Domesticazione dei cereali forse iniziata prima dell’agricoltura

Domesticazione cereali

I processi che portarono alla domesticazione di piante come grano, orzo e riso potrebbero essere iniziati molto prima di quanto dimostrano le testimonianze archeologiche in nostro possesso, in un periodo in cui i nostri antenati dell’ultima Era Glaciale non erano ancora diventati sedentari ma si limitavano a raccogliere le piante spontanee che incontravano lungo i loro spostamenti stagionali.

Un team di ricerca guidato da Robin Allaby della Warwick’s School of Life Sciences ha trovato prove genetiche del fatto che la pressione ecologica esercitata dai cacciatori-raccoglitori su grano, orzo e riso potrebbe essere stata sufficiente a costringere queste piante a mutare e adattarsi molto prima della loro effettiva domesticazione da parte dell’essere umano.

Ad esempio, l’uomo ha iniziato ad addomesticare e selezionare attivamente il “piccolo farro” (Triticum monococcum) circa 9500 anni fa in Medio Oriente, ma la ricerca di Allaby ha scoperto che gli esemplari selvatici di questa pianta iniziarono a mutare a partire da 30.000 anni fa probabilmente per effetto della pressione umana. L’orzo invece, già coltivato in Medio Oriente dal VII millennio a.C., avrebbe iniziato a mutare circa 21.000 anni fa.

I ricercatori sono stati in grado di tracciare la linea temporale dell’evoluzione di alcuni cereali prelevando materiale genetico dai resti millenari di semi o piante e analizzando la frequenza di evoluzione di loro geni.

Le piante selvatiche che si diffondono tramite semi hanno un gene che le rende in grado di disperdere la maggior parte dei propri semi per garantire una più alta percentuale di successo. Alcune di queste piante, come l’orzo, dispongono di un’ alterazione genetica che impedisce il rilascio ottimale dei semi una volta raggiunta la maturazione; queste piante sono la scelta più ovvia per raccogliere del maggior numero di semi e una raccolta incentrata sulle piante più produttive crea inevitabilmente una pressione evolutiva sia nelle piante “normali” che in quelle fornite della mutazione.

Per esempio, se in natura le piante che disperdono meno semi hanno un tasso di successo inferiore, le attività di raccolta da parte dell’essere umano aumentano notevolmente la possibilità di dispersione dei semi e di conseguenza il successo riproduttivo degli esemplari dotati della mutazione.

I ricercatori hanno analizzato questo gene che impedisce la dispersione dei geni ed effettuato calcoli per capire quando abbia iniziato a modificarsi rispetto alla sua “versione” non mutata, scoprendo che i cereali presi in esame hanno preso la strada della domesticazione molto prima di quanto precedentemente stimato e senza un intervento umano specificamente volto alla domesticazione di queste piante. “Questo studio cambia la natura del dibattito sulle origini dell’agricoltura” spiega Robin Allaby, “mostrando che alcuni processi naturali portano alla domesticazione sul lungo termine”.

Gli esemplari di riso asiatico (Oryza sativa) dotati di un gene per trattenere semi invece di disperderli, nell’arco di circa 1.000 anni tra il VI e il V millennio, sono passati dal 15% al 46,7% per via delle prime attività agricole di popolazioni sedentarie che vivevano lungo il Fiume Azzurro (Yangtze). Ma l’evoluzione relativa alla dispersione dei semi iniziò molto prima, almeno 13.000 anni fa, periodo in cui sembra non fossero presenti in Cina insediamenti stabili dediti all’agricoltura.

E’ possibile quindi che nostri antenati del Pleistocene raccogliessero riso, grano e orzo in abbondanza, così in abbondanza da sottoporre queste piante ad una pressione tale da farle adattare all’attività umana.
E’ anche ragionevole ipotizzare (senza per ora avere alcuna prova) che alcune attività agricole da parte di popolazioni stanziali iniziarono molto prima di quanto si sia portati a pensare dalle testimonianze archeologiche in nostro possesso, dando inizio alla selezione dei cereali e successivamente abbandonandola a causa dell’estremo cambiamento climatico causato dall’arrivo dell’ ultima fase dell’ era glaciale Würm, tra i 40.000 e i 10.000 anni fa.

Geographic mosaics and changing rates of cereal domestication

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