Khopesh, la spada a falce dell’ antico Egitto

Khopesh dell' antico Egitto

Il mondo antico era ricco di armi da taglio dalle forme più disparate: lame uncinate o ondulate sono solo alcune delle geometrie che gli antichi idearono per rendere più efficaci i loro strumenti di morte. Nell’elenco delle lame dalla forma insolita c’è il khopesh, una spada “a falce” in dotazione alla fanteria dell’ antico Egitto per oltre un millennio.

Il tipico khopesh era in bronzo (intorno al 1.200 a.C. si iniziò ad impiegare il ferro), lungo dai 50 ai 60 centimetri e dalla caratteristica lama ricurva che ricorda un falcetto, capace di offendere da un lato, contundere brutalmente dall’altro e afferrare il nemico grazie alla geometria ad uncino della sua punta.

L’origine esatta del khopesh è difficile da collocare sulla linea temporale: sappiamo che la sua prima apparizione documentata è sulla Stele degli Avvoltoi, una stele di origine sumerica risalente a circa 4.500 anni fa che rappresenta Eannatum, sovrano della città di Lagash, che impugna un khopesh. E’ possibile quindi che la tecnologia del khopesh sia giunta in Egitto tramite i Cananei o qualche popolazione mediorientale con cui gli Egizi intrattenevano scambi commerciali.

Khopesh decorato ritrovato a Nablus e risalente al XVIII secolo a.C.
Khopesh decorato ritrovato a Nablus e risalente al XVIII secolo a.C.

Nel corso dei secoli molti faraoni sono stati ritratti mentre impugnavano un khopesh, che col tempo sostituì la mazza come simbolo di regalità, o sepolti in compagnia di alcune di queste spade. Alcune di queste armi sono sono state affilate per l’impiego sul campo o riportano segni di usura, mentre altre sembrano essere state intenzionalmente realizzate senza un filo tagliente, suggerendo l’idea che i khopesh trovati in molte sepolture siano in realtà armi cerimoniali mai utilizzate in battaglia.

Il tipico khopesh veniva realizzato fondendo il bronzo e versando il metallo fuso in uno stampo: una volta raffreddato, lo stampo veniva aperto o rotto per estrarre la spada completa di manico, un unico blocco di bronzo che rendeva l’arma più resistente rispetto a quelle con lame innestate su impugnatura di legno o corno.

La lama del khopesh è tagliente solo nel lato esterno e periferico dell’arma (contrariamente alla falce, che ha il lato interno affilato), in corrispondenza della curvatura accentuata che dona a questa spada il suo aspetto caratteristico; il lato interno è invece arrotondato o piatto. E’ possibile che il khopesh si sia evoluto dalle asce “epsilon“, impiegate comunemente in battaglia dalle armate mediorientali e successivamente adottate anche dagli Egizi, che le usavano manovrandole con una mano sola per avere l’altra libera di impugnare uno scudo.

Khopesh del XV secolo a.C. scoperto a Gerusalemme
Khopesh del XV secolo a.C. scoperto a Gerusalemme

Il khopesh è un’ arma relativamente pesante in rapporto alla sua lunghezza. Lo spessore della sezione della lama può essere considerato eccessivo per gli standard moderni e il bronzo non è affatto una lega leggera; secondo gli archeologi, il khopesh ideale dovrebbe avere un peso compreso tra i 650 e i 750 grammi per essere manovrato con precisione, ma molti esemplari superano abbondantemente questo limite supportando l’ipotesi di un uso rituale di queste armi.

La forma del khopesh non offre particolari vantaggi per l’utilizzatore: la porzione tagliente della lama è relativamente ridotta rispetto a spade ricurve come le scimitarre e la forma stessa dell’arma conferisce al khopesh un baricentro spostato verso la punta, aspetto che può rendere meno efficace un fendente. Questo tipo di spada richiedeva inoltre una quantità superiore di metallo rispetto a lame di ferro dritte o ricurve in modo uniforme, anche se le metodologie impiegate per la fabbricazione di un khopesh erano decisamente più semplici di quelle utilizzate successivamente per la lavorazione del ferro.

Alcune delle tipologie di khopesh prodotte durante la Tarda Età del Bronzo. Fonte: The Tell Apek Khopesh
Alcune delle tipologie di khopesh prodotte durante la Tarda Età del Bronzo. Fonte: The Tell Apek Khopesh

Il khopesh forniva però un grande vantaggio nel combattimento contro un nemico armato di scudo di legno o pelle, molto usati tra le antiche popolazioni africane come i Nubiani: la porzione tagliente della lama, che appesantiva l’estremità dell’arma opposta al manico, era ideale per penetrare nel telaio di uno scudo e renderlo sostanzialmente inutilizzabile dopo pochi colpi potenti.

Anche se interamente realizzato in bronzo, un metallo più “morbido” dell’acciaio, il khopesh era un’arma estremamente efficace per la sua epoca. Alcune riproduzioni messe alla prova su carcasse di maiale hanno dimostrato di poter infliggere profonde ferite ai tessuti molli anche se impugnate da combattenti non esperti. Anche se non fosse stato in grado di lacerare i tessuti o le protezioni del nemico, il khopesh era comunque capace di causare traumi estesi e spesso fatali se inflitti a zone sensibili e delicate del corpo umano.

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