Le piante prima della domesticazione

Piante non addomesticate

Tutta la frutta, la verdura e i tuberi che mangiamo oggi sono frutto di un processo di domesticazione spesso iniziato migliaia di anni fa e culminato con l’ottenimento di piante in grado di massimizzare la produzione di materiale commestibile, migliorare il sapore delle varietà selvatiche o eliminare tossine potenzialmente pericolose.

Mais, angurie e banane non sono emersi con la forma che oggi conosciamo: osservando una banana delle origini è assai difficile classificarla in relazione alle varietà moderne più diffuse. Stesso discorso vale per molta altra frutta o svariate qualità di ortaggi, totalmente irriconoscibili dai loro antenati grazie a secoli o millenni di selezione artificiale operata dall’uomo.

 

Mais

Mais prima della domesticazione
Le grosse pannocchie di granturco che oggi possiamo gustare sulle nostre tavole sono frutto di selezioni e incroci iniziati oltre 10.000 anni fa in Messico allo scopo di produrre cibo di prima necessità in quantità.
Prima della domesticazione, le piante di mais avevano pannocchie lunghe 2-3 centimetri composte da 20-30 semi e ogni pianta ospitava una singola pannocchia; dopo secoli di selezione artificiale attuata dai nativi americani, il mais fu in grado di far crescere più pannocchie lunghe oltre 10 centimetri su una sola pianta.

Grano

Grano prima della domesticazione
La domesticazione del grano risale ad almeno 10 millenni fa e fu un mix di intervento umano e casualità: i semi delle varietà selvatiche tendono a staccarsi più facilmente dalla loro sede e a cadere a terra ad eccezione dei semi più voluminosi, facilitando la raccolta e di conseguenza la selezione di piante più produttive e dai semi che non si staccano disperdendosi nel terreno.

Carota

carota prima e dopo la domesticazione
La carota fu inizialmente coltivata per le sue foglie aromatiche e i suoi semi, fino a quando non si scoprirono le potenzialità alimentari della sua grossa radice. Inizialmente il sapore era molto amaro e legnoso, ma la selezione attuata dall’uomo culminò con una radice dolce e più tenera da masticare, la varietà moderna di carota.

Pesca

Pesca prima della domesticazione

L’origine della pesca è probabilmente cinese, come testimoniano alcuni reperti risalenti a circa 6.000 anni prima di Cristo. Erano il cibo preferito di re e imperatori, anche se il loro aspetto era del tutto differente da quello moderno. Dopo millenni di selezione, le pesche sono 16 volte più grandi dei loro antenati selvatici e contengono oltre il 25% in più di succo.

Anguria

Anguria prima della domesticazione
L’ anguria è una pianta che sembra abbia avuto origine in nella parte meridionale dell’Africa, regione in cui cresce ancora spontaneamente e in svariate varietà selvatiche. La sua domesticazione risale ad almeno 4.000 anni fa fino ad arrivare in tempi molto più recenti alle varietà moderne di anguria: fino al XVII secolo, infatti, l’anguria era suddivisa in 6 cavità a forma di spicchio, aveva meno polpa commestibile rispetto alle varietà moderne e conteneva numerosi semi.

Melanzana

Melanzana prima della domesticazione

La melanzana in passato si presentava in diverse forme e colori, dal blu al giallo, dalla forma sferica o oblunga; i fiori e le foglie erano tossici se consumati in gran quantità. La melanzana moderna invece è scura, violacea e oblunga, è ricca di polpa ed è semplicemente deliziosa. La sua domesticazione ha inizio nella preistoria in Asia, ma il primo documento scritto sulla coltivazione della melanzana risale al 544 d.C. ed è contenuto nel trattato cinese Qimin Yaoshu. La melanzana fu introdotta dalle popolazioni arabe nelle regioni del Mediterraneo in epoca medievale.

Banana

Banana prima della domesticazione
La banana ha una storia antichissima e la sua domesticazione risale ad almeno 10.000 anni fa, rappresentando uno dei primissimi esempi di domesticazione nella storia dell’essere umano moderno. La banana ha origine nel sudest asiatico ed è una pianta sempreverde il cui tronco è, al contrario di un albero, composto da strati compatti di foglie. La domesticazione della banana ha portato, nell’arco degli ultimi secoli di selezione artificiale e di riproduzione tramite talea, ad una scarsa varietà genetica lasciando in esistenza solo una manciata di cultivar (razze) di banana che condividono la stragrande maggioranza del loro corredo genetico; tra queste c’è la famosa Cavendish, la varietà più prodotta ed esportata al mondo e che occupa quasi completamente il mercato.
La scarsa varietà genetica della banana ha portato a disastri naturali ed economici notevoli: la coltivazione di una varietà “cugina” della Cavendish, la Gros Michel, è diventata impraticabile su larga scala per via di un fungo che ne ha decimato la produzione negli anni ’60 del 1900. Prima di quel periodo, quasi tutte le banane in commercio erano di varietà Gros Michel, ma il fungo che causa la “malattia di Panama” trovò un bersaglio ideale in questo cultivar di banane e sterminò la quasi totalità delle piantagioni sudamericane nell’arco di qualche anno.

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4 Comments on “Le piante prima della domesticazione”

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