I rapaci piromani: l’uomo non è il solo animale che usa il fuoco

Rapaci e incendi boschivi

Il dominio del fuoco fu un traguardo fondamentale per l’evoluzione fisica, culturale e tecnologica dell’essere umano: con il fuoco si possono rendere alcuni alimenti commestibili o più facilmente digeribili, si possono realizzare strumenti o mettere in pratica strategie di caccia più produttive, e un fuoco da campo è spesso stato il fulcro delle attività sociali umane fin dalla sua scoperta.

Fino ad ora si è sempre pensato che il controllo del fuoco fosse una prerogativa tipicamente umana, una delle abilità che ci differenzia enormemente dal resto del regno animale; ma negli ultimi anni si sono accumulate prove del fatto che anche alcuni rapaci australiani sembra siano in grado di utilizzare deliberatamente le fiamme come strumento per aumentare le loro possibilità di caccia.

Nel 2016, l’ornitologo Bob Gosford documentò diverse occasioni in cui alcuni uccelli rapaci, come il nibbio bruno (Milvus migrans) e il falco bruno (Falco berigora), contribuivano attivamente alla diffusione di incendi boschivi naturali, un’abilità già nota agli aborigeni australiani ma spesso messa in discussione dalla comunità scientifica per assenza di prove.

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Le prove accumulate da Gosford non erano tuttavia in grado di dimostrare con certezza se i rapaci australiani contribuissero alla diffusione degli incendi in modo involontario o con un preciso intento. Per ottenere una risposta sulla natura del loro comportamento, Gosford ha speso il 2017 raccogliendo ulteriori testimonianze che sembrano confermare il fatto che nibbi e falchi australiani sfruttino le fiamme come strumento per facilitare le loro attività di caccia.

Gli oltre 20 rapporti da parte di altrettanti testimoni oculari raccontano di come alcuni rapaci siano stati osservati mentre afferravano col becco pezzi di legno ancora ardenti per trasportarli in aree non ancora colpite dagli incendi, appiccando deliberatamente fuochi boschivi per stanare le loro prede preferite.

Si pensa che questi uccelli traggano vantaggio dalle fiamme generate dai fulmini che spesso danno origine ad incendi boschivi nelle regioni settentrionali dell’Australia. L’incendio boschivo naturale è una dinamica ben nota in queste zone e che contribuisce a mantenere sano l’ecosistema: le piante locali si sono ormai adattate ad un ciclo di “distruzione e rinascita” e non risentono particolarmente degli effetti distruttivi del fuoco.

Nibbio bruno (Milvus migrans)
Nibbio bruno (Milvus migrans)

Un effetto secondario degli incendi boschivi è la fuga dalle fiamme degli animali terrestri: piccoli o grandi che siano, tutte le creature che vivono a contatto con la terra o che spendono il loro tempo sugli alberi sono naturalmente terrorizzate dalle fiamme e tendono ad allontanarsi al primo segnale d’allarme. Queste fughe dagli incendi sono ciò che i rapaci attendono con ansia: prima o poi le loro prede preferite saranno costrette ad uscire allo scoperto, in aree meno coperte da vegetazione (come zone di transizione) e che le rendono bersagli perfetti per questi uccelli predatori.

Evidentemente alcuni rapaci hanno ben compreso il nesso tra incendi boschivi e disponibilità di facili prede, così bene da aver imparato ad agire attivamente nella diffusione delle fiamme. Almeno tre specie di rapaci sono state osservate trasportare piccoli rametti in fiamme per oltre 50 metri su zone di terreno non ancora bruciate o che non si trovano lungo il percorso di un incendio, appiccando volontariamente il fuoco e attendendo che le loro prede uscissero allo scoperto.

In questo modo i rapaci australiani sono capaci di ottimizzare le loro strategie di caccia sfruttando la paura che le fiamme suscitano in ogni animale. Uno dei resoconti raccolti da Gosford riguarda un incendio boschivo a Kakadu: il vigile del fuoco Dick Eussen stava lottando contro le fiamme assieme ai suoi colleghi, ma non appena circoscrivevano un focolaio se ne generava immediatamente un altro dal lato opposto della strada.
Alla settima occorrenza di un nuovo focolaio non previsto, Eussen e i suoi compagni hanno scoperto il colpevole: un nibbio fischiatore (Haliastur sphenurus) prelevava continuamente rametti infuocati dall’incendio che i pompieri cercavano di domare per poi depositarli alle loro spalle, dando origine ad un altro focolaio e attendendo che piccoli roditori, anfibi o rettili uscissero allo scoperto.

Intentional Fire-Spreading by “Firehawk” Raptors in Northern Australia

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