Qual era il vero aspetto dei vichinghi?

Aspetto dei Vichinghi

C’è un’abbondanza di miti e leggende riguardo l’aspetto e la forma fisica dei vichinghi e, più in generale, dei popoli norreni dediti ai raid e ai saccheggi. C’è chi ritiene (a torto) che fossero sporchi e sciatti, chi invece pensa che fossero così robusti da somigliare molto ai moderni “palestrati”, nonostante l’altezza media dei nostri antenati vissuti nel IX-XI secolo fosse inferiore rispetto a quella moderna.

Potrà sorprendere sapere che i vichinghi erano tutt’altro che sporchi, ma tenevano molto al loro aspetto; erano forti e robusti, ma come qualunque altro popolo guerriero del loro tempo; ed erano etnicamente più eterogenei di quanto si possa immaginare, avendo esplorato quasi ogni angolo del mondo conosciuto e intrattenendo contatti commerciali con culture ben differenti dalla loro.

 

I vichinghi erano sporchi

Sporchi di terra, di sangue e poco propensi a lavarsi. E’ questa l’immagine che viene spesso dipinta quando si parla dei popoli norreni. La realtà, tuttavia, è ben diversa dall’immaginazione popolare.

“Diversi ritrovamenti archeologici hanno rivelato pinzette, pettini, strumenti per la pulizia delle unghie e delle orecchie e stuzzicadenti risalenti all’ era dei vichinghi” spiega Louise Kæmpe Henriksen, curatrice del Viking Ship Museum di Roskild. Tutte queste scoperte suggerirebbero che i vichinghi tenevano molto all’igiene personale e questa idea è supportata dalle fonti medievali dell’epoca.

Secondo Giovanni di Wallingford, autore di una cronaca medievale risalente al 1220 (circa due secoli dopo gli ultimi raid in Inghilterra), i vichinghi erano ben curati e tenevano molto al loro aspetto:

“[…] causarono diversi problemi ai residenti inglesi dato che erano, come i loro costumi dettavano, abituati a pettinarsi i capelli ogni giorno, a lavarsi ogni sabato, a cambiare i loro abiti di frequente e ad attirare l’attenzione su di loro in ogni modo. Così, insediavano la virtù elle donne sposate e persuadevano le figlie dei nobiluomini a diventare le loro compagne”.

“Dalle raffigurazioni sappiamo che i vichinghi avevano barbe e capelli ben curati. Gli uomini avevano frangette lunghe e capelli corti sulla nuca” continua Kæmpe Henriksen. La barba poteva essere lunga o corta, ma era sempre ben curata, con una rasatura quasi perfetta lungo il collo.

 

Le armi rivelavano lo status sociale di un vichingo

Asce e coltelli (come gli scramasax) erano armi comuni e indossate da chiunque. Anche le lance erano relativamente comuni, ma le spade avevano un costo tale da poter essere acquistate solo da individui di rango superiore. “Occorreva avere un elevato rango sociale per essere seppellito con una spada” sostiene Peter Pents, curatore al Danish National Museum. “Un vichingo ordinario poteva essere sepolto con l’ascia o il coltello. Le tombe mostrano una grande quantità di piccole asce, utilizzate sia per abbattere alberi sia per uccidere”.

“La spada era associata ad un prestigio del tutto differente. Nelle tombe è una chiara indicazione della presenza di un guerriero”. Chi poteva permetterselo, inoltre, indossava cotte di maglia per la protezione della parte superiore del corpo. Si trattava di un pezzo d’armatura costoso e difficile da costruire a causa delle centinaia di piccoli anelli metallici, acquistabile a caro prezzo o ottenibile come bottino di guerra durante gli scontri tra clan rivali.

Re Harald dal manoscritto islandese Flateyjarbók del XIV secolo
Re Harald dal manoscritto islandese Flateyjarbók del XIV secolo
I vichinghi erano simili all’uomo moderno

Ovviamente l’anatomia vichinga era pressoché identica alla nostra, ma con qualche differenza di statura e costituzione. L’altezza media era inferiore nell’ VIII-XI secolo, circa 8-10 centimetri in meno rispetto ad oggi. La loro costituzione erano più robusta della nostra, essendo abituati a svolgere regolarmente lavori nei campi. “E’ plausibile assumere che fossero più muscolosi di quanto tendiamo ad essere oggi, ma il loro aspetto era anche segnato dalle conseguenze del duro lavoro. L’ osteoartrite era, insieme ai problemi dentali, un fatto abbastanza comune” afferma Kæmpe Henrikse.

I vichinghi erano certamente di costituzione robusta rispetto alla media del tempo. Lo sport era incoraggiato e praticato su larga scala: lancio di giavellotti, wrestling, pugilato, sollevamento di pietre, nuoto e arrampicata costituivano vere e proprie discipline sportive tra i popoli norreni, che apprezzavano l’agilità e la forza. Lo sci era non solo uno sport ma anche un metodo di trasporto relativamente comune durante l’inverno e nelle regioni più settentrionali.

La dieta dei vichinghi era variegata per via dell’accesso a svariate rotte commerciali che facevano confluire in Nord Europa una discreta quantità di cibi provenienti da terre lontane. Nonostante questo, la loro alimentazione è considerata povera rispetto a quella moderna: i bambini crescevano più lentamente e non raggiungevano i livelli di sviluppo registrati in tempi moderni; la stessa dieta impediva di raggiungere in età adulta le altezze osservabili oggi tra i popoli scandinavi.

Il viso maschile e femminile, infine, erano molto più simili tra loro rispetto ad oggi. “E’ difficile determinare il sesso di uno scheletro risalente all’era dei vichinghi” dice Lise Lock Harvig del Department of Forensic Medicine all’ Università di Copenhagen. “I teschi degli uomini erano leggermente femminili e quelli delle donna un po’ più mascolini di quanto possiamo osservare oggi. Ovviamente questo non è valido per tutti gli scheletri dell’epoca, ma in via generale è difficile determinare il sesso”.

 

Dubgaill e finngaill

I vichinghi erano solo biondi o rossi, o c’erano altre “varietà”? Secondo gli annali irlandesi, i Danesi e i Norvegesi erano “scuri di pelle” (i primi) e biondi (i secondi), e definiti dubgaill o finngaill.
Attualmente c’è un dibattito in corso sul vero significato di questi due termini: secondo le interpretazioni tradizionali, i Danesi avevano la carnagione scura mentre i Norvegesi una carnagione chiara, ma una recente analisi condotta dai ricercatori David N. Dumville e Clare Downham sembrerebbe stabilire che questi termini fossero usati per determinare la permanenza più o meno lunga dei vichinghi in Irlanda: i dubgaill erano i nuovi arrivati mentre i finnegaill i residenti da lungo tempo.

Il Baltico era un luogo di convergenza di molte culture: navigatori e mercanti scandinavi, frisi, slavi, arabi e turchi entravano frequentemente in contatto per intrattenere rapporti commerciali. Secondo le più recenti scoperte archeologiche e le analisi dei testi dell’epoca, diversi popoli europei o mediterranei temevano a tal punto una mescolanza con il sangue norreno da emanare leggi per proibire matrimoni misti; questo significa che i vichinghi erano un mix più eterogeneo di quanto la cultura popolare abbia dipinto in tempi recenti.

What Vikings really looked like
Vikings were never the pure-bred master race white supremacists like to portray

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