Tracce e impronte degli animali: piste, tane e segni di alimentazione

L’abilità di trovare, interpretare e seguire le tracce e le impronte degli animali fu di estrema importanza per i nostri antenati cacciatori-raccoglitori. La caccia primitiva era basata su estenuanti inseguimenti della preda allo scopo di sorprenderla nel suo ambiente naturale, cosa per nulla semplice se si tratta di animali dai sensi molto più sviluppati dei nostri e che spesso lasciano tracce quasi invisibili sul territorio.

Nel corso dei millenni si sono evolute numerosissime tecniche d’inseguimento, alcune generiche e applicabili in molteplici situazioni, altre più specifiche o utilizzabili solo con una specie o sottospecie.

La capacità di interpretare le tracce animali, tuttavia, non si limita soltanto alla conoscenza della forma delle impronte o all’ identificazione di peli, piume ed escrementi: molti esperti la definiscono “arte” perché richiede anche la facoltà di sapersi calare nei panni dell’animale anticipando e prevenendo le sue azioni future. Questo livello di abilità si raggiunge soltanto con una pratica costante e un’intima conoscenza della fauna locale.

Non spaventatevi: per iniziare a riconoscere e seguire le tracce degli animali non è necessario essere un Boscimano o trovarsi nell’ outback australiano. La nostra penisola offre moltissime occasioni per imbattersi in un’impronta o in un elemento insolito del territorio riconducibile all’attività di animali, basta solo prestare la sufficiente attenzione all’ambiente che ci circonda e avere qualche nozione di base.

Osservare il territorio e il terreno

Ogni animale ha un territorio preferito in cui può trovare cibo, acqua e riparo dai predatori. Nella maggior parte degli ambienti è possibile individuare delle “isole” in cui alcuni animali potrebbero trovarsi a loro agio, specialmente gli erbivori; e una volta localizzato un erbivoro, generalmente il carnivoro che lo preda prima o poi si farà vivo.

Il tipo di terreno è il primo elemento da osservare. I migliori terreni per individuare e seguire le tracce degli animali sono quelli fangosi o di sabbia umida: su questo tipo di terreno le tracce possono persistere per giorni interi con le giuste condizioni atmosferiche.
Anche la neve è un ottimo strato capace di catturare le impronte di un animale, ma con l’aumentare della profondità potrebbe alterarle e renderle difficili da riconoscere. La neve migliore è quella fresca e sottile caduta su una superficie rigida: si imprimeranno impronte molto chiare, specialmente se la neve si sta sciogliendo.

Impronte lasciate sulla sabbia in una zona di transizione
Impronte lasciate sulla sabbia in una zona di transizione che ho scoperto lungo il Ticino

Gli ambienti in cui è più semplice trovare tracce o impronte di animali sono generalmente le “zone di transizione” tra campi, boschi e corsi o specchi d’acqua. Queste aree, specialmente se attraversate da “animali indicatori” come roditori, conigli selvatici e cervi, sono eccellenti per individuare le tracce di erbivori più o meno grossi o rimanere in attesa di carnivori e onnivori di passaggio.

Gli animali, come l’essere umano, tendono ad essere abitudinari e a scegliere lo stesso percorso usato in passato per raggiungere l’acqua o il luogo usato per dormire. Proprio come noi, seguendo il percorso di minima resistenza per lungo tempo gli animali formano delle piste semi-permanenti, considerate le “autostrade dei boschi”. Spesso sono sfruttate anche da altri animali più piccoli perché trovano un vero e proprio sentiero battuto da seguire per soddisfare i loro bisogni primari.

pista animale
Qualche animale di discrete dimensioni ha lasciato tra la vegetazione del Ticino questa pista

Talvolta è possibile imbattersi in piste meno evidenti e battute che deviano dalla pista principale per dirigersi nel fitto della boscaglia o verso specchi d’acqua. Questi percorsi sono generalmente utilizzati da una sola specie ed è possibile determinare il tipo di animale e le sue abitudini analizzando la dimensioni e le caratteristiche della pista.

Queste piste sono probabilmente il posto ideale in cui cercare di individuare le tracce degli animali che le hanno percorse. Spesso è possibile trovare segni del passaggio di un animale come impronte, piante masticate o graffiate, peli o rami rotti; analizzandoli con cura e calandosi nei panni degli animali locali, è possibile capire cosa ha lasciato il segno del suo passaggio.

Tana con ingressi multipli
Tana con ingressi multipli, anch’essa in zona Ticino

Un altro elemento a cui prestare attenzione è l’area in cui un determinato animale tende a ripararsi o a trascorrere il suo tempo di inattività. Buchi e gallerie scavate nel terreno indicano che un piccolo animale, spesso un roditore come un’ arvicola o un coniglio, ha trovato una casa in quel punto; animali più grandi, invece, tendono a dormire all’aperto, lasciando un’impronta di erba schiacciata o terreno smosso. In genere queste zone si trovano nel fitto della boscaglia per nascondere l’animale dai predatori e consentirgli di percepire in anticipo una potenziale minaccia.

tracce animali rosicchiatura
Ramo rosicchiato

La vegetazione può fornire importanti indizi per identificare un animale dal modo in cui è stata intaccata. Segni di strofinamento e scortecciamento sui tronchi degli alberi, ad esempio, possono indicare il passaggio di animali come alci e cervidi, orsi oppure grandi felini, noti per l’abitudine di “farsi le unghie” su superfici ruvide. Animali più piccoli invece, come scoiattoli e conigli, lasciano segni più netti sulla corteccia, anche in assenza di palesi segni di denti.

Osservando la vegetazione nella sua interezza è spesso possibile individuare le linee di brucatura: gli animali che brucano tendono a mangiare ciò che trovano a portata di muso, senza dover compiere sforzi eccessivi per raggiungere foglie o frutti troppo in alto o in basso; questo comportamento genera una linea di brucatura, una fascia di vegetazione spoglia che si estende orizzontalmente ad un’altezza determinata dall’animale che l’ha prodotta.

Le abitudini alimentari di molti animali, predatori o prede che siano, lasceranno tracce che non sfuggono ad un occhio attento e che possono fornire numerosissimi indizi: ghiande, noci e nocciole rosicchiate, ad esempio, possono rivelarci chi si è alimentato di loro analizzando il modo in cui il guscio è stato violato. I funghi, invece, vista la loro consistenza, riescono a mantenere per un certo tempo l’impronta del morso di un animale, permettendoci di capire se si trattava di un roditore o di un altro animale.

animali peli
Ciuffi di pelo, probabilmente di coniglio

Dopo un’uccisione, un predatore lascia spesso i resti della preda sul posto o nel luogo in cui l’ha consumata, permettendoci di identificare chi è il colpevole e chi la vittima. Penne e piume, peli e ossa possono aiutarci a determinare le specie coinvolte e a capire a quando risale lo scontro.

E’ possibile determinare il passaggio di un animale anche da segnali a volte molto più sottili e difficili da interpretare:

  • Rugiada: un animale di passaggio tende a far cadere a terra le gocce d’acqua o a intrappolarle nella sua pelliccia, lasciando una pista opaca in un campo coperto di rugiada;
  • Depressioni nelle foglie: un animale di passaggio esercita pressione con la zampa su un letto di foglie, lasciando un piccolo incavo spesso visibile solo quando la pista si trova tra voi e il sole: con questa angolazione della luce, sarà possibile vedere impronte e depressioni spesso invisibili sfruttando le zone di luce e ombra.

Continua con la serie “Tracce e impronte degli animali”:

Parte 1: Piste, tane e segni di alimentazione
Parte 2: Fatte e borre
Parte 3: Impronte di mammiferi
Parte 4: Impronte di uccelli

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