Eruzione del vulcano Toba, la più potente degli ultimi 25 milioni di anni

Eruzione vulcano Montserrat

In Indonesia, nella regione settentrionale dell’isola di Sumatra, si trova un lago chiamato Toba, lungo 100 chilometri e largo circa 30, collocato ad un altezza di circa 900 metri dalla superficie del mare. Questo lago, in realtà, è anche un supervulcano: il bacino lacustre non è altro che il cratere causato da un’eruzione vulcanica di proporzioni colossali che si verificò tra 69.000 e 77.000 anni fa.

L’eruzione del vulcano Toba fu probabilmente la più potente eruzione vulcanica registrata negli ultimi 25 milioni di anni. Questa eruzione catastrofica fu la terza di una serie di grandi eruzioni vulcaniche del Toba avvenute nell’ultimo milione di anni. La potenza fu tale che, sulla scala definita Volcanic Explosivity Index, è stata classificata oltre il grado 8 (definito “mega colossale”).

Mettendo a confronto l’eruzione del Toba con quella del Monte Tambora indonesiano del 1815, la differenza in magnitudine salta subito all’occhio: l’eruzione del Tambora, che causò l’inverno vulcanico chiamato l’ “Anno senza estate” (1816) nell’ Emisfero Nord, produsse 100 volte meno detriti rispetto a quella del Toba.

Volcanic Explosivity Index Toba

L’eruzione del Toba scagliò in aria un volume di 2-3.000 chilometri cubici di roccia fusa, 800 dei quali sotto forma di cenere che si depositò su tutta l’Asia meridionale coprendola con uno strato di 15 centimetri, con regioni come India e Malesia che vennero sepolte da strati di 6-9 metri di spessore.
L’eruzione riempì l’atmosfera di almeno 6 miliardi di tonnellate di anidride solforosa ed è facile immaginare gli effetti di questo gas combinato con l’acqua a decine di chilometri di distanza dall’eruzione.

Il flusso di lava emesso dal vulcano coprì un’area di 20-30.000 chilometri quadrati con uno strato di 50-150 metri di roccia fusa a 750°C (con alcune zone coperte addirittura da 400 metri di materiale lavico). La temperatura superficiale della lava si ridusse a circa 100°C nel giro di pochi giorni, ma la massa di roccia fusa sotto la superficie più fredda conservò un’elevata temperatura per un periodo molto più lungo.

Effetti dell'eruzione del vulcano Toba
Effetti dell’eruzione del vulcano Toba

L’eruzione del Toba causò un drastico calo delle temperature su tutto il pianeta, con un inverno vulcanico della durata di 6-10 anni: la temperatura media globale crollò di 3-5 gradi (con picchi di circa 15°C di riduzione in Groenlandia a due anni di distanza dall’evento) e la Terra, che già si trovava in un periodo di raffreddamento che sarebbe durato per circa 1000 anni, si raffreddò ulteriormente e il calo delle temperature già in atto subì un’accelerazione.

Uno degli effetti principali della presenza di così tanta cenere nell’atmosfera fu la riduzione della quantità di luce disponibile: non si sa con precisione quanta luce solare fu bloccata dalla cenere, ma le stime si aggirano tra il 25% e il 90%. Con una riduzione del 90% della luce solare, la fotosintesi delle piante si riduce ad un’efficienza del 25% (prendendo come 100% la quantità di luce disponibile in una giornata soleggiata estiva).
La linea degli alberi e della neve sulle montagne di tutto il mondo si abbassò di circa 2-3000 metri e la biomassa vegetale probabilmente diminuì dal 25% all’ 80%, con un periodo di recupero dopo l’inverno vulcanico della durata di almeno 30-50 anni.

L’eruzione del Toba causò anche effetti diretti sulla popolazione umana del tempo. L’evento vulcanico del Toba si verifica in un periodo in cui i nostri antenati stavano perfezionando la tecnologia della pietra e sviluppando i primi sistemi di culto legati ai fenomeni naturali. Le società umane del tempo (che convivevano con altri ominidi come i Neanderthal e i Denisova) era strutturate in tribù più o meno egalitarie e stavano esplorando le prime metodologie sofisticate di pesca e di conservazione del cibo (come l’ affumicatura della carne).

Supervulcano Toba

Anche se affrontando questo argomento si entra in un territorio di accese discussioni accademiche e di differenti risultati ottenuti da calcoli e modelli di simulazione, una parte del mondo scientifico sostiene che la popolazione umana subì un drastico calo numerico. Prima dell’eruzione, l’ Homo sapiens contava probabilmente 500.000 – 1 milione di individui sparsi per tutto il mondo, ma dopo l’esplosione del Toba la popolazione si ridusse in modo repentino e drammatico.

Secondo i sostenitori del “collo di bottiglia genetico” causato dall’eruzione del Toba (come Stanley Ambrose), dopo questo evento catastrofico rimase in vita una popolazione di Homo sapiens compresa tra i 1.000 e i 10.000 individui.
Le analisi genetiche condotte sui primi esseri umani moderni suggeriscono infatti che tra i 50.000 e i 100.000 anni fa la popolazione umana attraversò un periodo così duro da ridursi drasticamente di numero: tutti gli esseri umani moderni discendono da un piccolo gruppo di sopravvissuti (1.000-10.000 coppie) esistito 70.000 anni fa.

Le critiche all’ipotesi del collo di bottiglia genetico causato dal Toba non sono poche, ma è facile giungere alla conclusione che l’eruzione vulcanica più potente degli ultimi 25 milioni di anni abbia tragicamente cambiato lo stile di vita dei nostri antenati: ad esempio, un inverno vulcanico della durata di 6-10 anni sarebbe stato in grado di distruggere buona parte delle risorse alimentari disponibili ai cacciatori-raccoglitori del tempo, costringendoli ad adottare nuove strategie di sopravvivenza.

Lago Toba
Lago Toba

Oggi il cratere del Toba è uno stupendo lago che ogni tanto ci ricorda cosa si cela sotto il suo letto attraverso terremoti e sbuffi di fumo emessi da uno dei coni vulcanici secondari. C’è ancora attività vulcanica nel sottosuolo: pare che il Toba generi eruzioni di grande entità ogni 300-400.000 anni e la prossima (statisticamente parlando) dovrebbe verificarsi tra 200-300.000 anni.

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