Timeline delle arti marziali fino alla fondazione del Tempio di Shaolin

Storia delle arti marziali

Molte persone tendono a considerare il Tempio di Shaolin come l’origine storica del concetto stesso di “arte marziale”. In realtà, la codifica di stili di combattimento fu una pratica molto diffusa ben prima della nascita del tempio cinese nel V secolo d.C.

In origine, Shaolin non era un luogo dedicato alla formazione di monaci combattenti ma un monastero di traduttori di testi buddisti dall’indiano al cinese. Nelle prime decadi del VI secolo fece la sua apparizione il monaco indiano Bodhidarma, il primo patriarca del Buddismo Chan in Cina e colui che istituì nel tempio il regime di allenamento fisico che sfociò nella nascita dello Shaolin Wushu, una delle più vaste e famose discipline marziali dell’intero panorama orientale.

La stele del 728 d.C. custodita tra le mura del monastero testimonia i primi due combattimenti dei monaci Shaolin: il primo, avvenuto nel 610 d.C., era volto alla difesa del monastero dall’attacco di banditi; il secondo, verificatosi nel 621 d.C., vide la partecipazione dei monaci alla Battaglia di Hulao per sconfiggere le truppe del generale Wang Shichong, colpevole di aver deposto l’imperatore Yang Tong.

Ben prima dell’avvento dei monaci combattenti cinesi molte civiltà del pianeta il mondo avevano sviluppato, in forma più o meno codificata o scritta, svariate forme di discipline marziali. In questo post ripercorro la storia delle arti marziali elencando alcune tappe fondamentali che portarono alla creazione delle tecniche di combattimento antiche e moderne.

 

8000 a.C.

Il primo torneo di Coreeda, forma di wrestling degli aborigeni australiani, si tiene circa 10.000 anni fa presso Cobar e viene immortalato con pitture rupestri ai piedi del Monte Greenfell. Secondo la tradizione aborigena, il Coreeda sarebbe stato inventato da un uomo-lucertola chiamato Beereun, che osservò lo stile di combattimento a mani nude del canguro rosso su consiglio di un enorme serpente parlante.

7000 a.C.

Alcune pitture rupestri scoperte nella provincia di Bayankhongor in Mongolia mostrano due uomini nudi intenti a praticare una forma di wrestling e circondati dalla folla.

XXX millennio a.C.

Alcuni rilievi sumeri mostrano scene di lotta a mani nude, uno stile di combattimento simile al pugilato. Circa un millennio dopo queste raffigurazioni si ripetono tra gli Assiri, i Babilonesi e gli Ittiti. L’ origine della boxe è sicuramente più antica dei Sumeri, ma non abbiamo reperti in grado di definire una data precisa per la sua nascita.

2697 a.C.

Compare il termine “jiao di” nella letteratura cinese, un termine che si riferisce ad un’antica arte marziale simile al wrestling utilizzata comunemente tra i soldati di Chiyou, acerrimo nemico dell’ “imperatore giallo” (Huang Di), e successivamente adottata da tutte le truppe cinesi dell’epoca. Intorno all’anno 1000 a.C. nel Jiao Di furono incluse tecniche come calci, pugni, blocchi, leve articolari e attacchi ai punti di pressione, oltre all’esercizio con l’arco e allo studio della strategia militare.

Scene di lotta nella tomba di Beni Hasan
Scene di lotta nel cimitero di Beni Hasan
XX secolo a.C.

Nell’antico cimitero egizio di Beni Hasan, risalente all’Età del Bronzo, vengono raffigurate tecniche di wrestling, alcune molto simili alle tecniche moderne. Si tratta della prima rappresentazione artistica conosciuta di uno stile di combattimento organizzato e codificato.

II millennio a.C.

Diverse fonti suggerirebbero che il pankration, l’arte marziale greca divenuta poi sport da combattimento durante le prime olimpiadi, era già in uso in Grecia circa 4.000 anni fa.

1700 – 1100 a.C.

All’interno dei Veda indiani sono contenuti numerosi riferimenti ad arti marziali, sia a mani nude che a mano armata. Anche se il wrestling in India sembra avere origini risalenti ad almeno 5.000 anni fa, il primo resoconto scritto che riguarda il Malla-yuddha (tecniche di wrestling tradizionali usate in India, Pakistan, Nepal e Sri Lanka) appare nel 1700 a.C.

1500 – 1300 a.c.

Alcuni rilievi egizi a Tebe mostrano pugili circondati da spettatori, suggerendo che lo sport fosse molto popolare al tempo. Nello stesso periodo appare in un affresco cretese la prima testimonianza di pugili protetti da guanti.

Spada di Goujian risalente al Periodo delle primavere e degli autunni
VIII secolo a.C.

Durante il Periodo delle primavere e degli autunni (722 a.C. – 481 a.C.) numerose opere letterarie descrivono dettagliatamente elaborate scene di combattimento con armi o a mani nude, lasciando intuire l’esistenza di sofisticati sistemi di combattimento.

VIII-VII secolo a.C.

Nel 776 a.C. si tengono le prime Olimpiadi greche. Tra gli sport più apprezzati c’erano il pugilato (sport olimpico dal 688 a.C.), il wrestling (dal 708 a.C.) e il pankration (introdotto nel 648 a.C.), uno sport che comportava ben poche regole e che utilizzava un mix di tecniche di pugilato, wrestling, calci e strangolamenti per sottomettere l’avversario.

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VI secolo a.C.

Nascono i primi 10 stili di Sastravidya, l’insieme di tecniche marziali indiane che prevede l’utilizzo di armi bianche.

V secolo a.C.

Verso il termine del Periodo delle primavere e degli autunni nascono diverse teorie di combattimento a mani nude, tra cui quella che include tecniche “dure” e “morbide”.

V secolo a.C. – IV secolo d.C.

Durante la Roma repubblicana e imperiale vengono ideate numerose tecniche di combattimento utili in ambito militare. Furono scritti diversi manuali d’utilizzo del gladius e di altre armi più o meno comuni, ma il combattimento uno contro uno non era incoraggiato durante l’addestramento militare, dando priorità alle tecniche e tattiche di gruppo che resero le legioni romani l’esercito più organizzato e temuto del suo tempo.

Arti marziali gladiatorie
264 a.C.

Si tengono i primi giochi gladiatori a Roma, nel Foro Boario, in onore della morte di Marco Giunio Bruto Pera. Nel corso dei secoli successivi i gladiatori perfezioneranno e codificheranno svariate tecniche di lotta nelle arene per incontrare i gusti del pubblico, che imparò ad apprezzare sempre più il combattimento tra guerrieri esperti e dagli stili complementari o coreografici.

III – II secolo a.C.

Nella letteratura indiana fa la sua prima apparizione il Kalarippayattu, una delle più antiche arti marziali orientali conosciute che conta ancora oggi decine di migliaia di praticanti. Il Kalarippayattu prevede il combattimento a mani nude o con armi tradizionali ed entrò a far parte dell’addestramento militare dei soldati indiani durante il periodo Sangam (dal III secolo a.C. al III secolo d.C.).

23 a.C.

Secondo alcuni documenti giapponesi redatti nell’ VIII secolo d.C., il primo incontro di sumo ebbe luogo nel 23 a.C. su richiesta dell’imperatore. Le regole del match prevedevano che il combattimento continuasse fino al ferimento grave di uno dei contendenti.

II secolo d.C.

Il frammento di papiro greco “Papyrus Oxyrhynchus III 466“, risalente al II secolo d.C., contiene tecniche e istruzioni sul wrestling greco e sulle prese più comuni. Attualmente rappresenta il più antico manuale europeo di arti marziali.

Bökh, il wrestling mongolo
Bökh, il wrestling mongolo
III secolo d.C.

Il Bökh, la forma di wrestling tradizionale mongolo, entrò a far parte dell’addestramento militare di ogni soldato sotto l’impero Xiongnu (206 a.C. – 220 d.C.). Inizialmente apprezzato come sport in grado di garantire forza, resistenza e agilità ad ogni soldato, il bökh divenne successivamente uno sport tradizionale durante festival come il Naadam.

III-IV secolo d.C.

Secondo la tradizione orale cambogiana, gli eserciti Khmer di 1700 anni fa utilizzavano un’arte marziale chiamata bokator. Questo stile di combattimento, sopravvissuto fino ad oggi, prevede l’uso di calci, ginocchia, gomiti, sottomissioni e combattimento a terra.

History of martial arts
Martial arts timeline
Shaolin Monastery

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