Timeline del nuoto dalla preistoria al 1700

Storia del nuoto - Caverna dei Nuotatori

Come per tutti gli altri primati del pianeta, il rapporto tra essere umano e acqua iniziò con una naturale diffidenza: fiumi, laghi e mari hanno rappresentato la casa di innumerevoli insidie letali per quasi tutto il corso della storia umana e la nostra goffaggine durante gli spostamenti acquatici ci rendeva particolarmente suscettibili ai rischi nascosti sotto la superficie.

Migliaia di anni fa tuttavia qualcosa cambiò: sfidando ogni scetticismo e qualunque rischio connesso alla grossa fauna acquatica o alle correnti, l’uomo iniziò a trascorrere sempre più tempo in acqua, per necessità o per intenti ricreativi, dando origine alle prime forme di nuoto.

8.000 a.C. circa

Sulle pareti della Caverna dei Nuotatori, una grotta nella regione di Gilf Kebir nel Sahara, vengono realizzate pittografie che raffigurano uomini intenti a nuotare. Durante la fine dell’ultima era glaciale, nella zona esisteva un lago di grandi dimensioni ormai totalmente sepolto dalla sabbia del deserto.

9.000 – 4.000 a.c.

Un sigillo scoperto in Egitto e risalente ad un periodo compreso tra gli 11.000 e i 6.000 anni fa raffigura quattro persone che, secondo l’interpretazione degli archeologi, nuoterebbero con una variante dello stile libero.

2.800 a.C.

Nel palazzo indiano di Mohenjo Daro, un’antica città dell’ Età del Bronzo sul fiume Indo, viene costruita un’enorme vasca soprannominata “Grande Bagno”, lungo 12 metri, largo 7 e profondo quasi 2.5 metri. La vasca, probabilmente la prima piscina della storia sopravvissuta fino ad oggi, è stata impermeabilizzata da un sigillante a base di catrame.

Il "Grande Bagno" di Mohenjo Daro
Il “Grande Bagno” di Mohenjo Daro
2.000 a.C.

A partire dal II millennio a.C. fanno la loro apparizione i primi riferimenti scritti al nuoto in opere come L’ Epopea di Gilgamesh, l’ Iliade, l’ Odissea e la Bibbia. Diversi bassorilievi e pitture murarie babilonesi ed assire dello stesso periodo raffigurano persone che nuotano a rana.

850 a.C. circa

Alcuni bassorilievi assiri, conservati nella Nimrud Gallery al British Museum, raffigurano alcuni nuotatori, probabilmente soldati intenti a guadare un fiume, che utilizzano anche supporti per il galleggiamento.

594 a.C.

Solone cerca di rendere obbligatorio il nuoto e la lira nell’educazione dei giovani ateniesi, senza tuttavia ottenere molto successo. Sappiamo però che tra gli antichi Greci il nuoto era un’abilità importante, se non addirittura fondamentale per ogni soldato imbarcato sulle triremi durante le guerre persiane.

36 a.C.

In Giappone si tiene la prima gara di nuoto documentata della storia.

II secolo a.C.

Tra i Romani il nuoto era un’abilità che distingueva simbolicamente un individuo funzionale per la società e un inetto. Moltissimi cittadini imparavano a nuotare fin dalla tenerà età e i soldati romani diventarono particolarmente abili negli spostamenti acquatici grazie al perfezionamento delle tecniche di nuoto apprese durante l’adolescenza e gli anni di servizio.

V secolo d.C.

Publio Flavio Vegezio Renato scrive Epitoma rei militaris (“l’ Arte della Guerra”), un testo che verrà impiegato fino in età medievale come manuale per la guerra. Vegezio sostiene che il nuoto fosse un’abilità fondamentale per qualunque soldato che si trovasse ad attraversare un fiume per una manovra militare.

476 d.C.

Con la caduta dell’ Impero Romano l’acqua perse popolarità e ogni contatto con essa era visto in cattiva luce, temendo addirittura di mettere a rischio la salute se ci si lavava troppo. Alcuni autori iniziarono a sostenere che nuotare fosse immorale quanto un atto sessuale.

VII-XI secolo d.C.

Nell’epica storia di Beowulf, redatta in forma scritta tra il 700 e l’anno 1000, l’eroe dimostra di essere particolarmente abile nel nuoto durante la sfida con il suo amico d’infanzia Breca. Beowulf perderà la sfida, attribuendo la sua sconfitta alle continue battaglie con mostri marini che l’eroe fu costretto ad intraprendere durante la competizione.

1539

Nikolaus Wynmann, un professore di lingue tedesco, pubblicò il primo libro sul nuoto dal titolo Colymbetes. Il suo scopo non era quello di popolarizzare il nuoto, ma di ridurre le perdite umane dovute all’annegamento. Il libro contiene i dettagli sul nuoto a stile libero e descrive alcuni strumenti utili al galleggiamento, come vesciche animali piene d’aria, fasci di canne di fiume e cinture di sughero.

Il primo manuale di nuoto moderno, "A short introduction for to learne to swimme" - Wikipedia
Il primo manuale di nuoto moderno, “A short introduction for to learne to swimme” – Wikipedia
1587

Everard Digby scrive il secondo libro sul nuoto della storia, dichiarando anche che l’essere umano poteva nuotare meglio di un pesce se addestrato nel modo più adatto. Il suo De arte natandi, scritto in latino su 40 pannelli di legno, illustrava diverse tecniche di nuoto, dallo stile libero al dorso.

1595

Christopher Middleton , poeta e traduttore inglese, pubblica “A short introduction for to learne to swimme“, un libro strutturato come un manuale di nuoto moderno completo di disegni e descrizioni dettagliate degli stili.

1603

L’imperatore giapponese Go-Yozei dichiara pubblicamente che i bambini in età scolare avrebbero dovuto applicarsi nel nuoto.

1696

L’inventore e scrittore francese Melchisédech Thévenot scrive “L’ Arte del Nuoto“, dettagliando con cura la tecnica di nuoto a rana. Il libro fu tradotto in Inglese e divenne lo standard per il nuoto durante le decadi successive.

Alternatives to schooling
Swimming
History of swimming

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