Catrame di betulla

catrame di betulla

L’utilizzo nell’Europa settentrionale del catrame di betulla come mastice di qualità superiore risale ad almeno 200.000 anni fa. Ne sono state trovate tracce (con tanto di impronta di un pollice impressa sul catrame) su una punta di lancia Neanderthal, noti per distillare la corteccia di betulla per molteplici finalità. Pezzi di catrame di betulla utilizzato come gomma da masticare risalgono ad almeno 11.000 anni fa. L’ ascia di rame di Otzi, vecchia di 5.300 anni, era stata saldata con catrame di betulla.

Il catrame di betulla di betulla è un materiale plastico sensibile alla temperatura che si presenta allo stato solido a temperatura ambiente, ma non appena si raggiungono i 30°C inizia ad ammorbidirsi fino a prendere fuoco una volta raggiunta la temperatura di 180°C, facilmente ottenibile con qualunque fiamma viva. La sua sensibilità termina lo rendono un’ ottimo collante e impermeabilizzante, facile da trasportare allo stato solido e da utilizzare dopo una breve esposizione al calore.

Il catrame di betulla non viene estratto direttamente dal tronco dell’albero, come lo sciroppo di betulla. Viene creato riscaldando la corteccia di betulla in un contenitore-forno con uno scarso afflusso d’aria (sigillato da un coperchio forato, ad esempio), un procedimento simile a quello usato per creare il carbone di legna. L’ olio di corteccia di betulla trasuderà dalla corteccia e scorrerà verso il fondo del contenitore.

Per raccogliere l’olio, viene praticato un piccolo foro in fondo al contenitore e posizionato un altro recipiente sotto terra o in un bagno d’acqua, per consentire all’olio colato di raffreddarsi. La corteccia di betulla viene inserita nel forno in posizione verticale per aiutare l’olio a scivolare per gravità verso la parte inferiore del contenitore. Il forno può essere una struttura di terra, roccia o argilla, oppure un vaso di argilla o una lattina. Se si utilizza un forno naturale di argilla e roccia, è possibile scavare un buco nel terreno in cui inserire il recipiente di cattura dell’ olio.

Il fuoco deve ardere dalle 4 alle 8 ore per poter estrarre ogni residuo d’olio contenuto nella corteccia. Dopo che il fuoco si è spento è possibile estrarre il recipiente di raccolta dell’olio. L’olio di corteccia di betulla ha l’aspetto di olio per motori e un odore molto pungente.

Per ottenere il catrame dall’olio, invece, è necessario far bollire lentamente l’olio per eliminare l’acqua in eccesso e far addensare il composto. I vapori sprigionati dall’olio in ebollizione sono molto infiammabili ed è consigliabile svolgere questa attività all’aperto e prestare molta attenzione quando si manipola il recipiente dell’olio.

Ad intervalli regolari sarà indispensabile verificare se si è raggiunta la giusta densità lasciando raffreddare il contenitore per qualche minuto ed immergendolo in acqua fredda. Se in breve tempo l’olio non raggiunge lo stato solido, occorre rimetterlo sul fuoco per eliminare altra acqua. Questo procedimento di verifica della densità deve essere costante e frequente, dato che l’olio può facilmente bruciarsi facendo fallire il vostro tentativo di ottenere del catrame di betulla.

Il catrame di betulla così ottenuto è assolutamente a prova d’acqua e può essere utilizzato per sigillare cuciture in cuoio su mocassini, stivali o qualunque oggetti necessiti di una copertura impermeabile. E’ stato addirittura utilizzato nell’antichità su vasta scala per impermeabilizzare la chiglia delle antiche navi di legno e come repellente per i molluschi che si attaccano allo scafo.

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