remi (ogni remo è manovrato da 2 rematori) e dispone di una rete dalla superficie di 300 metri quadrati.
Nel 2014, la nave ha compiuto il suo primo viaggio salpando dalla Norvegia per raggiungere, tre settimane dopo, le coste inglesi di Merseyside.

Nel 2016 invece iniziò la sua prima traversata atlantica seguendo una rotta che la portò a toccare le coste dell’Islanda, della Groenlandia, del Canada e degli Stati Uniti, raggiungendo in circa tre mesi il porto di Green Bay, Wisconsin.

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