L’ Epopea di Gilgamesh cantata in sumero

Epopea di Gilgamesh cantata

L’ Epopea di Gilgamesh è un ciclo epico di origine sumera, probabilmente il più antico mai redatto e certamente il più antico sopravvissuto fino all’età moderna. Narra le vicende di Gilgamesh, leggendario re di Uruk, e ha avuto influenze incredibilmente vaste e profonde su tutta la letteratura (anche religiosa) europea e asiatica, tanto che le analogie con tra il testo sumero e determinati riferimenti biblici (come il Diluvio universale e il Giardino dell’ Eden) porterebbero a ritenere che alcuni episodi della Bibbia siano stati copiati e riadattati dall’Epopea di Gilgamesh.

Il musicista canadese Peter Pringle ha realizzato una versione cantata dell’inizio dell’ Epopea di Gilgamesh cercando di attenersi a certi parametri storici, come l’utilizzo dello strumento musicale sumero “gish-gu-di” fornito di corde tradizionali in budello e cantando nell’antico linguaggio della prima versione dell’ Epopea, quella sumera risalente al 2100 a.C. circa.

Anche se il sumero è una lingua ormai morta da circa tre millenni, sappiamo che influenzò profondamente il linguaggio Babilonese di origine accadica, la lingua franca del Medio Oriente e conosciuta anche da alcuni popoli di commercianti e navigatori europei, come i Fenici. La pronuncia di Pringle non è quindi da considerarsi come storicamente esatta, ma è comunque fondata su uno studio dei suoni delle lingue accadiche e delle loro influenze sui linguaggi moderni.

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2 Comments on “L’ Epopea di Gilgamesh cantata in sumero”

  1. non è il più antico poema sumero che conosciamo. Anzi è probabilmente molto posteriore al racconto della discesa agli inferi di Inanna. Comunque, come riferimento per questo tipo di letteratura, consiglio Jean Bottero – Samuel Noah Kramer “Uomini e dei della Mesopotamia”, Einaudi

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