Bollitura dell’acqua con pietre

Bollitura dell'acqua

La bollitura dell’acqua tramite l’utilizzo di roccia rovente è probabilmente il primo metodo di bollitura utilizzato dall’essere umano nell’arco della sua evoluzione tecnologica, specialmente nelle regioni temperate in cui la cottura del cibo in acqua è molto frequente.

La bollitura tramite pietra consiste nell’immergere in un contenitore pieno d’acqua alcune rocce roventi. Le rocce trasferiranno all’acqua il calore accumulato, portandola a temperatura di ebollizione.

Una delle ipotesi sulla nascita di questo metodo di bollitura dell’acqua suggerisce che gli ideatori non avessero a disposizione carne adatta ad essere cucinata sulla fiamma diretta, ma perfetta per la realizzazione di zuppe e stufati. Un’altra ipotesi è che fosse preferibile inserire piccole quantità di carne in uno stufato (arricchendo il brodo di grassi e proteine) condiviso dall’intera comunità che suddividere le poche proteine disponibili in minuscole porzioni.

La bollitura tramite roccia non è un procedimento esente da pericoli: una pietra incandescente a contatto con l’acqua può facilmente produrre una reazione esplosiva in grado di scagliare schegge di pietra capaci di ferire.
Per limitare il pericolo di esplosione, si tende a preferire rocce raccolte in luoghi secchi: l’umidità accumulata da pietra estratta nei pressi di un fiume, ad esempio, potrebbe far accumulare vapore all’interno della roccia poco dopo averla avvicinata alla fiamma, causando una reazione esplosiva. Per ragioni differenti ma reazioni analoghe, si tende ad evitare anche quarzo e ossidiana.

La roccia ideale può essere trovata a colpi di tentativi gettando nella fiamma differenti tipi di pietra a grana fine. Dopo essersi allontanati per evitare che le schegge di un’esplosione vi colpiscano, se non si verificano reazioni violente dopo una ventina di minuti e la roccia è rimasta intatta, può essere considerata adatta alla bollitura.

Per una bollitura efficiente occorre lasciare le rocce molto vicine alla fiamma per 30-40 minuti per poi immergerle nel contenitore pieno d’acqua dopo averle afferrate con un paio di bastoni: in poco tempo l’acqua arriverà a temperatura di ebollizione grazie al trasferimento di calore. Per prolungare il tempo di ebollizione è sufficiente immergere altre rocce incandescenti.

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