Chi fu realmente Floki?

Chi fu realmente Floki

Uno dei personaggi più amati dal pubblico di Vikings è Floki, amico di Ragnar e costruttore della flotta che sbarcò in Gran Bretagna trasportando la Grande Armata norrena. Riguardo alle figure di Ragnar e di Lagertha esistono ancora molti dubbi sulla loro reale identità o sull’attendibilità storica delle fonti che li citano; per Floki invece la situazione è un po’ diversa: si tratta di un personaggio realmente esistito, conosciamo abbastanza bene la sua storia e sappiamo che fu il primo a navigare volontariamente verso l’Islanda con lo scopo di fondare un nuovo insediamento.

Flóki Vilgerðarson (questo era il suo nome) visse in Norvegia nel IX secolo e la sua storia è documentata dal manoscritto medievale Landnámabók, che descrive i dettagli dell’insediamento dei popoli norreni in Islanda tra il IX e il X secolo.

Il Landnámabók è un documento straordinario: nei suoi oltre 100 capitoli descrive con dovizia di particolari oltre 3.000 coloni e circa 1.400 insediamenti islandesi, fornendo anche una breve genealogia di tutti i 435 primi colonizzatori dell’Islanda.

Floki, probabilmente a capo del primo gruppo che si insediò sull’isola, fu il terzo nordeuropeo a raggiungere l’Islanda: Garðarr Svavarsson, svedese con possedimenti nella moderna Danimarca, fu costretto ad approdare sull’isola nei primi anni dell’ 860 dopo il naufragio causato da una tempesta; Naddoddr, anno 850, è invece considerato il primo vichingo a scoprire l’esistenza dell’Islanda (anche lui in modo fortuito) oltre che il primo norreno ad insediarsi sulle Isole Faroe (Fær Øer).

I viaggi intrapresi da Naddodd, Garðarr Svavarsson e Floki
I viaggi intrapresi da Naddodd, Garðarr Svavarsson e Floki

Flóki Vilgerðarson fu però il primo europeo a navigare verso l’Islanda con il preciso intento di fondare una colonia. Nell’anno 868 Floki partì dalla Norvegia in direzione Nord-Ovest nel tentativo di trovare la terra scoperta qualche anno prima da Garðarr Svavarsson, accompagnato dalla moglie Gró, dai suoi figli e da qualche centinaio di coloni. In corrispondenza delle Isole Shetland una delle sue figlie annegò in mare, ma l’avvenimento non fece desistere il navigatore norreno: continuò fino alle Isole Faroe, dove un’altra delle sue figlie si sposò.

Durante la sosta alle Faroe Floki prese a bordo tre corvi per aiutarlo a localizzare l’Islanda in mare aperto: da questo momento verrà conosciuto come Hrafna-Flóki (Corvo-Floki). Dopo aver guadagnato nuovamente il mare aperto, Floki iniziò a liberare i corvi nella speranza di localizzare l’Islanda: il primo corvo tornò alle Faroe, il secondo volteggiò per qualche tempo sopra la nave per poi atterrare sul ponte, mentre il terzo corvo volò verso Nord-Ovest senza fare più ritorno.

Secondo Floki il mancato ritorno del terzo corvo poteva avere un solo significato: la terra era vicina. Decise quindi di seguire la rotta verso Nord-Ovest fino a quando raggiunse una vasta baia che dava l’impressione di appartenere ad una grande massa di terraferma, scoprendo per primo la baia di Reykjavík.

Riserva naturale di Vatnsfjörður
Riserva naturale di Vatnsfjörður

Dopo aver individuato una località adatta allo sbarco (Barðaströnd, nella riserva naturale di Vatnsfjörður) i coloni costruirono un accampamento invernale in previsione della stagione rigida. Durante l’inverno, Floki riuscì a localizzare dalla cima di una montagna un grande fiordo (Ísafjörður) completamente ricoperto da frammenti di ghiaccio galleggiante; fu in questo momento che l’Islanda ottenne il suo nome: Floki battezzò l’isola Ísland, terra dei ghiacci.

Il fiordo ghiacciato convinse Floki e altri coloni a fare ritorno in Norvegia nell’estate successiva: secondo lui quella terra era quasi del tutto inutilizzabile, troppo poco fertile e fredda da poter sostenere una comunità di esseri umani.

L’ abbandono dell’Islanda non fu però causato soltanto dal terreno povero di nutrienti ma da problemi ben più gravi: sembra che Floki e i coloni avessero totalmente trascurato il bestiame e i piccoli orti dell’accampamento spendendo tutta l’estate a pescare e a cacciare; l’arrivo dell’inverno colse i norreni impreparati, il bestiame e gli orti finirono per cedere al gelo e l’accampamento si trovò a dover razionare i viveri.

Per quanto Floki parlasse male dell’Islanda al suo ritorno in Norvegia, altri coloni la descrivevano come una terra dura ma ricca di opportunità: Herjolf riteneva che l’isola avesse lati negativi bilanciati da altrettanti aspetti positivi, mentre Thorolf si meritò l’appellativo di “Thorolf di Burro” dopo aver sostenuto che ogni filo d’erba islandese era cosparso di burro.

Nonostante il suo iniziale parere negativo sull’abitabilità dell’isola, Floki fece ritorno in Islanda qualche anno dopo, vivendo nella terra dei ghiacci fino al giorno della sua morte. La valle in cui stabilì la propria dimora porta ancora oggi il suo nome: Flókadalur, la Valle di Floki.

Flókadalur, la Valle di Floki
Flókadalur, la Valle di Floki

Il viaggio di Floki ispirò molti norreni: il primo abitante permanente d’Islanda, Ingólfur Arnarson, prese il mare in compagnia della moglie e del fratello dopo aver sentito della scoperta di una nuova isola nell’Atlantico da parte di Flóki Vilgerðarson. Nell’anno 874 raggiunse l’Islanda per fuggire ad una faida iniziata in terra norvegese, trovò la baia che Floki aveva scoperto nel corso del suo primo viaggio e fondò la città di Reykjavík.

17 exhibits from the Icelandic Sagas
Hrafna-Flóki Vilgerðarson
Landnámabók – Fyrsti hluti


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