L’acciarino antico e moderno

Acciarino e pietra focaia

Prima dell’invenzione dei fiammiferi moderni (avvenuta intorno alla metà del XIX secolo), i metodi più comuni per accendere un fuoco erano principalmente due: frizione e percussione. Le tecniche a frizione, tra cui il trapano ad arco, sono state impiegate fino ad epoche storiche relativamente recenti e non sono soltanto tipiche delle comunità semi-primitive. I popoli norreni, ad esempio, conoscevano benissimo il trapano a mano o ad arco, anche se le alternative a percussione disponibile all’epoca si rivelavano spesso più efficaci e veloci: l’ acciarino a pietra focaia o l’ acciarino metallico.

I metodi di accensione del fuoco basati sulla percussione, come l’acciarino, sono nati in tempi remoti utilizzando pietre dalla differente composizione in grado di produrre scintille se sottoposte ad un violento stress meccanico. L’evoluzione dell’acciarino primitivo verso quello metallico ebbe inizio con la capacità di controllare il contenuto di carbonio nei forni per la fusione del ferro, abilità che consente di creare acciaio.

L’acciaio che compone l’acciarino è essenzialmente un sostituto della pirite ferrosa utilizzata in combinazione con la selce / pietra focaia per la produzione di scintille. Rispetto alla pirite, l’acciaio ha diversi vantaggi:

  • Non viene eroso sensibilmente ad ogni percussione, contrariamente alla pirite. Un acciarino moderno in ferro-cerio ha una vita ben superiore alle 1.000 accensioni;
  • E’ in grado di creare scintille a temperatura più elevata rispetto all’impiego di pirite ferrosa. Le scintille sono inoltre più numerose e grandi se paragonate a quelle prodotte con la selce;
  • Consente di ottenere un tizzone anche in condizioni umide grazie all’alta temperatura delle scintille;
  • Un acciarino è sostanzialmente impermeabile e capace di funzionare anche se bagnato.
selce e pirite ferrosa
Selce (scura) e pirite ferrosa (brillante, a destra) pronte a colpirsi

Ma come si crea la scintilla? Ad ogni percussione, dall’ acciarino metallico vengono erose piccole schegge che possono innescare una piccola e veloce combustione. Le scintille vengono quindi dall’acciarino, non dalla selce.
Quando la selce viene colpita dall’acciaio o dalla pirite ferrosa (che svolge il ruolo di acciarino per via del suo contenuto di ferro), la sua durezza fa in modo che si stacchino piccole particelle metalliche dalla superficie ruvida dell’acciarino: la forza dell’impatto si rivela a volte sufficiente a scaldare i frammenti metallici al punto tale da “accenderli” non appena vengono a contatto con l’ossigeno atmosferico. Un acciarino realizzato con acciaio duro (ad alto contenuto di carbonio e temperato) produrrà scintille piccole e ad alta temperatura.

Per quanto l’acciarino si sia rivelato uno strumento utilissimo nell’arco dei secoli, una tecnica d’impiego non corretta o un’ esca non adatta possono comprometterne l’efficacia. Gli acciarini antichi, contrariamente a quelli moderni in ferro-cerio o magnesio, non presentavano superfici uniformi in grado di “slittare” tra di loro in modo consistente e dovevano essere utilizzati in modo differente:

  • Un acciarino antico funziona tramite la percussione: acciarino e selce devono colpirsi per creare scintille. Una barra di ferro-cerio invece può essere semplicemente sfregata per ottenere lo stesso risultato;
  • Un’asta di ferro-cerio o magnesio produce scintille a temperature molto più alte di un acciarino in acciaio, elemento che costringe ad posizionare l’esca (le migliori sembrano essere il fungo dell’esca o tessuto carbonizzato) a contatto diretto con la selce;
  • Un acciarino moderno può essere utilizzato da chiunque anche senza alcuna conoscenza delle tecniche tradizionali di accensione del fuoco;
  • Un’asta di ferro-cerio è più fragile di un acciarino in acciaio. Tende a rompersi se colpisce violentemente una superficie dura e la lunghezza dell’asta è una caratteristica che permette di produrre scintille in modo consistente;
  • L’acciarino di ferro-cerio permette di regolare la pressione sulla barra e di conseguenza la quantità e la direzione delle scintille prodotte, controllo non sempre facile con i metodi a percussione.
Acciarino in acciaio e frammento di selce su cui è stato posizionato un pezzo di tessuto carbonizzato come esca per le scintille
Acciarino in acciaio e frammento di selce su cui è stato posizionato un pezzo di tessuto carbonizzato come esca per le scintille

Ci sono due metodi comuni per massimizzare il risultato di un acciarino antico: il primo è quello di posizionare l’esca per il fuoco sopra al pezzo di selce da colpire (tecnica di solito impiegata per gli acciarini tradizionali in acciaio), mentre il secondo vede l’esca posizionata a terra o sotto la selce, un procedimento ideale quando si utilizza la percussione tra pirite e selce.
L’elemento comune per entrambi i metodi di utilizzo è il seguente: a causa della bassa temperatura delle scintille prodotte da un acciarino tradizionale o dalla percussione tra pirite e selce, l’ esca deve trovarsi il più vicina possibile alla fonte delle scintille per poterne accogliere almeno una capace di innescare la combustione prima che questa si spenga completamente o sia troppo fredda per essere efficace.

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Gli acciarini moderni, invece, non risentono delle problematiche di quelli tradizionali in acciaio o della combinazione pirite-selce. Anche se quelli al magnesio sono ora illegali in Italia, quelli al ferro-cerio si rivelano altrettanto efficaci e più sicuri.
Il ferro-cerio non è altro che una lega a base di ferro e cerio conosciuta per produrre schegge ad alta temperatura se sfregata da un oggetto metallico: la composizione metallica può variare molto, ma le barre di ferro-cerio più comuni sono composte dal 50% di cerio, 25% di lantanio, 19-20% di ferro e piccole quantità di altri metalli. Le scintille prodotte da una barra di ferro-cerio possono raggiungere i 3.000°C, un calore sufficiente ad innescare la combustione con un’infinità di materiali.

L’utilizzo di un acciarino di ferro-cerio è semplice anche per chi non ha mai utilizzato uno strumento simile:

  • Si impugna con una mano la barra di ferro-cerio e con l’altra l’oggetto metallico che dovrà eroderla. Molti acciarini di questo tipo vengono venduti con una piccola placca metallica pronta all’uso, ma è possibile usare qualunque oggetto d’acciaio, compreso il dorso zigrinato di un coltello;
  • Si posiziona il “percussore” sull’asta di ferro-cerio con un’angolo di 90-120 gradi;
  • Si fa scivolare l’oggetto metallico lungo l’asta applicando una pressione sufficiente a creare scintille.
  • Una tecnica alternativa (e che di solito fornisce maggiore controllo sulla direzione e sulla qualità delle scintille prodotte) prevede che il percussore metallico resti fermo mentre la barra di ferro-cerio viene fatta scivolare verso l’alto.

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